11 Feb 2022

Il Comitato Firpo: “Hanno staccato i nostri cartelli e ci hanno trattenuto durante la visita di Draghi a Genova”

Scritto da: Valentina D'Amora

Mercoledì alcune insegnanti e mamme di un comitato di quartiere, il Comitato Firpo, hanno esposto dei manifesti realizzati insieme ai bambini per esprimere la propria vicinanza a una battaglia territoriale molto sentita, ovvero lo spostamento dei depositi chimici presso l'area portuale di Ponte Somalia. Le donne, per tutta la durata della visita di Mario Draghi presso la Radura della Memoria, sono state trattenute da agenti della DIGOS, i quali hanno staccato i cartelli dalla cancellata e verificato i documenti di tutti i presenti.

Genova - Il 9 febbraio, il Presidente del Consiglio Mario Draghi è stato a Genova e ha fatto visita alla Radura della Memoria per commemorare le vittime del Ponte Morandi. Sulla strada che dal centro porta a Certosa, il quartiere che quel terribile crollo ha messo in ginocchio, nei giardini Pavanello di via Paolo Reti c’è un gruppo di mamme, nonne e insegnanti che lavorano insieme ogni giorno per portare avanti progetti di cura e di relazione dentro questo piccolo polmone verde sul finire di Sampierdarena.

Si chiama Comitato Solidale Firpo e unisce famiglie ed educatrici della scuola infanzia e della primaria, ma soprattutto persone del quartiere che, proprio a partire dal crollo del ponte, hanno iniziato a dimostrare calore e vicinanza ai tanti bambini sfollati e, durante il lockdown, hanno distribuito spese solidali a tante famiglie in difficoltà. «Tra le battaglie che portiamo avanti, abbiamo scelto di far sentire il nostro categorico NO ai depositi chimici», sottolinea Sara Firpo, insegnante del comitato.

L’ACCADUTO

Mercoledì mattina, intorno alle 10, alcune insegnanti e mamme del comitato, una volta appresa la notizia dell’imminente passaggio del corteo presidenziale, coinvolgendo i bambini hanno deciso estemporaneamente di realizzare ed esporre alcuni cartelli, agganciati poi alle cancellate dei giardini Pavanello, affinché fossero visibili dai finestrini dell’auto di Draghi. L’obiettivo era rendere nota al presidente la posizione di molte delle persone che vivono a Sampierdarena nei confronti dell’insediamento dei depositi chimici nel quartiere (di cui abbiamo parlato qui).

Sig. Draghi, Sampierdarena ha bisogno di tutto ma non dei depositi chimici; Sig. Draghi 30 milioni per questo quartiere, NO ai depositi chimici; Vogliamo respirare colori, non il nero dei vostri veleni; Draghi, a Sampierdarena c’è il mondo, investi sul nostro futuro.

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Cartelli colorati, essenziali e pacifici che il presidente Draghi però non ha avuto modo di vedere. Poco dopo l’affissione alla cancellata con spaghi e nastro carta, le forze dell’ordine sono intervenute per farli rimuovere.

cartelli comitato firpo
Alcuni dei cartelli del Comitato Firpo

Le volontarie del comitato sono state fatte spostare dalla strada e accompagnate dalla Digos e dalle forze dell’ordine all’interno dei giardini Pavanello, dove sono rimaste per più di 45 minuti per un controllo delle generalità. Il motivo? Il “divieto di affissione”: «Quando abbiamo proposto staccare i cartelli e di tenerli in mano, i nostri manifesti sono stati sequestrati», spiega Sara Firpo.

Una volta arrotolati i cartelloni, alle due insegnanti e alle due mamme presenti sono state verificate generalità e controllati i documenti. Le donne, di fatto, sono state tenute in attesa per oltre quarantacinque minuti al di qua della cancellata, dentro i giardini. «Un fermo di quasi un’ora, il tutto per un controllo, come ci hanno ripetuto tante volte».

Sara, mentre mi racconta l’accaduto, esprime grande dispiacere e soprattutto una profonda delusione: «Abbiamo percepito la chiara volontà di mettere a tacere il nostro dissenso verso un progetto, quello del dislocamento dei depositi chimici a Sampierdarena, che non solo non piace ai residenti, ma è nocivo per tutto il territorio». Sono state silenziate così le voci di chi non è d’accordo e di chi non vuole essere accondiscendente nei confronti di progetti calati dall’alto su un quartiere che chiede da anni una seria riqualificazione.

comitato firpo cartelli
Alcune volontarie del comitato
LE SENSAZIONI

«Abbiamo assistito all’ennesima prevaricazione di questa amministrazione che non tollera dissensi ai propri piani, non accetta discussioni, non ammette voci contrarie perché non ha risposte da dare, né a chi sta protestando né a chi sta chiedendo di investire realmente su questo quartiere – e quindi su Genova intera –, quei trenta milioni di euro che invece andranno a finanziare lo spostamento dei depositi chimici».

Anche Mariano Passeri, consigliere del Municipio II Centro Ovest, esprime la sua inquietudine: «Indignarsi non è più sufficiente. Siamo al cospetto di un sopruso dei diritti delle persone. Le volontarie del comitato per un’ora hanno visto i propri documenti bloccati solo per aver affisso dei cartelli pacifici che chiedevano l’attenzione del premier su una situazione che il quartiere sente molto da vicino».

La sua riflessione si fa più ad ampio respiro: «Il periodo attuale è difficilissimo sul piano dei diritti. Mi riferisco anche all’eccesso di potere del super green pass che ha di fatto schienato una serie di persone senza un reale motivo. Credo che questa situazione dovrebbe portarci a riflettere su questo strumento, politico più che sanitario». E conclude: «Ai giardini Pavanello le persone del comitato Firpo sono state trattate in modo indecente, “colpevoli” solo di aver affisso manifesti colorati e con le mani dei bambini verniciate e per nulla offensivi».

Sampierdarena “contiene il mondo”, è un quartiere popoloso, ad alto tasso di natalità, dove convivono persone di ogni provenienza e dove si parlano decine di lingue. «Sampierdarena è il futuro – conclude Sara Firpo – eppure ha bisogno di tutto: strutture scolastiche dignitose, marciapiedi sicuri, spazi verdi, ristrutturazioni di palazzi storici, spazi per gli adolescenti, sportelli di aiuto». Per questo il Comitato Solidale Firpo non intende fermarsi proprio ora e proseguirà il suo impegno per unire le persone affinché acuiscano il proprio senso critico e migliorino il territorio in cui vivono, a tutela del benessere, della salute e della vita dei suoi abitanti.

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