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9 Apr 2021

“Io studio da qui”: quando la Dad è utile e funzionale (e quando no)

Scritto da: Emanuela Sabidussi

La Didattica a Distanza è da mesi uno strumento sempre più utilizzato. Le implicazioni e le conseguenze che può portare nel tempo, sono però ancora da comprendere. Dalla provincia di Savona arriva un modello di DAD rivolto non alle fasce di età di fase di sviluppo, ma per adulti, che consente ai lavoratori e a persone che vivono in luoghi lontani, di poter prendere il diploma di scuola superiore.

La scuola si sta trasformando: ciò che sino a un anno fa pareva impossibile si sta realizzando. Mi riferisco alla didattica a distanza che sta coinvolgendo migliaia di bambin* e ragazz* in tutta Italia e non solo. L’esigenza da cui nasce è risaputa, ciò che invece ancora non sappiamo sono le conseguenze che ciò, prolungato nel tempo, potrebbe portare: la scuola infatti si è trasformata in questi ultimi decenni da istituzione con l’obiettivo di educare e formare i propri alunni, a laboratorio che abbraccia ogni sfera dell’individuo, trasferendo sì nozioni ai propri allievi, ma anche sapendosi proporre come supporto attento e utile alla crescita.

Inoltre, andando di pari passo con le scoperte e conoscenze del nostro tempo, nei programmi scolastici si pone sempre più l’attenzione a quelle che sono interazioni dei bambin*, la capacità di comprendere il proprio contesto, lo sviluppo di intelligenze diverse, come quella emotiva, sociale, introspettiva. Insomma una visione sempre più olistica e meno incentrata sull’esclusiva valutazione di performance. In questa visione, a quali esigenze risponde la DAD? Riesce a sostituire la presenza fisica?

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Molto probabilmente no. Ma nell’analizzare nella maniera più distaccata possibile i pro e i contro di questa modalità di didattica, ho scoperto che veniva utilizzata da molti anni in alcuni (pochi) complessi scolastici per rispondere all’abbandono scolastico e andare incontro alle difficoltà di persone che vivono in luoghi lontani e scomodi da raggiungere. E un esempio arriva proprio da Savona. La scuola a distanza nel territorio sassellese – che dista, a seconda delle località, tra i 30 e 45 chilometri dalle città della costa ligure – risponde all’esigenza di evitare la dispersione scolastica e di evitare, per quanto possibile, gli spostamenti da un territorio disagiato sia in termini di viabilità che come clima, soprattutto nella stagione invernale. Inoltre, nel contesto del territorio sassellese, la DAD rappresenta una modalità per evitare l’abbandono scolastico in quanto mantiene gli studenti sul territorio e cerca di trasferire il senso di appartenenza ad esso.

NASCE “IO STUDIO DA QUI

Il progetto “Scuola a distanza: io studio da qui” è partito nell’anno scolastico 2013/14 per evitare, almeno una o due volte la settimana, gli spostamenti degli studenti residenti a Sassello (SV), frequentanti gli Istituti di Scuola Superiore a Savona (circa 45 chilometri di distanza). Il progetto, nato con una decina di alunni partecipanti che all’epoca frequentavano due Istituti Superiori, è continuato fino a giugno 2019, quando si è deciso di aprire la frequentazione delle video lezioni anche a persone adulte che non erano riuscite a conseguire il diploma di scuola superiore.

Si è così valutato di trasformare il percorso da scuola curriculare a scuola serale a distanza, che continua tutt’ora e che è attivo tutti i giorni, con lezioni e momenti dedicati all’apprendimento con l’aiuto di un tutor, messo a disposizione dal Comune di Sassello. Le lezioni, invece, sono tenute dagli stessi insegnanti dei corsi serali in presenza, che gestiscono parallelamente la classe “reale” e classe remota.

Lia Zunino, Assessora e Vice sindaca del Comune di Sassello mi spiega che «i corsi serali sono aperti ad allievi dai 20 ai 60 anni (l’età media attuale è di circa 30/35 anni) e le lezioni sono organizzate dall’Istituto Tecnico Superiore con l’indirizzo di Amministrazione-Finanza-Marketing. Partecipano per lo più ragazzi ancora in età da studenti che sono senza lavoro o lavoratori in età adulta delle fabbriche dolciarie e del legno».

Ma da un punto di vista didattico, quali sono le principali differenze tra la didattica a distanza e quella in presenza? Lia Zunino mi racconta la loro esperienza: «Dal punto di vista didattico la scuola online utilizza le tecniche e le modalità dell’apprendimento in rete, alternando momenti di collegamento con momenti di riflessione e di studio senza. Abbiamo visto in questi anni quanto sia importante il ruolo del tutor nel favorire la socializzazione sia tra gli studenti in presenza (che seguono le lezioni nell’aula multimediale dell’Istituto Comprensivo di Sassello), che quelli della classe remota».

L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE

In questo momento storico molti istituti si trovano a dover riorganizzare il programma didattico a causa del cambio imprevisto di modalità di fare lezione. Chiedo dunque all’assessora quale consiglio darebbe a questi istituti. La risposta è di chi ha una visione chiara e sicura sul futuro che ci attende: «Consiglierei di prepararsi adeguatamente con corsi di formazione per insegnanti mirati, investendo sull’approfondire nuove modalità e ciò che implica questo cambio di tipologia di insegnamento. A mio avviso la modalità di apprendimento a distanza sarà la scuola del futuro, sia per ragioni economiche che come risposta a emergenze sanitarie e non solo».

Dunque non basta trasferire modalità di insegnamento di persona alla didattica a distanza, ma sviluppare nuovi percorsi formativi ad hoc per gli insegnanti coinvolti, per approfondire e apprendere a loro volta come gestire al meglio le conseguenze di questo cambio di direzione. Un esempio di competenze aggiuntive necessarie identificate dall’esperienza savonese, ad esempio, seppur di tipo molto pratico, sono la capacità di mediazione costante richiesta al tutor e l‘utilizzo continuativo delle chat che permettono l’interazione reale senza interruzioni della lezione.

DAD SÌ, DAD NO

L’esperienza riportata da Savona sembra essere efficace e venire incontro a diverse esigenze, anche se sappiamo che non potrà (e non vorremmo) che sia la soluzione adottata per tutt* gli student*, in quanto le interazioni umane sono una competente fondamentale e indispensabile del sano sviluppo dell’essere umano. Come ogni strumento, anche la DAD, presenta aspetti positivi e modalità di applicazione che consentono di risolvere problemi che senza di essa non verrebbero accolti.

A farne la differenza è sempre e comunque l’utilizzo che facciamo degli strumenti che abbiamo a disposizione. L’esempio degli istituti savonesi insegna che l’applicazione di questo strumento a corsi serali e rivolti a persone adulte o abitanti di zone scomode logisticamente, potrebbe aumentare il grado di istruzione locale e limitare l’abbandono scolastico. Negli altri casi, invece, riteniamo sia utile quanto indispensabile fare ritorno alle lezioni in presenza.

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