12 Lug 2021

Welfare Circolare: l’idea di due donne per sostenere l’economia di prossimità

Federica Ugliengo e Silvia Basiglio sono le ideatrici e fondatrici di Welfare Circolare, progetto che sul territorio biellese sta creando un "marketplace" locale con servizi alla persona e alle famiglie in tutte le aree tipiche del welfare, per tessere una rete a supporto degli abitanti e per rinforzare le attività di zona all'insegna della circular economy.

Salva nei preferiti

Biella - Coinvolgere sia le imprese locali come fornitori di servizi e beni spendibili in welfare, sia le aziende che vorranno offrire ai propri collaboratori un portafoglio di spesa in welfare su attività commerciali geolocalizzate sul territorio: è questo, in sintesi, l’obiettivo di Welfare Circolare, il nuovo progetto di Federica Ugliengo, giornalista ed esperta di marketing e comunicazione, e Silvia Basiglio, psicologa del lavoro, consulente risorse umane e fondatrice della rete Officine Lavoro, entrambe attive in numerose attività territoriali. 

Così la rete composta da un network di aziende locali, private e pubbliche e appartenenti ai diversi settori sta creando un ecosistema locale sulla base di una volontà di aggregazione: riunisce persone che, per professione o interesse personale, si adoperano per migliorare il nostro territorio agendo sul settore fondamentale del lavoro. “Madri e lavoratrici, Federica e Silvia hanno sperimentato personalmente che sul territorio biellese manca una rete di servizi a supporto delle famiglie e in particolare delle donne (madri e non, ma sempre al centro di un focolare domestico)”.

Entrambe hanno quindi ritenuto che la loro idea potesse sposarsi con la capacità di spesa annuale che le imprese hanno in termini di welfare. Non solo: ritengono che in un momento così critico per le economie locali, costruire un circuito a sostegno delle attività di zona attraverso l’impegno delle imprese che prosperano sul territorio possa rivestire un importante impegno in termini di responsabilità sociale d’impresa.

Welfare Circolare
Federica Ugliengo e Silvia Basiglio

«Hai mai pensato – dichiarano – al welfare aziendale come a uno strumento a sostegno di un ecosistema territoriale? Pensa se tutte le aziende biellesi decidessero di destinare la quota minima di welfare aziendale a beni e servizi locali. Sarebbe un rinforzo economico a favore delle attività di zona perché la capacità di spesa in welfare rimarrebbe sul territorio senza dispersioni, tanto da rappresentare uno strumento a traino dell’ecosistema territoriale». L’idea delle due ideatrici è che, oltre a offrire servizi di prossimità ai propri dipendenti, le imprese agiscano secondo la loro responsabilità sociale, contribuendo al benessere della comunità locale di riferimento.

In quest’ottica la proposta del progetto è avere a disposizione un marketplace locale ricco di diversi servizi alla persona e alle famiglie in tutte le aree tipiche del welfare. L’obiettivo è quindi offrire tanti servizi locali su tutte le categorie di welfare in modo che i dipendenti delle aziende aderenti possano decidere con un click come spendere in zona il portafoglio messo a disposizione dall’impresa di appartenenza. Non solo: «La piattaforma – hanno spiegato le ideatrici – sarebbe fruibile da chiunque, anche slegato dal welfare aziendale, e tutti i biellesi troverebbero una vasta scelta di servizi. Dall’altra parte le attività commerciali e i professionisti avrebbero una vetrina all’interno del marketplace».

Welfare Circolare1
Foto di Sigmund tratta da Unsplash

Per dar forma agli obiettivi del progetto esiste un’apposita piattaforma cloud che si divide in due parti: se si vogliono offrire beni o servizi di welfare, la piattaforma è Peekaboox, utile alle piccole imprese per digitalizzarsi velocemente; per le aziende che desiderano invece fruire del welfare, il marketplace è Help4u, una piattaforma che connette la domanda con l’offerta di servizi e lavori sul territorio (come nel caso di badanti, baby sitter, ripetizioni, giardinaggio), supportando i clienti nella ricerca.

«Vuoi fare parte – concludono le ideatrici – del nostro progetto pilota? Partiamo proprio dal Biellese». Questa è la scommessa di Silvia e Federica che, con il loro progetto, che vuole essere un vero e proprio “rinforzo economico” oltre che un’alternativa per l’economia dei nostri territori, mostrano tutta la volontà di creare uno strumento potenzialmente innovativo e allo stesso tempo replicabile e scalabile in altri luoghi, attuando un circolo virtuoso a sostegno dello sviluppo locale.

Articolo tratto da: Journal Cittadellarte

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Il gioco d’azzardo in Italia è una piaga sociale. Cosa possiamo fare? – Io non mi rassegno + #17
Il gioco d’azzardo in Italia è una piaga sociale. Cosa possiamo fare? – Io non mi rassegno + #17

Artigianato e intelligenza artificiale, quando la manualità può fare la differenza
Artigianato e intelligenza artificiale, quando la manualità può fare la differenza

Morti e infortuni sul lavoro in Liguria, uno sciopero per chiedere più sicurezza
Morti e infortuni sul lavoro in Liguria, uno sciopero per chiedere più sicurezza

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Aurore boreali, Sar, che succede ai nostri cieli? – #937

|

La VegToria, la nuova fattoria vegana sulle alture di Genova

|

Olga Karatch: “Contro la guerra patriarcale, dobbiamo dare voce alle donne per la pace”

|

WWOOFing all’Ecosfera: un viaggio alla scoperta della permacultura e di connessioni umane

|

Favola Industriale Blues: con l’arte si racconta cosa accade intorno al polo petrolchimico di Siracusa

|

Dalla Sardegna arriva l’intelligenza artificiale locale e sostenibile che “parla” con le piante

|

Mindful eating: l’approccio a un’alimentazione consapevole promosso da Marina e Paola

|

A Capaci nasce MuST23, un museo interattivo come luogo di riscatto civile e sociale

string(8) "piemonte"