12 Apr 2021

Il suolo è vita: ecco come rigenerarlo e coltivare cibo sano e nutriente

Scritto da: Brunella Bonetti

Il permacultore Fabio Pinzi e un ampio gruppo di esperti e appassionati di cura naturale del terreno lanciano un per-corso per diffondere conoscenze in grado di riallacciare il nostro legame con il suolo, curarlo, rigenerarlo e metterlo nelle condizioni migliori per fornire cibo sano e naturale.

Roma, Lazio - Ne calpestiamo quintali ogni giorno, ci nutriamo grazie al suo contenuto e alla sua azione. No, non è un indovinello, bensì la più grande ricchezza per l’essere umano: il suolo!

«Il suolo è qualcosa che si costruisce nel tempo. È una sintesi fantastica tra un infinito che sta sopra e un infinito che sta sotto. È lì dove tutto converge: le parti organiche dall’alto, quelle minerali dal basso e la microbiologia. È lì che avviene il miracolo». Lo afferma Fabio Pinzi, rinomato esperto di permacultura e scienze biologiche. «Eh sì, il suolo è vita!», gli fanno eco Francesca della Giovanpaola, Cristiano Gallinella, Carlo Cappelletti, Filippo Bellantoni ed Eva Eisenreich, tutti protagonisti dell’innovativo corso “Il suolo è vita. Come rigenerare i nostri suoli e coltivare cibo sano e nutriente”.

L’iniziativa è unica nel suo genere, organizzata e promossa dalla Scuola del Bosco. «È unica perché racconta quello che siamo: professionisti e neorurali che con studio, abnegazione e voglia di agire, vogliono raccontare agli altri il mondo che hanno creato, come esempio e per senso di responsabilità», ci spiega Fabio. «Il corso è la logica conseguenza del processo di crescita del PURO, il gruppo di permacultura urbana a Roma. L’idea è scaturita dalla necessità e dalla voglia di trovare un linguaggio comune fra chi sa e chi si avvicina per la prima volta a queste tematiche. Poi, il fatto che Francesca e Filippo avevano un canale di comunicazione, è stata la ciliegina sulla torta».

E quando gli chiediamo a chi è destinato il corso, la risposta è corale: «Noi tutti vogliamo rivolgerci agli agricoltori più o meno professionali ed anche ai neorurali che hanno in comune la passione per la terra e sentono la responsabilità di proteggerla. È un Per-Corso per i “partigiani del suolo” che cercano di fare resistenza costruttiva», afferma Fabio citando Paolo Pileri.

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Ecco, dunque nascere un corso denso di contenuti importantissimi e applicazioni pratiche, attraverso il quale s’imparerà a fare il compost e il biochar, ad arricchire il terreno utilizzando microrganismi e materiali di scarto. Tutto questo e molto altro sempre seguendo i tre principi della permacultura che insegna ad “agire e lavorare con la natura, mai contro”. «È stato un lavoro lungo, durato più di un anno – ci racconta Pinzi – ma ne è valsa la pena, dopotutto trattiamo di un argomento complesso come il suolo, denso di contenuti, tempi e strati molteplici sia organicamente che a livello teorico. Siamo voluti partire dal suolo per condurre a riflettere e ad agire anche in altri ambiti della vita, attraverso il filo conduttore della progettazione in permacultura. Ci interessava discutere anche della socialità e dell’abitare e abbiamo pensato che partire dal suolo avrebbe reso tutto il resto più semplice da affrontare. Se avessimo investito le energie iniziali su questo argomento, gli altri ne sarebbero derivati come logica conseguenza».

suolo e vita

Così è stato e si evince dalla struttura delle lezioni, costitutive di «un per-corso che fa da spunto per approfondire solo alcuni dei tantissimi e meravigliosi segreti che il suolo ha da insegnarci», dice Francesca della Giovanpaola. Attraverso questo ricchissimo corso – composto da 8 capitoli e 79 video lezioni, per oltre 6 ore di filmati – i partecipanti impareranno a riconoscere un suolo sano e a lavorarlo nel migliore dei modi. Ci saranno dispense su numerosi argomenti, e approfondimenti per ognuno di questi. «Vogliamo che che si crei uno scambio continuo tra le persone e faremo in modo di costruire una comunità consapevole ed attiva nel quotidiano», sostengono coralmente i docenti del Per-Corso, tutti pronti a confrontarsi e mettersi in gioco in prima persona, affondando le mani nella terra.

È questa l’immagine rappresentativa del corso: la raffigurazione di mani che raccolgono il suolo, frutto della fecondità vita e risultato di fatiche spropositate. Senza andare oltre nei giochi di parole, il messaggio è chiaro: “Il suolo è vita! Un buon suolo capace di produrre cibo ricco, senza l’utilizzo di pesticidi, è la nostra migliore garanzia per ritrovare la salute”. Perciò, forza! Lavoriamo insieme alla natura facilitando la creazione di suoli rigenerati. E questo è solo l’inizio … buon Per-Corso a tutti!

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