6 Dic 2019

GEN Ucraina, una rete di ecovillaggi per uscire dall’isolamento

Scritto da: Ezio Maisto

Nata nel 2018 grazie all’impegno di Maksym Zalevskyi, GEN Ucraina ha permesso agli ecovillaggi dell’ex repubblica sovietica di uscire dall’isolamento che li aveva contraddistinti fino a quel momento. È questo il sesto dei nostri sette appuntamenti con le comunità intenzionali d’Europa. Le interviste sono state realizzate durante la conferenza europea degli ecovillaggi che si è svolta dal 14 al 17 luglio scorso in Toscana.

Prosegue il viaggio di Italia Che Cambia fra le comunità intenzionali intervenute al raduno degli ecovillaggi europei che si è svolto dal 14 al 17 luglio scorso presso la Comune di Bagnaia, in Toscana. Per la penultima puntata di questo percorso ci rechiamo in Ucraina, dove nel 2018, grazie all’impegno di Maksym Zalevskyi, è nata la rete GEN Ucraina (Global Ecovillage Network), di cui Maksym è oggi coordinatore, che promuove l’integrazione degli ecovillaggi della repubblica ex sovietica nel mondo.

Maksym Zalevskyi ci parla di GEN Ucraina insieme ai rappresentanti di tre ecovillaggi della rete (sottotitoli in italiano disponibili)

Fino al momento della sua creazione nessuno, perlomeno fuori dai confini nazionali, sapeva granché sulla presenza o meno di ecovillaggi in Ucraina. Si trattava, infatti, soprattutto di comunità isolate, chiuse in se stesse, i cui membri non avevano dimestichezza con le lingue straniere e con poca o nessuna volontà di condividere le proprie conoscenze con l’esterno.

L’inversione di tendenza è avvenuta successivamente, proprio in seguito alla ricerca realizzata dallo stesso Maksym, che li ha visitati tutti raccogliendo informazioni e facendogli intravedere la possibilità di fare networking fra loro e con altre realtà simili nel mondo per incrementare le loro opportunità e cooperare per la soluzione dei loro problemi.

Questo lavoro ha prodotto, da un lato, la prima adesione alla giornata dedicata alle comunità sostenibili nel Paese, celebrata lo scorso 22 settembre; e, dall’altro lato, l’opuscolo che Maksym ci mostra fiero durante la video-intervista realizzata a Bagnaia: un catalogo di tutti gli ecovillaggi oggi presenti in Ucraina, che contiene informazioni sulla loro storia, le loro esperienze, i metodi e gli strumenti da essi applicati sul campo.

Ti è piaciuto questo contenuto? Aiutaci a costruirne di nuovi!

Dal 2013 raccontiamo, mappiamo e mettiamo in rete chi si attiva per cambiare l’Italia, in una direzione di maggiore sostenibilità ed equità economica, sociale, ambientale e culturale. 

Lo facciamo grazie al contributo dei nostri lettori. Se ritieni che il nostro lavoro sia importante, aiutaci a costruire e diffondere un’informazione sempre più approfondita.

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

rete ecovillaggi

Fra i progetti citati nell’opuscolo, anche i tre ecovillaggi presenti a Bagnaia con propri rappresentanti.

Il primo, di cui ci parla Anastasya Volkova, si chiama Zeleni Kruchi (Sette Colline) e sorge al centro del Paese, accanto alle enormi riserve d’acqua create dai bacini del Dnepr, nel territorio del Parco Regionale Svetlovodsk. Fondato nel 2011, vi risiedono oggi otto membri divisi in tre famiglie, ciascuna indipendente dall’altra ma accomunate da una visione comune del vivere sostenibile e della relazione armonica fra i membri della comunità. I suoi abitanti sono dediti al turismo ambientale e alla auto-ristrutturazione di un edificio con lo scopo di realizzare corsi, festival e altre attività rivolte all’esterno.

Il secondo ecovillaggio – rappresentato e co-fondato da Diana Karpenko nel 2007 – è Obyrok, un “art-village” situato nel Nord-Est dell’Ucraina, vicino alla storica città di Baturyn, fra le foreste che sorgono lungo il fiume Seym. Nato per favorire l’incontro e l’ispirazione di artisti provenienti da tutto il Paese, è attualmente abitato da 11 membri ed è stato negli anni sede di diversi eventi artistici di portata locale e nazionale.

Ecovillaggio New Vraja Bhumi Dham
L’ecovillaggio New Vraja Bhumi Dham, la più grande oasi di protezione di bovini al di fuori dell’India

Del terzo ecovillaggio ci racconta Andrey Krasnoperov. Si tratta della New Vraja Bhumi Dham, una comunità spirituale che sorge nel Sud del Paese, a meno di 150 km da Odessa, conosciuta per essere la più grande oasi di protezione di bovini al di fuori dell’India. Dal 2008, anno della sua fondazione, i suoi membri hanno salvato circa 800 bovini dal macello promuovendo un approccio non violento al mantenimento di questi animali e utilizzando tecniche di allevamento e di produzione naturali. Al momento, nella comunità vivono circa 25 persone in una casa comune chiamata Tempio Vaishnava, le quali hanno recentemente hanno iniziato a praticare l’economia del dono.

Ognuno di questi luoghi è aperto a visite e all’adesione di nuovi membri.

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Colombia, polizia fuori controllo – Io Non Mi Rassegno #364

|

Caso o destino? Storia di un ritorno nella Calabria Che Cambia

|

La battaglia di Claudia per salvare le acque curative dalle speculazioni

|

Eticoscienza, per un’etologia applicata alle nuove sfide ambientali

|

Plogging: un gruppo di amiche contagia l’intera città

|

Cose che dovreste sapere (e nessuno vi dice) sul trasferirsi in campagna

|

Riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia: l’Italia fa scuola

|

Stella Pulpo: Memorie di una vagina, ieri, oggi e domani – Amore Che Cambia #5