12 Gen 2022

Homeschooling e socializzazione: davvero chi studia a casa non ha relazioni sociali?

Scritto da: Redazione

La principale fra le critiche ricorrenti che vengono rivolte all'homeschooling è relativa alla socializzazione o meglio alla sua mancanza in seno a questo tipo di scelta educativa. Alessia Valmorbida, referente LAIF per la Calabria, prova a rispondere a tali critiche partendo proprio da un'analisi del concetto di socializzazione.

“Come fate con la socializzazione nell’homeschooling?”.
“A quale tipo di socializzazione ti riferisci?…”.

Siamo “animali sociali!”

Per questo quando mi chiedono come facciamo per la socializzazione chiedo di quale socializzazione stiamo parlando. Prendere, ad esempio, la socializzazione scolastica come metro di paragone sarebbe, soprattutto ora, come sparare sulla croce rossa. I miei figli non hanno mai fatto esperienza di vita scolastica, quindi parlerei di ciò di cui non ho esperienza diretta, se non come studentessa.

Faccio inoltre notare che le definizioni vertono sempre su relazioni sociali, cioè su rapporti fra persone. Le relazioni sono basate su sentimenti, passioni, passatempi, impegni sociali o professionali. Questo significa che in ogni situazione noi viviamo delle relazioni diverse fra loro, in base al contesto in cui queste si sviluppano. La relazione con i nonni e i genitori sono diverse da quelle con gli amici o i compagni di scuola. Quelle con un compagno di squadra sono diverse da quelle con il proprio titolare.

Cosa significa socializzare?

Instaurare e sviluppare rapporti sociali, adeguandosi alle norme di comportamento vigenti. Realizzare un giusto equilibrio tra ogni singolo soggetto e il gruppo cui appartiene. Inserire o reinserire un individuo in una collettività educandolo alle relazioni sociali.

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Secondo questi concetti, ci sono due attori che concorrono nella socializzazione: il singolo e il gruppo. Il gruppo, la collettività hanno delle regole (norme legali e sociali) a cui il singolo, che ne vuole fare parte, ottempera (cioè “si regola entro i giusti confini”) nella misura in cui decide di devolvere la propria unicità per aggiungersi al gruppo.

socializzazione homeschooling
La socializzazione nell’homeschooling avviene in situazioni diverse

La prima socializzazione inizia da neonati: il sorriso che il bambino fa appena riconosce un volto è il suo primo rapporto con quella persona. Se il sorriso viene corrisposto, ha inizio una connessione fra quelle due persone. La socializzazione parte da un bisogno primario dell’essere umano: essere accettato da una persona o da un gruppo, ricevere Amore.

La relazione è una componente importantissima del senso di sé. Le persone ci fanno da specchio, mostrandoci aspetti di noi su cui poter lavorare (a volte perché le riconosciamo come “cose che ci danno fastidio”); allo stesso tempo, come gli altri si comportano con noi ci dà la misura del nostro ruolo nella relazione.

La socializzazione nell’homeschooling inizia in famiglia

Non solo si costruiscono dei rapporti unici con ogni singolo membro, ma si creano anche delle dinamiche ben precise del gruppo “famiglia”. A casa nostra, ad esempio, quando c’è da pulire o rassettare, lo si fa insieme. I bambini, ognuno con il suo grado di padronanza di quell’azione, collaborano a stendere, ritirare o smistare i vestiti, passare la scopa o l’aspirapolvere e lo straccio a terra, dare da mangiare agli animali, cucinare i pasti o lavare le stoviglie (almeno le proprie), aiutare un altro componente della famiglia con una mansione – ad esempio la nonna a fare la lasagna.

Questo per noi è il primo vivere sociale, soprattutto perché sono attività – doveri – che riguardano tutti ed è giusto che tutti partecipino al loro svolgimento. Parallelamente ci sono occasioni più legate al “piacere” dello stare insieme, che rinforzano ulteriormente questi legami: andare a mare, una gita in montagna, una partita a un gioco di società, un giro in bici… Entrambe le tipologie insegnano ai bambini una parte della socialità.

Le modalità di interazione in famiglia poi vengono ripetute anche con i pari, con gli amici, ed è lì che entra in gioco anche la descrizione di queste dinamiche nella poesia I bambini imparano ciò che vivono di Dorothy Law Nolte. Se un bambino piccolo chiede aiuto a uno grande, sentirete il vostro tono nella sua voce: se lo avete deriso, lui deriderà chi gli ha chiesto aiuto; se lo avete accolto, sarà paziente con il suo piccolo amico.

È una doccia fredda di consapevolezza, lo so! Essere genitori umani e plastici significa essere in evoluzione e potersi migliorare, anche grazie allo specchio offerto dai nostri figli. Un occhio di riguardo infatti della socializzazione nell’homeschooling è l’orientamento ai coetanei, così come descritto da Neufeld e Matè ne I vostri figli hanno bisogno di voi, ma soprattutto l’applicazione di tutti quei preziosi suggerimenti che aiutano a mantenere viva e amorevole una relazione con loro.

