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18 Feb 2020

Medicina Integrata: il modello Toscana fa scuola in Italia

Scritto da: Annalisa Jannone

A partire dalla Toscana si sta diffondendo sempre di più anche nel nostro Paese la Medicina Integrata, che utilizza diverse conoscenze, tecniche, saperi ed esperienze che concorrono alla diagnosi e al trattamento di patologie. Ne abbiamo parlato con il dottor Franco Cracolici, medico agopuntore.

La necessità di migliorare l’efficacia e l’appropriatezza della medicina moderna e convenzionale sta naturalmente portando all’integrazione di diversi saperi, da quelli tradizionali millenari alle nuove teorie e applicazioni biofisiche. Da qui la crescente diffusione della medicina integrata negli ambulatori e nei reparti ospedalieri pubblici, in Italia e all’estero.

Ne abbiamo parlato con il dottor Franco Cracolici, medico agopuntore che ho incontrato in occasione di uno degli eventi PNEI. Da anni si occupa di formazione e cura con la MTC (Medicina Tradizionale Cinese) e, insieme ad altri colleghi, ha creato una rete di medicina integrata pubblica in tutta la regione Toscana. Così negli anni la regione è diventata uno dei motori principali nella creazione di standard e linee guida per tutto il territorio nazionale in merito alla medicina integrata svolta all’interno delle istituzioni sanitarie.

La medicina integrata utilizza diverse conoscenze, tecniche, saperi ed esperienze che concorrono alla diagnosi e al trattamento di patologie. Quindi il medico di medicina integrata sceglie di affiancare alle tecniche diagnostiche e terapeutiche (farmaci da sintesi chimica) convenzionali e ufficiali, le CAM (Medicine Alternative Complementari) come la Medicina Tradizionale Cinese, l’Omeopatia, la Medicina Ayurvedica, Antroposofica, Tibetana e altre tradizionali e naturali. Inoltre è sempre più diffuso, ora anche in qualche università, l’uso di tecnologie e modelli teorici di biofisica capaci di interagire con il campo elettromagnetico di molecole e organi veicolando informazioni vibrazionali corrette al “sistema uomo”.

Insomma il panorama della medicina integrata è vasto, articolato e in crescita. Il dottor Cracolici ce lo spiega nell’intervista: solo in Toscana ci sono 97 ambulatori pubblici di medicina integrata, molti si interfacciano con i reparti di oncologia (oncologia integrata) ma anche con altri reparti specialistici. Negli USA quasi tutti gli ospedali oncologici pubblici ne hanno uno. In particolare l’agopuntura è citata e consigliata da tutte le realtà istituzionali mondiali con certezza di efficacia per alcune patologie ed evidenze scientifiche ormai conclamate.

Chiedo quindi a Cracolici come mai alcuni medici contestano e sminuiscono tali risultati. «Probabilmente alcuni di loro non si fidano di un proprio ascolto attento, della propria capacità di controllo umano e sensibile nei confronti della persona che hanno di fronte e preferiscono affidarsi totalmente ai protocolli e alla tecnologia diagnostica convenzionale», spiega il medico.

Eppure qualcosa da cambiare nel nostro sistema di cura ci sarebbe. Per fare un esempio Cracolici accenna agli otto milioni di italiani che fanno uso di psicofarmaci. Il cambiamento, dunque, dovrebbe partire da un diverso rapporto con il paziente per poi proseguire con la scelta delle opportunità terapeutiche più adatte a quell’individuo.

Per meglio far comprendere cosa si intende per medicina integrata, Cracolici accenna al Forest Bathing già molto diffuso in Giappone. Con delle specifiche accortezze (durata, attività in loco, ripetizioni, etc.), il Bagno nella Foresta risulta avere proprietà curative maggiori dei farmaci di sintesi in diverse patologie.

La personalizzazione e l’appropriatezza della cura hanno a che vedere anche con le individuali caratteristiche del medico, con l’attitudine alla ricerca personale e alla capacità di sintesi delle diverse conoscenze. Cracolici è un ottimo esempio di passione per la vita, di ricerca delle sue manifestazioni e significati e quindi di una medicina di valore. Buona visione.

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