13 Ott 2021

I burattini pazzi di Giampiero, che trasforma gli scarti in arte

Scritto da: Elisa Elia

È iniziato tutto con un gioco insieme a sua figlia: creare un burattini con delle lattine vuote. Poi è continuato e oggi Giampiero ha realizzato decine e decine di personaggi, tutti pezzi di una collezione unica che unisce riciclo creativo, educazione ambientale, arte e tradizione calabrese.

Catanzaro, Calabria - Cominci a vederli già su per le scale che portano al piccolo laboratorio (che poi è anche la casa) di Giampiero De Santis, papà artista che grazie all’upcycling ha iniziato a riciclare in modo creativo: si parla dei “burattini pazzi”, una vera e propria serie di personaggi umanoidi fatti di scarti.

Giampiero ha iniziato a lavorarci nel 2018 nella sua casa a Sant’Elia (Catanzaro) e adesso la sua collezione conta circa 80 pezzi. Molti si trovano in una parete di casa sua al fianco di un balconcino trasformato in laboratorio: sono tanti, colorati e, scoprirò poi, ognuno ha un nome e una storia. Ma soprattutto sono creati con materiali che altrimenti sarebbero finiti nelle tonnellate di rifiuti che ogni giorno produciamo: acciaio, legno, vecchie carte di giornale, scatole e lattine, scarti di qualsiasi tipo.

burattini pazzi 1

«Tutto è iniziato quasi per gioco assieme alla mia figlia più piccola», racconta Giampiero. «C’erano delle lattine di Pepsi in casa: invece di buttarle, abbiamo deciso di provare a creare insieme un burattino, che poi è diventato il primo di una lunga serie». Da quel giorno è iniziato un vero e proprio lavoro di ricerca e passione: da un lato il recupero e la sperimentazione sui materiali più svariati, dall’altro anche uno studio in campo artistico.

Giampiero inoltre ha sempre avuto una sensibilità sulle tematiche ambientali e per anni è stato presidente dell’associazione Musagete, attiva anche in questo campo sul suo territorio. «Non ero del mestiere, ma c’è da dire che sono da sempre appassionato di grafica e autodidatta; forse posso dire che la figura di mio zio che dipingeva sotto casa quando ero piccolo mi ha in qualche modo sempre ispirato e che ho preso una certa manualità da mio padre che era muratore».

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Ogni burattino creato ha un nome e una storia, molto spesso legata ai materiali con cui è costruito o a vicende e fatti della Calabria: «C’è molto della nostra terra: ad esempio uno di questi è un omaggio al “Ciaciu”, artista catanzarese che lavorava il ferro; o ancora il burattino “Mounsier Bagnole” ripercorre la storia della gara automobilistica che per anni si è svolta dal Ponte Corace a Tiriolo e attirava persone persino dalla Francia».

burattini pazzi 2

«I burattini pazzi sono stati i primi e li ho chiamati così perché costituiscono un omaggio a Geppetto e alla manualità e in qualche modo anche alla follia come creatività», ma non ci sono soltanto loro nel laboratorio di Giampiero. Dopo, è nata la serie “Scarto Matto”, ancora una volta dei personaggi umanoidi che sono composti da capsule che contengono gli scarti dei suoi lavori precedenti. In questo modo il riciclo è continuo e assicurato: anche lo scarto dello scarto ha un valore artistico. L’ultima serie, poi, è quella dei “Non-sense”: lavori su lastre di lamiera, che vengono recuperate «trasportandovi sopra idee attraverso colori, pittura e collage».

Tutto questo però non rimane chiuso nella casa di Giampiero. Negli anni, diversi amici hanno iniziato ad appassionarsi e ad aiutarlo con il materiale di recupero e Giampiero ha iniziato a farsi conoscere. Proprio la scorsa estate ha svolto un laboratorio in una scuola media di un paesino calabrese in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente: qui ha raccontato la sua storia, quella dei suoi burattini e, soprattutto, ha fatto un piccolo workshop assieme agli studenti. E solo due mesi dopo dall’iniziativa ha inaugurato la sua prima mostra sempre nello stesso Comune.

Adesso in programma c’è una nuova mostra, ma il sogno di Giampiero è quello di avere un laboratorio tutto suo, magari anche aperto al pubblico e ai più piccoli che abbiano voglia di sperimentarsi nel riciclo creativo. Del resto, tutto è nato da lì: da un padre, una figlia e una lattina di Pepsi.

Vuoi cambiare la situazione di
cicli produttivi e rifiuti in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
“UNESCO Creative City of Craft & Folk Arts”, Biella al centro del mondo
“UNESCO Creative City of Craft & Folk Arts”, Biella al centro del mondo

Piemonte Plastic Free: il sogno di unire i comuni nella lotta alla plastica

Nei mercati rionali niente più sprechi alimentari con l’aiuto degli “Ecomori”
Nei mercati rionali niente più sprechi alimentari con l’aiuto degli “Ecomori”

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Green pass obbligatorio: l’Italia è in fermento – Aspettando Io Non Mi Rassegno #3

|

Oggi si celebrano le contadine, le donne che stanno rilanciando l’agricoltura

|

Da Giulia che pianta alberi a Rosa Maria, alfiera delle minoranze: arrivano i giovani changemakers

|

Ci trasferiamo in un paese del Sud Italia? Qualcosa sta avvenendo a Civita, in Calabria

|

Università in cammino: la scuola senza voti che torna alle origini dell’insegnamento

|

Terre del Magra, la cooperativa di comunità che valorizza il territorio e supporta gli abitanti

|

Filò: chi l’ha detto che la filosofia non è per bambini e ragazzi?