30 Nov 2021

Arrivano gli Impollinatori Metropolitani per tutelare la biodiversità

Scritto da: Lorena Di Maria

Abbiamo bisogno di mille miliardi di alberi. Ma anche di mille miliardi di fiori. Soprattutto, abbiamo bisogno delle api, tanto piccole quanto fondamentali per la salute del nostro pianeta. Torino, la collina e la sua fascia periurbana ospitano da almeno un secolo esperienze di apicoltura urbana: solo in ambito provinciale sono stati censiti più di 1.000 apicoltori e 20.000 colonie d’api. Oggi vi parliamo dell'esperienza degli Impollinatori Metropolitani, un gruppo di cittadini e cittadine che promuovono l’apicoltura rigenerando gli spazi della città.

Torino - A Torino è attiva da tempo la Comunità degli Impollinatori Metropolitani Slow Food: ora è diventata un’APS senza fini di lucro composta da un gruppo di persone con esperienze diverse che insieme promuovono la biodiversità nelle sue molteplici accezioni. Operano sul piano scientifico, didattico, progettuale per portare nelle città e nelle periferie e campagne soluzioni pratiche sostenibili e circolari che possano attuare dei cambiamenti significativi e durevoli per il nostro vivere e per l’ambiente.

Lo fanno prendendosi cura degli insetti impollinatori, convinti del fondamentale ruolo che rivestono per la nostra vita e per la salute del pianeta. Come raccontano, «ci occupiamo di biodiversità, sia della natura delle piante e degli animali che degli esseri umani».

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Dal mercato “amico delle api” ai momenti di divulgazione

Le attività che svolgono sul territorio sono molteplici: con un’associazione locale torinese hanno creato un mercato indipendente, sul modello di Terra Madre. Si tratta del primo mercato “amico delle api” con l’obiettivo di restituire ai cittadini una maggiore consapevolezza rispetto alle loro scelte alimentari.

Gli Impollinatori Metropolitani organizzano poi seminari, convegni e momenti di divulgazione e da pochi mesi hanno scritto un importante capitolo che è stato pubblicato sull’ultimo rapporto Ispra dedicato agli insetti impollinatori, proponendo un modello di rigenerazione urbana che rilanci la posizione dell’uomo rispetto all’ambiente in modo attivo ed educando alla biodiversità.

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Le attività all’aria aperta

A Torino gli Impollinatori organizzano attività divulgative in spazi dedicati alla comunità come Cascina Falchera e il WOW – Giardino degli Impollinatori in Via Onorato Vigliani, 102. In questi spazi della città a loro assegnati, svolgono laboratori e incontri specifici per la cittadinanza e il quartiere, a partire dall’educazione agricola e dedicandosi alle amiche api.

Il loro sogno sempre più concreto è raccontare e difendere gli insetti impollinatori attraverso strumenti di educazione civica e urbana, pertanto da pochi mesi sono diventati educatori per le scuole di Torino. «Ci siamo occupati di cucina circolare e con il miele abbiamo ridisegnato il modo di alimentarci, sperando in una nuova educazione alla sostenibilità e all’ambiente».

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I progetti di punta per il 2022: il Progetto Fioraia e RiFiò

Rifiò è un progetto con il quale raccolgono l’invenduto dei mercati con attenzione ai vegetali che possono tornare ad essere utili agli insetti impollinatori. L’obiettivo è educare la cittadinanza all’osservazione del ciclo vitale di una pianta fino alla generazione dei semi da cui ricominciare il ciclo vitale e a una maggiore attenzione alla riduzione della produzione di rifiuti.

Progetto Fioraia è l’ultima novità degli Impollinatori Metropolitani. Si tratta di un modello di rete di scambio e circolarità, scalare e replicabile, in cui ogni attore di un territorio (Comune, cittadine e cittadini, allevatrici e allevatori, apicoltrici e apicoltori) può lavorare, seminare e creare pascoli su terreni marginali delle aree periurbane, agricole, collinari e pedemontane che sono sottogestiti, incolti e silenti. Per rigenerare i paesaggi e l’agricoltura locale attraverso la gestione di terreni inutilizzati, integrando e seminando piante mellifere e pollinifere.

Il beneficio più importante di questa rigenerazione consiste nell’incremento delle risorse nettarifere e pollinifere a vantaggio degli insetti impollinatori alcuni dei quali sono in gravissimo rischio di vita. «Tutto questo lo abbiamo definito “filiera del paesaggio”: il processo è già in atto, abbiamo iniziato raccogliendo 10 ettari intorno a Torino e vorremmo applicare questo modello in ogni regione. Chiediamo a tutt* di sostenerci affinché il Progetto Fioraia possa continuare in nuovi territori del nostro paese», raccontano.

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Oggi gli Impollinatori Metropolitani sono alla ricerca di un aiuto per acquistare i semi per il Progetto Fioraia, che ribadisce, attraverso il suo approccio scientifico, la capacità di rigenerare concretamente il paesaggio.

Ariele Muzzarelli, apicoltrice professionale e titolare dell’azienda Apes, fondatrice degli Impollinatori Metropolitani è l’ideatrice di Progetto Fioraia. Come racconta, «ogni anno vedo sempre più in difficoltà le api che allevo. La loro vita non è facile, non parlo solo di un calo della produzione di miele, ma di una grave difficoltà delle api nel reperire fonti di cibo per la loro stessa sopravvivenza. I sostegni economici alle imprese non danno cibo alle api, che rappresentano in Italia solo un millesimo delle specie di impollinatori a rischio.Se il paesaggio italiano non è più quello di una volta è necessario cambiare paradigma e Progetto Fioraia è una soluzione concreta che cerca di realizzare tutto questo».

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