Dallo sciopero all’impegno: la protesta attiva dei ragazzi di Savona

I giovani attivisti di Savona, ispirati da Greta Thunberg, portano in piazza i temi cruciali per un futuro sostenibile e manifestano per la tutela del territorio in cui vivono. Eppure la Regione, malgrado le proteste, elimina 540 ettari di parchi e 42 aree protette. La mobilitazione di Fridays for Future, però, non si arresta.

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Quando i giovani hanno iniziato a scendere in piazza ispirati da Greta Thunberg, ho provato una grande gioia. Ancor più ne ho provata scendendo accanto a loro in piazza a Roma il 15 marzo e continua a crescere seguendo gli sviluppi di questo movimento nascente a distanza e attraverso il racconto dei miei colleghi che hanno partecipato all’assemblea nazionale di Fridays For Future Italia.

Lo sciopero del 15 marzo a Savona

Lo sciopero del 15 marzo a Savona

Da adulta (ormai ho superato i 40…) sento anche che mi viene offerta l’occasione di stare accanto, di sostenere come posso questi ragazzi e ragazze che con entusiasmo e fermezza chiedono ascolto e si mettono in gioco per il bene di tutti e tutte, per il bene del pianeta. La responsabilità educativa come adulti ci mette spesso di fronte a compiti necessari ma non troppo piacevoli, come quello di porre limiti, contenere, ma qui c’è solo da abbracciare, sostenere, mi dicevo.

 

Eppure gran parte del chiacchiericcio social è andato in un’altra direzione, invece di abbracciare, ha preferito spaccare il capello in quattro, fare le pulci ai sedicenni per lo scivolone di una bottiglietta di plastica o di un panino da McDonald’s, ironizzando sul quanto fossero mossi dal fare forca a scuola e quanto dall’amore per il pianeta, senza porsi la domanda fondamentale: come posso aiutarli? E sopratutto senza un esame di coscienza su quanto il buon esempio adulto e l’educazione offerta possano aver influenzato la loro presunta inconsapevolezza ecologica. Un’occasione persa, fortunatamente non per tutti, per farsi le giuste domande invece che pessime critiche.

 

Così sento l’urgenza di raccontare un po’ di più e l’unico modo per farlo è dare voce a chi scende in piazza ogni venerdì, partendo da Savona, una città di cui si parla poco e non solita alle grandi manifestazioni. Eppure qui il 15 marzo erano in 3000 in piazza. E c’era anche il nostro Daniel Tarozzi a parlare e a sostenere questa moltitudine che spero inarrestabile.

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Elisa, Francesca e Cecilia, portavoce di Fridays For Future Savona, hanno fatto un grande lavoro per rendere possibile tutto questo.

 

“A Savona tutti i venerdì continuano gli scioperi del clima, ci ritroviamo dalle 17 alle 18 in piazza Sisto, e ogni venerdì affrontiamo un tema diverso – ci racconta Elisa – L’idea è quella di riportare le lezioni in piazza – lezioni costruttive, divertenti – offrendo alle persone anche la possibilità di partecipare a delle esperienze pratiche. Abbiamo fatto rete con associazioni già esistenti, che hanno voglia di darci una mano attiva e individuato insieme a loro gli argomenti da affrontare: dal come vivere plastic free, offrendo approfondimenti scientifici sull’impatto dell’uso della plastica e alternative possibili, alla promozione dell’autoproduzione, dalla fast fashion al tema dell’acqua, dalla mobilità al turismo sostenibile che è un tema interessante per le nostre terre, passando per l’economia circolare e l’argomento dei rifiuti zero.

 

Proponiamo sempre qualcosa anche per i bambini e questo fa sì che anche i genitori si fermino, ci ascoltino. Cerchiamo di parlare di questi argomenti con un linguaggio chiaro e semplice in modo che le persone che passano si possano riconoscere e prendere spunti pratici concreti”.

 

Il 6 aprile oltre 200 persone hanno partecipato alla camminata lungo il sentiero del pellegrino, partita da Varigotti, per toccare, sentire e raccontare la flora, la fauna, la storia di queste terre meravigliose, sentieri tutelati che rischiano però di scomparire.

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L’altra linea sulla quale si muove il gruppo Fridays For Future di Savona è infatti quella della tutela dei parchi regionali. “Non eravamo a conoscenza della legge 19 2010, ne abbiamo scoperto l’esistenza poche settimane fa e ci siamo subito mobilitati insieme ai FFF di Genova. Insieme alle associazioni già attive nell’opposizione a questo disegno di legge abbiamo riportato l’attenzione su questo tema e la Regione ha continuato a posticipare la decisione”.

 

Fino al 9 aprile quando la votazione in consiglio regionale ha approvato il disegno di legge di riorganizzazione dei parchi liguri, che riduce l’estensione dei tre parchi più grandi (Parchi dell’Antola, Aveto e Alpi Liguri) di oltre 500 ettari e cambia classificazione a decine di aree protette che passeranno da regionali a provinciali, rigettando anche la richiesta di attuare il Parco del finalese e l’inserimento diUrbe nel Parco del Beigua.

 

“Noi continueremo a fare sensibilizzazione – prosegue Elisa – e a fare rete con le altre associazioni con cui continueremo a collaborare e a incontrarci. Anche per capire come si muoveranno le amministrazioni comunali e provinciali, se cioè ci saranno prese di posizione a riguardo o meno. Vogliamo tenere alta l’attenzione e stiamo anche valutando se impugnare la normativa, anche se è un processo che richiederebbe anni.

 

E continueremo fino al 24 maggio, quando si terrà la prossima grande manifestazione, con i venerdì in piazza. Il prossimo venerdì parleremo di spreco alimentare e consumo critico, con il gruppo di acquisto solidale che parlerà delle scelte alternative alla grande distribuzione, e vedremo anche alcune idee su come riutilizzare gli avanzi di cibo.

 

Abbiamo anche incontrato alcuni assessori e il sindaco di Savona per ragionare insieme su iniziative pratiche, dalla mobilità al vivere in maniera sostenibile. Sarebbe importante avere servizi che ci agevolino in tal senso. Puntiamo all’istituzione di un tavolo di lavoro perché ci piacerebbe avere un confronto costante e costruttivo con le istituzioni. È vero che il gesto dei singoli è fondamentale ma non si va lontano senza sinergia”.

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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