26 Gen 2021

Economia del Bene Comune: un’economia al servizio delle persone non è utopia

Abbiamo sentito lo staff della Federazione per l'Economia del Bene Comune in Italia per farci raccontare lo stato di salute delle aziende che hanno scelto di aderire a un modello etico di fare impresa e per saperne di più sul ciclo di webinar da poco inaugurato per diffondere tale modello.

Ho conosciuto il fondatore del movimento dell’Economia del Bene Comune Christian Felber un paio di anni fa, in occasione di un incontro organizzato dall’Università di Padova. Il suo sorriso e la cordialità dimostrata durante l’intervista che ci ha concesso erano perfettamente in linea con il piglio sereno e scherzoso con cui ha condotto il suo seminario davanti a studenti, professori e imprenditori nell’aula dell’ateneo veneto.

Quando ha invitato tutti i presenti a chiudere gli occhi, dimenticare per un attimo le teorie economiche e abbandonarsi a un esercizio di rilassamento o quando si è tolto la giacca e si è esibito in una verticale sulle mani, molti sono rimasti spiazzati e sguardi interrogativi, mormorii e risatine hanno invaso l’aula. Eppure, anzi, proprio per questo, Felber e le teorie del movimento che rappresenta hanno conquistato tutti. Perché? Perché si sono liberate della triste austerità dell’economia moderna, considerata argomento greve e angoscioso, riportando metaforicamente questa disciplina sul piano su cui dovrebbe stare: quello umano, al servizio delle persone e dell’ambiente in cui esse vivono.

Da allora il sodalizio di Italia Che Cambia con la Federazione per l’Economia del Bene Comune in Italia si è consolidato e così oggi ci troviamo a promuovere una interessante iniziativa del movimento: “un viaggio in 12 tappe per tracciare il senso di fare impresa oggi”, una serie di incontri online finalizzata a diffondere le proprie teorie e a dimostrare, grazie alla testimonianza di chi sta compiendo questo percorso, che non si tratta di un’astratta utopia ma di un modello imprenditoriale perfettamente applicabile con successo a qualsiasi azienda contemporanea.

Cosa vi ha spinto a organizzare il ciclo di incontri “Viaggio nella matrice del Bene Comune”?

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Questa iniziativa di EBC nasce dal desiderio di rendere più semplici e comprensibili possibile, i temi che si trattano in un Bilancio del Bene Comune per le imprese per rendere la trasformazione verso un nuovo paradigma sostenibile e orientato al bene comune più facile e veloce. Ci siamo chiesti: “Come si può farlo efficacemente?”. Semplice: combinando la teoria con le esperienze pratiche dalle imprese virtuose, o che hanno intrapreso una nuova direzione, lasciando poi ai partecipanti la possibilità di interagire e arricchire gli spunti.

Fino ad oggi abbiamo sempre promosso l’EBC parlando del cambio di paradigma che immaginiamo e presentando la matrice EBC per le imprese come strumento sistemico in grado di valutare il contributo delle organizzazioni al bene comune. Se il lato valutativo risulta interessante per quei portatori di interesse – consumatori, comunità territoriale, finanziatori e così via – che desiderano fare delle scelte etiche, rischiamo di perdere di vista la funzione trasformativa del bilancio del bene comune. Insomma, il processo non finisce con il punteggio espresso dal bilancio del bene comune, ma è fatto di miglioramento continuo.

economia del bene comune

Da qui dunque, l’idea di dare un taglio operativo e concreto all’iniziativa.

Esatto: volevamo proporre un percorso culturale in grado di supportare sia le imprese che hanno già fatto una prima esperienza di bilancio, sia le imprese incuriosite dallo strumento, nel conoscere le best practice e le innovazioni per ogni tema della matrice che possano orientare l’impresa al bene comune. Diventa un modo per rileggere in modo molto concreto tutti i processi aziendali (acquisti, design di prodotto, marketing… ) e il proprio modello organizzativo (governance, gestione del profitto… ) facendosi provocare dalla domanda: “Come potrei evolvere ogni aspetto della mia organizzazione perché sia orientato alla generazione di valore condiviso?”.

Aggiungiamo che il nostro intento è stato anche quello di far emergere la matrice EBC come una rete in grado di mostrare le interconnessioni tra aree, tematiche e expertise all’avanguardia che non sempre si parlano. Occuparsi di sostenibilità e bene comune significa parlare di filiere e auto-organizzazione, purpose e comunicazione empatica, economia circolare e forme giuridiche cooperative. EBC non porta l’expertise di tutti questi aspetti ma è consapevole che sono tutti essenziali per curarsi del bene comune nelle organizzazioni. Il nostro è quindi un tentativo di mettere a sistema tutte queste competenze per aiutare le organizzazioni a riconoscersi elementi di un ecosistema ed evolversi in questa direzione.

Spesso si pensa che modelli etici e sostenibili siano ad appannaggio di un’economia alternativa slegata dal mondo reale, mentre le imprese aderenti a EBC dimostrano che è vero esattamente il contrario: a cosa è dovuto questo fraintendimento?

