7 Lug 2022

Torna il Festival delle Cose Belle, per costruire nuovi modelli di comunità ispirati al passato

Scritto da: Redazione

Anche quest'anno Italia Che Cambia sarà media partner del collettivo AWARE - Bellezza Resistente, organizzatore del Festival delle Cose Belle. In un contesto naturale e informale ci si ritroverà per divertirsi, stare insieme, ma anche pensare a nuovi modelli comunitari con un piede nel passato e lo sguardo proteso verso il futuro.

Salva nei preferiti

Perugia, Umbria - Il Festival delle Cose Belle del collettivo abruzzese AWARE – Bellezza Resistente torna in una nuova veste e in una nuova location, per proseguire il lavoro di socialità creativa nato tra i faggi di Passolanciano in Abruzzo durante le ultime due estati. Già dalle prime edizioni ospitate dai boschi della Majella, Italia Che Cambia ha supportato l’iniziativa in qualità di media partner, per valorizzare al meglio il lavoro di queste ragazze e ragazzi impegnati nel proporre nuovi modelli di socialità incentrati sul giusto equilibrio fra riflessioni profonde e convivialità.

Dopo l’edizione del 2021 – il cui tema è stato “A corpo libero” e l’obiettivo quello di colmare le distanze fisiche ed emotive create dalla pandemia e dalle restrizioni –, l’evento si sposta presso il presso Centro Panta Rei a Passignano sul Trasimeno (PG), dove dal 12 al 15 agosto si intrecceranno arti, esperienze e musica live all’insegna della ricerca collettiva di forme innovative di futuro ispirate al passato, alla tradizione, al fare e alle relazioni umane. “Futuro Anteriore” è il manifesto dell’evento.

Festival delle Cose Belle 1
IL COLLETTIVO AWARE

«Questi ultimi due anni ci hanno insegnato l’importanza di tornare indietro, a uno stile autentico e lento di comunità», racconta Guglielmo Rapino, attivista del collettivo AWARE e tra gli ideatori del Festival delle Cose Belle. «Aver vissuto l’incertezza della tecnologia come unico mezzo di relazione ci ha spinto a riscoprire la centralità del passato come fonte di insegnamento per un futuro più sostenibile. A Panta Rei vogliamo vivere questa consapevolezza, con un festival in cui l’arte, i laboratori e la musica siano espressione di un’umanità libera e proiettata al futuro con strumenti antichi di socialità».

Nei giorni scorsi, Guglielmo ha avuto modo di parlarci dell’attività del collettivo, del Festival delle Cose Belle e dei suoi viaggi in giro per il mondo a sostegno delle popolazioni native e della loro lotta per la sovranità: «Il nostro collettivo culturale – ha detto durante l’ultima puntata del format I(n)spira-Azioni – si chiama bellezza e resistenza perché vuole associare alla bellezza dell’autenticità dei modelli culturali un concetto di resistenza contro l’appiattimento culturale che purtroppo è evidente».

Festival delle Cose Belle 2
IL PROGRAMMA

Il programma è in costante evoluzione e già prevede la partecipazione di artisti affermati nella scena alternative nazionale come il Duo Bucolico, Ainé, Banadisa e Silvia Cignoli, oltre a nuove promesse del panorama pop ed electro italiano come Le Nora, Tonino3000, Cobol Pongide, Mondocane e Marta Fabrizi. Dall’altro lato, la proposta per le attività combina workshop su lavorazioni artigianali ad attività di distensione corporea, fino a sessioni artistiche, come sedute di eco-printing e body-painting.

Il tutto prenderà forma in un ambiente naturale ispirato ai principi della bioedilizia e dell’autosufficienza energetica. La location incarna già nella sua origine i valori alla base del Festival delle Cose Belle: un luogo circolare in cui la sapienza dell’edilizia primitiva si mescola alle possibilità dell’ingegneria moderna. Ad accompagnare le attività della quattro giorni, ci sarà una selezione di cibo e bevande accurata, fatta sulla base di ispirazioni locali e biologiche. All’interno della location sarà possibile campeggiare. Porte aperte per bambini, famiglie e persone anziane: il Festival delle Cose Belle di AWARE punta a creare un intreccio generazionale tra persone di diversa estrazione ed età.

Questi ultimi due anni ci hanno insegnato l’importanza di tornare indietro, a uno stile autentico e lento di comunità

«Siamo davvero felici di quanto stiamo proponendo», dice Elena Merlo, tra le organizzatrici dell’evento e responsabile della comunicazione nel collettivo AWARE. «Il Festival delle Cose Belle è una nuova tappa in un percorso che come collettivo culturale stiamo sviluppando da circa tre anni e vogliamo che sia dirompente per le persone che vi prendono parte. Non abbiamo solo intenzione di fare festa, vogliamo stimolare una riflessione e un senso di comunità realmente collettivo».

Tutte le informazioni sull’evento e i biglietti sono disponibili qui.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Agroecologia, sostenibilità, comunità: la Sardegna al centro del festival “Challenge Naturalmente locale”
Agroecologia, sostenibilità, comunità: la Sardegna al centro del festival “Challenge Naturalmente locale”

Primaurora, l’associazione per la tutela e la salvaguardia del Vesuvio
Primaurora, l’associazione per la tutela e la salvaguardia del Vesuvio

Voglia di riconnettersi con la natura? Seguite Il Richiamo del Bosco
Voglia di riconnettersi con la natura? Seguite Il Richiamo del Bosco

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Assalto eolico: l’isola dice no- INMR Sardegna #34

|

Oltre la paura: Trame di legalità tra festival, antiracket e normalità – Calabria sarai Tu #1

|

Campi estivi in natura 2024, ecco quali sono i migliori in base alle esigenze

|

Con Four Seasons Natura e Cultura si viaggia in modo sostenibile alla scoperta dell’Italia e del mondo

|

Un cammino lento attraverso la natura dell’appennino e le sue comunità

|

Agroecologia, sostenibilità, comunità: la Sardegna al centro del festival “Challenge Naturalmente locale”

|

Clara Vitaggio, enologa tra vin de garage e ricerche sui vitigni reliquia

|

Rina e basta, il libro per bambini sulla ricerca di identità ambientato nel mar Ligure

string(9) "nazionale"