21 Giu 2021

A Torino nasce la prima velostazione per una cultura sempre più diffusa della bicicletta

Scritto da: Lorena Di Maria

Una città che punta su spostamenti sostenibili non può che partire da una mobilità collettiva e da un trasporto intermodale: così a Torino è stata inaugurata proprio in questi giorni la nuova ciclostazione di Porta Nuova, che permetterà a coloro che giungeranno alla stazione ferroviaria su due ruote di sostare e custodire la propria bici anche per tempi lunghi e a basso costo.

Salva nei preferiti

Torino - Ve ne abbiamo parlato ormai più di un anno fa e in questi giorni la notizia è diventata ufficiale: anche Torino ha la sua velostazione, o meglio, la sua prima velostazione, un parcheggio custodito per le biciclette o, come alcuni lo chiamano, un hub completamente dedicato alla mobilità sostenibile.

La ciclostazione sorgerà in corrispondenza della stazione di Porta Nuova, luogo di arrivi e partenze, di viaggi e spostamenti che vuole dare l’esempio per un nuovo modo di fare mobilità. Sì, perché le stazioni, da semplici luoghi di transito, si stanno evolvendo quasi ovunque in veri e propri centri che offrono una molteplicità di servizi integrati e studiati per la mobilità a basso impatto. Il progetto infatti nasce innanzitutto per favorire l’intermodalità, termine di cui sentiamo sempre più parlare e che diventa strategico nell’attuale dibattito sullo sviluppo sostenibile delle nostre città.

Velostazione Torino1
Foto tratta dalla pagina Facebook di Chiara Appendino

Attraverso l’intermodalità possiamo utilizzare in maniera combinata differenti mezzi di trasporto: bicicletta, autobus, treno, automobile privata, car sharing, monopattini elettrici. Insomma, il percorso dal nostro luogo di origine a quello di destinazione lo scegliamo noi e coi mezzi che ci vengono più comodi. Così l’intermodalità ci permette di ottimizzare il nostro viaggio perché ci propone sempre più opzioni e combinazioni, riducendo i tempi di spostamento e facendoci risparmiare. Ma non solo: questa modalità di “viaggio intelligente” genera un effetto a catena anche nelle nostre città: aiuta a migliorare la qualità della vita, riduce il traffico e il relativo inquinamento ambientale e acustico, ci permette di spostarci in modo sempre più condiviso.

Nel caso di Torino, la nuova velostazione è stata realizzata in collaborazione tra il Comune e Grandi Stazioni Rail e ospita un centinaio di bici con 14 stalli dotati di ricariche elettriche. Non si tratta solo di una ciclostazione ma anche di un locale recuperato, uno dei più antichi di Porta Nuova: pensata all’interno di un vecchio magazzino, ha visto la sua realizzazione attraverso un recupero edilizio per preservare le caratteristiche storiche del luogo. Nello spazio, oltre agli stalli, si prevede anche la creazione di una ciclofficina per effettuare le riparazioni delle bici.

velostazione torino2
Foto tratta dalla pagina Facebook di Chiara Appendino

Sarà un servizio automatizzato: coloro che decideranno di custodire qui il loro mezzo potranno accedere attraversando un tornello che permetterà l’accesso tramite QR Code (tramite la app Parkin’Station o la tessera). All’interno saranno presenti gli stalli che, disposti su diversi livelli (ovvero rasoterra e sopraelevati) permetteranno di posteggiare in autonomia la propria bicicletta per proseguire il proprio viaggio accedendo direttamente ai binari della stazione di Porta Nuova.

Il progetto è stato realizzato con un investimento complessivo di circa 350 mila euro da parte di Grandi Stazioni Rail, di cui 40 mila trasferiti dal Comune di Torino come parte del finanziamento erogato dal Ministero Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nell’ambito del progetto della Città di Torino “Torino Mobility Lab”.

Ciclostazione
Foto di Mirko Mina tratta da Unsplash

Parcheggiare la propria bicicletta ha poi un costo giornaliero di 80 centesimi oppure di 12 euro al mese, con una tariffa ridotta per coloro che posseggono l’abbonamento del trasporto pubblico. Lo spazio è inoltre protetto da un impianto di videosorveglianza per garantire la sicurezza delle bici ed è aperto dalle 6 alle 24. 

L’ingresso, situato in via Nizza, si innesta sul nuovo asse ciclopedonale realizzato in questi anni, a testimonianza di un progetto più ampio che vuole creare a Torino una rete sempre più connessa di “percorsi e luoghi protetti” per migliorare la sicurezza e la percorribilità ciclistica e pedonale all’interno dell’ambito urbano. Così la mobilità non diventa solo sostenibile grazie a un’infrastruttura ciclabile diffusa e a nuovi servizi, ma anche attiva, attraverso azioni concrete e progetti che sensibilizzano i cittadini verso una cultura della bicicletta.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
La mobilità sostenibile a Napoli: dalla smart mobility al car sharing
La mobilità sostenibile a Napoli: dalla smart mobility al car sharing

A Caltanissetta la ciclofficina sociale che promuove mobilità lenta e cicloturismo responsabile
A Caltanissetta la ciclofficina sociale che promuove mobilità lenta e cicloturismo responsabile

Ponte sullo Stretto, dubbi e anomalie di un progetto senza fine
Ponte sullo Stretto, dubbi e anomalie di un progetto senza fine

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

A Gaza è l’intelligenza artificiale a scegliere chi sarà ucciso – #918

|

Arte e ricerca al femminile: a Cagliari un stanza tutta per loro, artiste del nostro tempo

|

MAG4, la mutua autogestione piemontese, si schiera contro il mercato delle armi

|

Percorsi Spericolati, continua la formazione per sviluppare progetti innovativi per le aree interne

|

Cosa faresti se finissi su un’isola deserta? Esperimento di filosofia a scuola

|

Val Pennavaire in rete: la nuova e inaspettata zuppa di sasso

|

Gaetano, terapista forestale dei Monti Lattari: “La foresta mi ha guarito”

|

Cuscini Bio, la moda etica e quel giocattolo dentro a una fornitura tessile

string(8) "piemonte"