I Vostri Figli hanno Bisogno di Voi
Perchè i genitori oggi contano più che mai
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Dalla famiglia più stretta si passa, poi ai familiari e i parenti

Anche qui la socialità non è solo il vedersi durante le feste comandate ma, proprio perché siamo genitori homeschooler e sappiamo quanta ricchezza c’è nelle competenze dei nonni e degli zii, è una socialità coltivata e curata come si farebbe con una piantina.

Ciò che racconta la nonna è sempre fonte di curiosità e desiderio di approfondimento: dalla bambolina fatta con l’asciugamano, ai maglioni fatti ai ferri, il cucito e la cucina, le storie della sua infanzia e il sapere popolare. Non sono solo momenti di apprendimento, ma attimi in cui le radici delle nostre rispettive culture si aggrappano saldamente al terreno e rinforzano la piantina (il bambino) che sta vedendo i primi raggi del sole.

Gli zii e le zie, allo stesso modo, hanno delle competenze specifiche legate ai loro lavori o alle loro passioni che attraggono i bambini e allo stesso tempo gli fanno conoscere un pari che vede in loro una delle tante persone che realmente potrebbero diventare.

A volte non si ha la possibilità di avere intorno la propria famiglia d’origine per poterla far vivere ai nostri figli. In questi casi il genitore ne “crea” una formata dalle persone a lui care: “gli amici di mamma e papà”, equiparabili nel loro ruolo di “zii acquisiti”.

Il paese in cui viviamo

Allargando ancora la cerchia della socialità nell’homeschooling, ci sono i vicini di casa o il paese. Quindi si possono trovare delle “nonne acquisite” o delle iniziative che appassionano la famiglia o i bambini: la partecipazione alle attività di un’associazione culturale, l’organizzazione di eventi locali, il corso di teatro o di calcio.

Sono momenti sociali in cui sperimentiamo delle norme, diverse per ogni contesto, ma tutte importanti in egual misura al processo di socializzazione. A questo va aggiunta la vera e propria “vita sociale”: andare per uffici, a fare la spesa, le votazioni o il referendum… Questi sono momenti importantissimi, per vivere un risvolto della socializzazione nell’homeschooling che ritorna come un boomerang.

Sono queste situazioni che stimolano moltissime domande che poi a casa si approfondiscono, ma permettono soprattutto di mettere in pratica sé stessi nelle interazioni all’infuori della confidenza che si ha con una relazione continuativa.

La donna incinta che incontri sull’autobus e a cui cedi il tuo posto non la incontrerai una seconda volta probabilmente, eppure puoi lasciare un segno positivo nella sua giornata, se non addirittura nella sua vita. A volte basta anche solo un sorriso!

homeschooling 5
La differenza di età nella socializzazione nell’homeschooling

In tutte le situazioni che ho portato come esempio, quante volte succede che un bambino si relazioni con i pari?
Molte meno rispetto a un bambino che frequenta la scuola sicuramente. C’è anche da dire che, potendo scegliere liberamente, un bambino cerca un pari di poco più grande (anche solo apparentemente) da cui poter imparare qualcosa di nuovo.

Potendo interagire con differenti età e maturità, i bambini hanno modo di confrontarsi con vari equilibri di gruppo e caratteri diversi: questo li porta a mettersi alla prova e imparare le sfaccettature delle relazioni con i pari. Vedrete ad esempio una bambina di 6 anni occuparsi volentieri di un bimbo di 3; una ragazzina di 11 spiegare a un bambino di 7 il motivo di una norma sociale importante o verbalizzare per lui in un momento di conflitto.

Al contrario di quanto si potrebbe pensare però, i bambini non hanno sempre bisogno di stare in mezzo ai bambini per essere felici. A volte anche rimanere da soli (con noi stessi) è un momento di socializzazione importante: creiamo un rapporto per la vita con una persona che amiamo e di cui ogni giorno si scoprono cose nuove, soprattutto in presenza di tanti fratelli e sorelle che te lo fanno desiderare!

Una cosa che adoro dei bambini homeschooler è che ti guardano negli occhi!

Che tu abbia 5, 55 o 105 anni il bambino instaurerà con te un rapporto alla pari, andando oltre l’età anagrafica e tirando fuori spesso il bambino che è in te, tanto quanto tu stai contribuendo in una data parte all’adulto che lui sarà. È questa la responsabilità della comunità in cui viviamo, degli adulti che siamo, ma anche dei bambini che siamo stati!

Concludendo, la socializzazione nell’homeschooling è composta da momenti che vengono scelti e non imposti e diventano profondi e connessi con quanto si sta facendo o succede intorno a noi. Gioca a nostro favore spesso il tempo che decidiamo di dedicare alle cose. Possiamo organizzare quando passare una giornata intera con quella persona con la sicurezza che sarà un tempo “dilatato” in modo libero.

Ed è qui che entra in gioco anche la relazione con le altre famiglie in istruzione parentale. In questo caso la socializzazione dei bambini è spontanea, ma per i genitori è un momento per ricaricare le batterie con il confronto fra affini. Anche noi genitori abbiamo bisogno di socializzare!

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