22 Apr 2021

SPrugolosa: le arance degli alberi cittadini diventano marmellata solidale!

Scritto da: Valentina D'Amora

A La Spezia le arance degli alberi in città si sono trasformate in una golosa marmellata, arricchendo le colazioni solidali preparate per persone indigenti e diventando “materiale didattico” utilizzato nei laboratori educativi rivolti ai ragazzi autistici. Un modo per non sprecare cibo buono e sano che, altrimenti, finirebbe in discarica.

Naturale, a chilometri zero, innovativa e solidale. Sono le caratteristiche della SPrugolosa, la marmellata di arance amare spezzine. A produrla, però, non è un’azienda agricola dell’entroterra, ma l’associazione di orticoltura urbana di La Spezia, Orti di San Giorgio, che ha deciso di raccogliere (parte del) la frutta degli alberi cittadini per trasformarla in golosa confettura.

«Per tante persone si tratta di frutta non commestibile o tossica», spiega Massimo Guerra, il socio volontario che ha seguito tutta l’operazione. «Noi però abbiamo deciso di rompere il muro del pregiudizio, optando per valorizzarla».

COME NASCE L’IDEA

«Questa stagione è stata particolarmente abbondante e, passeggiando per le vie di La Spezia, non si poteva non notare quanto gli alberi fossero rigogliosi e ricchi. Così abbiamo semplicemente pensato a come non buttare in discarica tutta quell’enorme quantità di frutta».

Grazie a te questo contenuto è gratuito!

Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

L’idea è già stata sperimentata con successo in altre città d’Italia, ad esempio a Parma, grazie a un movimento di cittadini chiamato Fruttorti, e a Roma, dove con l’associazione Linaria si raccoglie ogni genere di frutti dell’urbe.

alberi arance spezia
Uno degli alberi di arance di Via Chiodo, a La Spezia

Innumerevoli scettici hanno espresso dubbi sulla “bontà” di queste arance urbane. «In tanti, durante questi mesi, ci hanno detto: “Sono alberi di città, i frutti saranno inquinati, all’interno ci saranno smog e piombo”, mentre di tutte queste sostanze non c’è nemmeno l’ombra. Prima ancora di portare la frutta in un laboratorio specializzato per farla analizzare, abbiamo approfondito la questione con il Comune di La Spezia, che è proprietario degli alberi, il quale ci ha confermato che gli alberelli non vengono trattati con antiparassitari o anticrittogamici».

Infatti, le analisi effettuate sulle arance raccolte (buccia compresa) hanno certificato la totale assenza di sostanze inquinanti. D’altronde, si tratta di una questione biologica: è vero che gli alberi sono filtri naturali per l’aria, grazie al processo della fotosintesi clorofilliana che assorbe anidride carbonica e produce ossigeno, ma i frutti non possono contenere “inquinamento”, perché le radici assorbono solo le sostanze di cui hanno bisogno. Perché allora non valorizzare questa frutta, sana oltre che bella a vedersi?

LO SVILUPPO DEL PROGETTO

«Abbiamo voluto dare il via all’edizione zero di questo progetto in un’area della città dove sappiamo esserci un traffico limitato, Via Chiodo, e sufficienti alberi. In questo modo siamo riusciti a raccogliere un buon quantitativo di frutta per la produzione dei mille vasetti di marmellate che ci eravamo prefissati».

Così, una mattina di febbraio, grazie alla collaborazione di una cinquantina di volontari, è avvenuta la raccolta di circa 450 kg di arance: di queste, una parte si è trasformata in marmellate, mentre circa 200 kg sono stati destinati ai laboratori di cucina delle associazioni che si occupano di ragazzi con disturbo dello spettro autistico.

marmellate sprugolosa

Dei mille barattoli realizzati all’interno di un laboratorio certificato a Riccò del Golfo, una parte è stata distribuita al Comune di La Spezia, che a sua volta ne ha consegnato un lotto a due associazioni che si occupano di ragazzi disabili e altri duecento vasetti sono stati donati all’associazione Colazioni col sorriso, che tutte le mattine prepara e distribuisce il primo pasto della giornata alle persone indigenti della città.

Il prossimo anno, oltre a riproporre questa marmellata di arance amare, che sta ricevendo moltissimi feedback positivi, tra i progetti futuri c’è l’idea di dare vita a degli alveari urbani nel parco del castello San Giorgio, dove l’associazione ha sede. E iniziare a produrre anche miele.

Ecco come un progetto sperimentale, che ha visto il coinvolgimento di svariate persone e realtà associative locali, tra cui le associazioni della Fondazione AUT AUT, è in grado di mettere in moto un’iniziativa virtuosa di valorizzazione del cibo, di educazione alimentare e di condivisione, replicabile ovunque: «L’idea piaciuta molto anche al comune di Lerici, che il prossimo anno lancerà questo progetto sul territorio comunale».

Perché non seguire l’esempio spezzino e proporlo in ogni città d’Italia, come accade anche a Montecarlo e a Siviglia?

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Riforestiamo il mondo? – Io Non Mi Rassegno #367

|

Emilia Romagna prima regione italiana a bandire le gabbie dagli allevamenti

|

In un terreno confiscato alla mafia nasce la prima food forest della Sicilia

|

Il mutuo garantito al 100%? In realtà non è utile per i giovani

|

Ri-nascere cre-attivamente dalla sofferenza. BB, parole di dolore e resilienza

|

AAA cittadini cercasi per rivitalizzare piccolo borgo umbro

|

GasparOrto, l’orto urbano che sfida cemento e degrado

|

La prima volta che mi hanno chiesto il permesso