Per EBC, il mondo, in particolare quello economico, sta funzionando al contrario: dovrebbe garantire prosperità e benessere e invece crea malessere e scarsità. Questa non è vera economia, ovvero arte della cura delle risorse per generare benessere nella casa comune. È invece crematistica, arte della ricchezza, come diceva Aristotele. Il professor Stefano Zamagni, co-fondatore della Scuola di Economia Civile, nostra partner in questa iniziativa, parla spesso della “tesi della doppia ermeneutica”: le teorie economiche sui comportamenti dell’uomo modificano i comportamenti umani. È quindi normale che tante persone si stiano abituando all’idea che l’essere umano sia auto-interessato e che l’economia sia uno strumento per massimizzare il proprio profitto a discapito dell’Altro e dell’ambiente e a pensare all’oikos-nomia come a un’utopia. Le imprese EBC non sono perfette, ma sono in cammino e stanno evolvendo verso un modo di funzionare basato su relazioni vere e durature, che spesso non ripagano nell’immediato, ma che sono in grado di creare valore condiviso nel medio-lungo periodo.

economia del bene comune
Foto tratta dal sito www.professionistisolidali.org

I protagonisti dei webinar saranno imprenditori e consulenti che operano ogni giorno sul mercato: come mai avete scelto di affidarvi a loro?

Pensiamo sia fondamentale condividere vero valore derivato dall’esperienza diretta, la “grammatica” senza la “pratica” risulterebbe un’attività fine a se stessa, così invece, intendiamo dare luogo a una comprensione più profonda, che metta più soggetti possibili in cammino verso un futuro più sostenibile. Proposte di diversi modi di vivere l’economia come quella di EBC, se raccontate solamente in teoria, possono essere considerate idealiste, talvolta addirittura utopiche. Se tali idee vengono presentate da professionisti che riescono a concretizzarle nelle organizzazioni e da imprese che le stanno sperimentando, si coglie meglio il “senso del possibile”, perché già si sta realizzando.

A metà gennaio si è tenuto il primo incontro introduttivo, com’è andato?

L’incontro è andato ben oltre le nostre prospettive: il webinar è stato seguito da quasi 60 partecipanti e nuove persone si stanno iscrivendo anche a percorso iniziato, segno dell’interesse crescente per il tema. Dal lato dei contenuti abbiamo introdotto il paradigma dell’Economia del Bene Comune, la matrice EBC per le imprese e abbiamo presentato il processo del Bilancio del Bene Comune. A partire dal prossimo webinar inizierà il vero viaggio di esplorazione della matrice. Stando ai primi riscontri ricevuti dai partecipanti sono particolarmente piaciute anche le esperienze delle imprese del bene comune che hanno portato la loro testimonianza riportando esperienze vere, non ripulite dalle difficoltà anche grandi di intraprendere certi percorsi che rimettono in discussione il rapporto con i fornitori, con il denaro, con i propri collaboratori, con i clienti e con il contesto che li ospita.

Cosa vi aspettate dai prossimi appuntamenti?

Ci aspettiamo di intraprendere un viaggio nel mondo reale che ci aiuti a trasformare la percezione generale da “utopia!” a “possibile!”. Inoltre ci aspettiamo tante domande dai partecipanti, che potranno far parte così di una piccola comunità di pratica, il proposito è di evolvere come comunità scambiandoci spunti per progredire insieme in modo continuo.

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Potete farci un quadro della situazione attuale della Federazione EBC in Italia e delle imprese che aderiscono, anche alla luce della crisi innescata dall’emergenza covid?

Forse non serve dirlo, ma assistiamo a un crescente bisogno di fare comunità, di contribuire a processi di sviluppo collettivo sia per imprese e organizzazioni in generale che per i singoli. In tempo di crisi che mette a nudo le debolezze degli attori in gioco e del sistema stesso, c’è la volontà di ricominciare a scrivere veramente un nuovo capitolo fatto di azioni virtuose a lungo tempo rinviate. L’incertezza è grande, ma la voglia di provarci è tanta e noi proviamo a sostenerla.

A fine 2020 il movimento EBC in Italia contava circa 70 soci. Nel 2020 circa 5 nuove imprese hanno iniziato il percorso del Bilancio del Bene Comune e alcune imprese dell’Alto Adige hanno iniziato un percorso peer di ribilanciamento. Anche l’Hotel La Perla di Corvara, una delle imprese pioniere EBC, ha da poco terminato il suo ribilanciamento. Il comune di Calceranica ha appena terminato il suo primo bilancio e un nuovo comune trentino ha appena iniziato un nuovo percorso. Sul nostro sito nella sezione “buone pratiche” è possibile visitare gli ultimi bilanci pubblicati, una volta validati esternamente attraverso il processo di audit EBC o di valutazione tra pari.

Clicca qui per iscriverti al ciclo di webinar “Viaggio nella matrice del bene comune” e per avere informazioni.

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