7 Nov 2019

Volto Manifesto: come cambiano le facce nell’era digitale

Scritto da: Redazione

Lorella Zanardo e Cesare Cantù in collaborazione con Il Lazzaretto lanciano la “Volto manifesto”, un video inedito ed una campagna di sensibilizzazione sull’importanza del volto come immenso patrimonio per l’umanità. L'obiettivo è quello di avviare un dialogo collettivo e condiviso sul tema dell’unicità del volto, delle trasformazioni reali e digitali in atto, del ruolo unico ed irripetibile che il volto riassume all’interno delle relazioni umane e per l’etica di una società.

In occasione del Festival della Peste! in programma a Milano dal 7 al 10 novembre 2019 l’attivista per i diritti umani e la giustizia sociale Lorella Zanardo, – già autrice de Il corpo delle donne – presenta in anteprima ‘Volto Manifesto’, la campagna di sensibilizzazione – realizzata con Cesare Cantù e in collaborazione con la Fondazione Il Lazzaretto – che nasce per stimolare una riflessione aperta sulla trasformazione del volto nell’era digitale, attraverso l’idea del volto come patrimonio per l’umanità. Al centro del progetto un video inedito, accompagnato dalla presentazione di un manifesto e di una mostra sul tema.

volto manifesto Copia

Il volto è in profonda trasformazione. Fotoritocco massiccio sui social network e in pubblicità, influencer digitali quasi indistinguibili da quelli reali, androidi dai tratti sempre più dettagliatamente antropomorfi e potenziati da un’intelligenza artificiale sempre più raffinata: questi fenomeni hanno portato nella vita privata e sociale di tutti un incontro quotidiano e costante con facce artificiali. Facce molto diverse tra loro, ma accomunate da un obiettivo irraggiungibile: fermare lo scorrere del tempo.
Cosa comportano le trasformazioni in atto per le relazioni interpersonali e per la società in generale? Quale ricaduta ha sulle nostre vite? La scomparsa del ‘vecchio’ volto sarà senza conseguenze la collettività? In una trasformazione di tale portata entrano in gioco anche altri importanti elementi:

  • l’antico sogno di creare dei nostri simili, capaci di emularci e forse di continuarci, dando vita ad esseri dotati di intelligenza e un giorno capaci di coscienza ed emozioni;
  • i canoni di bellezza contemporanei, fortemente segnati dal conformismo, che spingono verso l’omologazione dei tratti. Nel presente delle relazioni digitali per immagini, deviare da questi canoni comporta l’esclusione dai trend sociali, la solitudine, l’angoscia esistenziale;
  • la rimozione del ‘vecchio’, sia come concetto sia come manifestazione concreta, all’interno delle nostre società e le conseguenti manipolazioni per far apparire un artificiale ed eterno presente.

Date le dimensioni planetarie di queste trasformazioni del volto, al quale concorrono la videografica, la robotica, la chirurgia, il fotoritocco, si impongono delle domande urgenti:

  • cosa significano queste presenze artificiali per le relazioni interpersonali e per l’auto-percezione di sé?
  • quale ricaduta ha sulle nostre vite la manipolazione del volto, non parte qualsiasi del corpo ma il ‘luogo’ stesso che ci rende unici, che fa di noi delle persone?
  • cosa comporta l’esperienza perturbante dell’‘Uncanny Valley’ che, come provato dagli studi di robotica in Giappone, produce inquietudine in chi si trova di fronte a volti molto simili agli umani, ma che umani non sono (androidi e creazioni della videografica)?
  • la scomparsa del volto ‘vecchio’ è davvero senza conseguenze per la collettività?
volto manifesto

In questione non c’è ovviamente la libera scelta individuale dei comportamenti e delle modificazioni, ma il fatto che esperienze così complesse avvengano senza una consapevolezza diffusa e un discorso sociale condiviso. Non si tratta pertanto di emettere giudizi ma di avviare una riflessione urgente perché il volto umano è il luogo dove il senso di esistere si manifesta. Prenderne coscienza è quanto mai necessario.

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Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

Attraverso l’idea del volto come patrimonio per l’umanità, il progetto Volto Manifesto si pone quindi come obiettivo quello di invitare tutti e tutte ad un dialogo collettivo e condiviso sul tema dell’unicità del volto, delle trasformazioni reali e digitali in atto, del ruolo unico ed irripetibile che il volto riassume all’interno delle relazioni umane e per l’etica di una società.

E lo fa con tre differenti strumenti:

  • un Manifesto in dieci punti, ‘Volto Manifesto’, pensato per offrire i principali spunti di riflessione su questi temi, risultato della sintesi dei più importanti contributi teorici ed artistici di tutti i tempi a livello planetario sul tema del volto;
  • un Video, un saggio visivo, che mette lo spettatore direttamente di fronte, faccia a faccia, con i volti artificiali e con quelli reali, cercando di stimolare la consapevolezza, anche emotiva e fisica, necessaria per guardarli tutti senza filtri;
  • un Evento all’interno del Festival della Peste! della Fondazione Il Lazzaretto dove saranno presentati il manifesto e il video e dove sarà allestita una mostra, luogo fisico in cui leggere, guardare, riflettere, formulare un pensiero per il futuro.

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