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1 Ago 2017

Torino, la nuova Amsterdam della mobilità sostenibile?

Scritto da: Roberto Vietti

Per ora è ancora un sogno, ma tante sono le iniziative e le attività imprenditoriali portate avanti a Torino che stanno puntando su un nuovo concetto di mobilità, più sostenibile ed a misura d’uomo.

“Le biciclette permettono di spostarsi più velocemente senza assorbire quantità significative di spazio, energia o tempo scarseggianti. Si può impiegare meno tempo a chilometro e tuttavia percorrere più chilometri ogni anno. Si possono godere i vantaggi delle conquiste tecnologiche senza porre indebite ipoteche sopra gli orari, l’energia e lo spazio altrui. Si diventa padroni dei propri movimenti senza impedire quelli dei propri simili. Si tratta d’uno strumento che crea soltanto domande che è in grado di soddisfare. Ogni incremento di velocità dei veicoli a motore determina nuove esigenze di spazio e di tempo: l’uso della bicicletta ha invece in sé i propri limiti. Essa permette alla gente di creare un nuovo rapporto tra il proprio spazio e il proprio tempo, tra il proprio territorio e le pulsazioni del proprio essere, senza distruggere l’equilibrio ereditario”.

 

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Già qualche tempo fa, un certo Ivan Illich, ci spiegava il motivo per il quale muoversi in bicicletta in città fosse un atto saggio, oltre che piacevole.

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Ritrovandomi a pieno in questa riflessione, per un attimo ho pensato: e se Torino diventasse la nuova Amsterdam della mobilità sostenibile? Immagino che molti di voi, leggendo il titolo di questo articolo, siano quasi svenuti dall’insensatezza dello stesso.

 

“Quante volte provo ad andare in centro in bicicletta ma ogni volta è un inferno!”, oppure “Utilizzo il bikesharing, ma è sempre difficile trovare il mezzo a disposizione!”. Tutto vero, Torino non è ancora paragonabile alle città del Nord Europa in questo campo, eppure…

 

Eppure sono sempre più le persone che si muovono in bicicletta, in città per spostamenti quotidiani e di breve termine o fuori città alla scoperta delle bellezze del territorio.

 

Sono in crescita gli utilizzatori di questo mezzo di spostamento. Basti pensare al numero di presenze all’annuale e ormai canonico Bike Pride  di Torino, un evento che è diventato una occasione per fare massa critica e allo stesso tempo dialogare con le istituzioni al fine di creare nuove ciclovie in città, realizzandole in totale sicurezza.

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Eppure penso alla FIAB di Torino, che da anni organizza attività nel territorio e che ha ideato e proposto alla Regione Piemonte la realizzazione del percorso ciclabile “La Corona di Delizie in bicicletta”, un percorso di 112 chilometri che circonda l’area Metropolitana Torinese e che offre la possibilità di apprezzare le bellezze naturalistiche dei Parchi Metropolitani e quelle storico-architettoniche delle Residenze Reali, che dal 1997 sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

 

Eppure le amministrazioni pubbliche stanno sempre più intervenendo per realizzare e migliorare le ciclovie, con l’intento di renderle sempre più integrate a quelle esistenti rendendole usufruibili quotidianamente.

 

Eppure mi viene in mente il servizio di Bike Sharing della Città di Torino, il ToBike. E’ in continua evoluzione, ed è notizia di questi giorni che verranno installate altre 22 stazioni in città, portando così il numero complessivo di punti di prelievo delle bici gialle a 167.

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All’avvio del servizio, avvenuto nel 2010, [TO]BIKE è partito con 116 stazioni nell’area centrale e semi-centrale della città. Il criterio di posizionamento e sviluppo avviene per cerchi concentrici e a maglia stretta, ovvero definendo il posizionamento delle nuove stazioni a poca distanza da quelle già attive, con uno spazio che oscilla tra i 300 e i 500 metri massimo. Lo sviluppo del servizio viene definito con il Comune di Torino. Si è inoltre intrapreso un percorso per favorire l’approccio al servizio anche a privati e Aziende, questo per favorire l’incremento di una mobilità sempre più sostenibile e dare possibilità alle imprese del territorio di mettere a disposizione dei propri dipendenti un servizio che – in base a dati raccolti in recente sondaggio – viene utilizzato soprattutto per spostamenti da e verso il luogo di lavoro. Questi dati ci confermano la natura intermodale del bike sharing pubblico, un servizio che si integra perfettamente nel telaio delle modalità di trasporto disponibili per tutti i cittadini.

 

Eppure in città vengono proposte tante iniziative per imparare a riparare la bicicletta o per crearsi la propria, come organizzano i ragazzi delle Officine Creative.

 

E poi ci sono io. Stasera mi muoverò verso il centro città dalla periferia e, come al solito, lo farò in bicicletta. Lotterò contro macchine, strade a volte poco sicure e tanto smog. E nel mio viaggio continuerò a sognare e immaginare Torino come la nuova Amsterdam della mobilità sostenibile.

 

Ripensandoci, potrebbe essere un sogno non più così tanto irrealizzabile.

 

 

 

 

 

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