28 Ott 2022

Smart Walking Fest: e se unissimo il lavoro da remoto e i viaggi a piedi?

Scritto da: Simone Foscarini

Dopo aver camminato e lavorato per otto mesi e dimostrato che questo connubio di attività è possibile, Davide Fiz ha riunito i rappresentanti di venti cammini italiani per cominciare a progettare un nuovo modello di lavoro che si possa sposare con la scoperta lenta del territorio. Vi raccontiamo cosa è emerso dalla prima Smart Walking Fest, che si è tenuta a Carsoli (AQ) il 22 e 23 ottobre scorsi.

L'Aquila, Abruzzo - L’inizio della storia di Davide Fiz, che da marzo a ottobre 2022 ha coperto a piedi un percorso che l’ha portato a toccare ogni regione italiana, ve l’abbiamo raccontata qui. Freelance dal 2010, da anni lavoratore da remoto, lo scorso marzo Davide decide di unire viaggio e lavoro a distanza, camminando la mattina e lavorando il pomeriggio.

Nasce così il progetto Smart Walking, che lo porta a percorrere a piedi tutto lo stivale senza mai smettere di lavorare. Al termine di questa avventura di otto mesi Davide riunisce a Carsoli – un piccolo Comune in provincia de L’Aquila a un’ora da Roma – i venti cammini italiani che ha percorso, organizzando una prima edizione dello Smart Walking Fest.

L’obiettivo del festival è quello di creare un momento di confronto sulle nuove forme di smart working e su come i cammini possano contribuire allo sviluppo dei territori italiani. Anche noi di Italia che Cambia siamo stati invitati a partecipare all’iniziativa e vi raccontiamo come è andata. La giornata di sabato è stata inaugurata da una tavola rotonda moderata dallo stesso Davide Fiz, da Stefania Zolotti – giornalista e direttrice responsabile del giornale Senza Filtro – e da Mirko Sotgiu, giornalista esperto di trekking, autore per mountainblog.

smart walking fest1

Al tavolo e attivi nella conversazione i venti cammini percorsi da Davide: Cammino Materano, Cammino del Salento, Cammino del Negro, Cammino degli Aurunci, Cammino di San Pietro Eremita, Cammino Con le Ali ai Piedi, Alta Via dei Monti liguri, Cammino dei Ribelli, Cammino dei Mille, Cammino di Etruria, Via di Linari, Cammino Balteo, Romea Strata, Via Valeriana, Cammino Fogazzaro – Roi, Cammino Minerario di Santa Barbara, Cammino di San Vili, Via di Francesco, Cammino dei Cappuccini e Cammino di San Francesco di Paola. Ha partecipato anche la Fondazione Acqua dell’Elba con il progetto la Via dell’Essenza – Percorso costiero dell’Isola dell’Elba, con la quale Smart Walking ha iniziato una collaborazione.

Lo scambio è stato ricchissimo perché il connubio lavoro-cammini innesca riflessioni su nuovi modelli lavorativi più flessibili, più attenti al benessere e più sostenibili, concetti che si possono ritrovare anche nelle parole di Stefania di Senza Filtro: «Ci si lamenta continuamente che il lavoro non c’è, ma nessuno si prende mai la responsabilità di ricordare che il lavoro si è spostato. Va cercato altrove e va supportato altrove: in questa logica i Cammini italiani potrebbero approfittare di non lasciare i lavoratori a piedi, soprattutto i milioni di liberi professionisti e partite IVA».

Secondo Stefania è tempo di dare voce alle nuove esigenze dei lavoratori, che reclamano «maggiore libertà nel raggiungimento dei propri obiettivi e di non essere più relegati dentro uffici e orari imposti da controllare». Temi di cui anche noi abbiamo scritto qui, citando proprio il progetto di Smart Walking come un caso studio molto interessante sull’argomento.

smart walking fest

D’altro canto i cammini hanno una grande potenzialità nel diventare futuri protagonisti e nuovi interlocutori privilegiati nella trasformazione del mondo del lavoro. Molte questioni restano aperte: i cammini d’Italia sono pronti ad accogliere gli smart workers? Quali sono le esigenze di uno smart walker in cammino? Esistono le infrastrutture e i servizi per rispondere a questa domanda specifica con un’offerta adeguata?

Queste e molte altre domande ci hanno accompagnato nei momenti più conviviali, che hanno seguito la conferenza e ci hanno condotto fino alla seconda giornata del festival, dedicata interamente all’esperienza cammino. Tutto il gruppo infatti ha percorso la prima tappa del Cammino di San Pietro Eremita, nel tratto che da Carsoli va a Tufo, piccola frazione di montagna resa caratteristica dai murales.

Ta le tante storie di cambiamento incentrate sul lavoro, l’esperienza di Davide è sicuramente tra le più originali. Parlare di smart walking oggi significa parlare di libertà, re-immaginando il modo di approcciarsi al rapporto tra vita e lavoro, mai come oggi attuale. A Davide va attribuito il merito non solo di aver inaugurato un modello interessantissimo dal punto di vista lavorativo, ma anche di aver messo a sedere allo stesso tavolo venti cammini italiani per immaginare insieme un futuro possibile in questa direzione.

I nuovi lavoratori reclamano maggiore libertà nel raggiungimento dei propri obiettivi e di non essere più relegati dentro uffici e orari

Ora il prossimo obiettivo: ideare il primo Manifesto dello Smart Walking, ovvero – come dice lo stesso Davide – «un vero e proprio timbro di qualità che certifichi e guidi non solo i camminatori, ma anche i nuovi nomadi digitali in tutte le proprie espressioni professionali. Niente che snaturi il senso profondo del camminare, piuttosto una rilettura moderna che vada incontro a nuovi stili di vita».

Per chi volesse approfondire e rimanere aggiornato sugli sviluppi del progetto, Davide ha raccontato le sue giornate sul suo profilo Instagram Linkedin e su mountainblog.it, media partner dell’iniziativa, con uno speciale a lui dedicato come experience blogger. Come Italia che Cambia ci teniamo a ringraziare il Cammino di San Pietro Eremita così come l’amministrazione di Carsoli, l’Hotel Ristorante Le Sequoie e il Ristorante Angeletta per la splendida accoglienza.

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