14 Set 2021

La sfida di Nuvala: abbattere i confini fra vacanza e lavoro

Scritto da: Benedetta Torsello

Il rientro in ufficio e la fine delle vacanze sono difficili da metabolizzare. E se si potesse lavorare in luogo da sogno? Nuvala è la startup pugliese pensata per smartworkers e per chiunque scelga una vacanza di prossimità. La piattaforma hosting per il lavoro da remoto sarà online dal 2022, ma è già possibile entrare nel network in attesa di partire per un’esperienza indimenticabile.

Bari, Puglia - Da quasi due anni lo smart working è entrato con prepotenza nelle nostre vite e ha conquistato gli spazi privati delle nostre case. Durante le interminabili riunioni da remoto, tutti almeno una volta ci saremo persi nella ricerca di dettagli alle spalle dei nostri interlocutori: il dorso di un libro, una lampada, una pianta. Abbiamo sentito bambini urlare all’altro capo del telefono durante chiamate di lavoro e finto che nulla fosse oppure ci è capitato di vedere i figli del nostro responsabile prendere il controllo della riunione in un momento di distrazione dei genitori. In questi lunghi mesi l’intimità rubata alla vita dei colleghi ci ha spesso distratto e strappato un sorriso (con tanta comprensione).

Il lavoro agile non ha certo ridotto il bisogno di evasione innescato dalla routine, anzi. Lavoro e svago si sono contesi gli stessi spazi, gli stessi metri quadri, e spesso il confine tra i due si è fatto sempre più indecifrabile. Di fatto lavorare da casa può essere stressante quanto le ore trascorse in ufficio. Nuvala è una startup che nasce per regalare stimoli nuovi, relax e benessere a chi può portarsi il lavoro in valigia e trascorrere del tempo a contatto con la natura e non lontano dal posto in cui si vive e lavora.

nuovala f copertina
I due fondatori di Nuvala

Ultima tendenza delle estati post lockdown è proprio la workation, formula perfetta per continuare a lavorare senza rinunciare a po’ di sano riposo. La pandemia ha accelerato un processo già in atto e accresciuto il bisogno di «riorganizzare gli spazi di lavoro rendendoli sempre più virtuali e connessi, innescando in qualche modo un processo di parziale rivoluzione del nostro stile di vita», racconta Davide Ventura, cofondatore della startup insieme a Mariano Lerro.

Secondo un’indagine pubblicata su Eurostat infatti, la percentuale di occupati dell’Unione Europea di età compresa tra i 15 e i 64 anni che hanno dichiarato di aver lavorato in modalità agile nel 2020 ammonta al 12,3%, in netta crescita rispetto agli anni precedenti (la percentuale di occupati in modalità agile si era sempre aggirata intorno al 5%). Con il 12,2%, seppur lievemente al di sotto della media europea, l’Italia ha dimostrato un vero e proprio cambio di rotta, con un crescente dilagare del lavoro in modalità smart non solo nelle grandi aziende, ma anche nelle medie e piccole imprese e nel pubblico impiego.

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Dith Photography

Ad aprile dell’anno scorso, in pieno lockdown, Nuvala era ancora un progetto embrionale. «Con Davide avevamo in mente di mettere in piedi qualcosa unendo le nostre forze ed esperienze», racconta Mariano. Entrambi pugliesi, di Corato, si sono ritrovati a Roma per lavoro e per studio. Architetto con alle spalle un dottorato in progettazione ambientale e diverse collaborazioni prestigiose, Davide è un «visionario, abituato a immaginare le cose prima che diventino reali. A progettare, appunto», racconta Mariano. Diverso il percorso di Mariano, che da circa dieci anni, dopo aver girato il mondo e scelto Roma come casa propria, collabora con Eataly dedicandosi alle sue due grandi passioni: il cibo e gli eventi.

La piattaforma di Nuvala debutterà ufficialmente nel 2022, ma è già possibile entrare a far parte del network. L’idea è quella di offrire a smartworkers e nomadi digitali, esperienze indimenticabili a contatto con la natura, in una masseria, un trullo, una cascina, una casa al mare o in montagna. Ogni struttura dovrà essere dotata di tutti i comfort e servizi per poter lavorare da remoto e allo stesso tempo vivere un’esperienza immersiva di relax e benessere.

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Dith Photography

«Durante il lockdown – prosegue Mariano – mi sono soffermato molto di più sulla bellezza del mio luogo di origine. Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia è sempre stato a due passi da casa mia ed era come se lo vedessi per la prima volta». Per riscoprire il territorio, le sue tradizioni e i paesaggi, la startup ha lanciato un concorso con in palio tre giorni di lavoro da remoto, dal 14 al 16 settembre, presso due splendide masserie pugliesi: la Masseria Cimadomo nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia e Le Masserie Zucaro di Castel del Monte.

Il soggiorno prevede anche esperienze culturali e di benessere, come degustazioni in vigna, yoga in giardino, passeggiate esplorative in bicicletta e a cavallo ed esperienze culinarie esclusive, organizzate in collaborazione con importanti partner e associazioni del territorio, quali Fedeli alla Vigna, Murgia a Pedali e Agriturismo Posta Mangieri.

Il concorso ha già una fortunata vincitrice, che potrà lavorare in terrazza e imparare a impastare la focaccia barese nell’arco della stessa giornata. A noi non resta che programmare la nostra prossima «evasione urbana», a soli pochi chilometri da casa su Nuvala.

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