15 Nov 2022

Cambiamento climatico? Il ghiacciaio del Gran Paradiso ha perso 210 metri in un anno

Scritto da: Lorena Di Maria

Nei primi giorni del mese di ottobre si è conclusa la Campagna Glaciologica 2022 del Parco Nazionale Gran Paradiso. Dai dati emerge che tutti i 57 ghiacciai monitorati sono risultati in contrazione, con arretramenti significativi di numerosi corpi glaciali. È questo l’esito delle rare precipitazioni invernali e primaverili, oltre che delle temperature elevate registrate, sintomo di un cambiamento climatico che mostra sempre più i suoi effetti.

Torino - In Piemonte non ci sarà il mare, ma noi piemontesi siamo sempre stati orgogliosi delle nostre montagne, delle alte vette che quando dalla pianura guardi all’orizzonte ti lasciano con il fiato sospeso. Quelle alte vette innevate sono sempre state uno sfondo immancabile del paesaggio, per diversi mesi dell’anno. Oggi però ci stiamo abituando a una normalità che tanto normale non è. I ghiacciai si stanno sempre più ritirando e noi rimaniamo inermi davanti alle nostre montagne che non sono più le stesse.

Quest’estate ci ha mostrato i veri effetti dei cambiamenti climatici, quelli dei fenomeni estremi come siccità e alte temperature, di cui da anni la comunità scientifica ci sta preallertando. A testimonianza di ciò, oggi riportiamo i dati della Campagna Glaciologica 2022 del Parco Nazionale Gran Paradiso: l’ultima di una serie di ricerche e monitoraggi sui ghiacciai presenti nel parco, che l’Ente conduce periodicamente.

Si tratta di ricerche condotte dal Servizio di Sorveglianza in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino e il Dipartimento Territorio, Ambiente e Geotecnologie del Politecnico di Torino. Il Parco realizza importanti progetti per la salvaguardia degli ambienti glaciali, vista l’unicità e l’importanza di questi spazi per l’intero equilibrio ecologico e biologico dell’area.

Ghiacciai Gran Paradiso
Foto tratta da Parco del Gran Paradiso
I DATI SULLA CONTRAZIONE DEI GHIACCIAI

L’Ente monitora costantemente il grave e preoccupante ritiro dei suoi ghiacciai, fenomeno che interessa l’intero arco alpino ed è legato ai cambiamenti climatici globali. Per il 2022 sono stati monitorati tutti i 57 ghiacciai presenti nel territorio del Parco: nel complesso gli operatori del Corpo di Sorveglianza del PNGP in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano hanno documentato e misurato gli arretramenti frontali di 36 corpi glaciali, mentre i restanti ghiacciai, inaccessibili o non più misurabili, sono stati monitorati tramite documentazione fotografica dalle stazioni storiche di riferimento.

Come emerge dalla ricerca, «la stagione 2022 si è purtroppo rivelata la “tempesta perfetta” per i ghiacciai del Parco: la combinazione tra lo scarno accumulo nevoso esito delle rare precipitazioni invernali e primaverili e le temperature elevatissime registrate a partire dal mese di maggio fino a settembre inoltrato ha avuto effetti devastanti sulla maggior parte dei corpi glaciali».

Due volte la lunghezza di un campo di calcio: è questa la misura dell’arretramento del ghiacciaio della cima del Gran Paradiso

Tutti i ghiacciai misurati sono infatti risultati in contrazione e in alcuni casi si sono registrati arretramenti frontali estremi: un caso emblematico è quello del Ghiacciaio del Gran Paradiso che, dati alla mano, per il 2022 ha visto un ritiro frontale medio di -41 metri, più del triplo rispetto al dato medio del periodo 1993-2021 (-13 m), che viene superato di circa il 215%. Ciò testimonia una grave situazione di sofferenza: «Due volte la lunghezza di un campo di calcio: è questa la misura dell’arretramento del ghiacciaio della cima del Gran Paradiso, il massiccio che dà il nome al Parco Nazionale e che ne è il cuore; un ritiro frontale di 209,5 metri rispetto al 2021».

Un altro esempio emblematico è il Grand Etrèt in Valsavarenche, che quest’estate, monitorato dai guardaparco, ha perso 3 metri di massa glaciale in poco più di due mesi e mezzo. Dai dati emerge che in un solo anno la superficie glaciale ha subito una contrazione di circa il 18%.

Il Parco Nazionale del Gran Paradiso ha diffuso una comunicazione rendendo che prende in considerazione un periodo più ampio: «Che non si sia trattato solo di una stagione eccezionale viene confermato dai dati raccolti, il ghiacciaio del Grand Etret, osservato speciale delle misurazioni, ha visto una riduzione della sua superficie del 58% dal 1999 a settembre 2022, una perdita di spessore medio di quasi 26 metri, quanto un palazzo di 9 piani. Il dato finale del suo bilancio di massa, -3.334 mm w.e., è il peggiore in assoluto della serie storica e risulta quasi quadruplo del valore medio 2000-2021 (-864 mm w.e.). Nel corso della sola stagione 2022 il ghiacciaio ha perso in media uno spessore di 3,8 metri».

Ghiacciai Gran Paradiso3
Foto tratta da Parco del Gran Paradiso
TESTIMONIARE LA TRASFORMAZIONE DEI GHIACCIAI

Il Parco del Gran Paradiso – il cui Corpo di Sorveglianza dal 1993 collabora con il Comitato Glaciologico Italiano nel monitoraggio e nelle misurazioni della maggior parte dei ghiacciai dell’area protetta – porta avanti attività di divulgazione sulla situazione dei ghiacciai.

Lo testimonia la ricerca fotografica e scientifica Adieu des Glaciers allestita al Forte di Bard dal 9 luglio al 13 novembre 2022, incentrata sull’indagine dell’area glaciale e periglaciale compresa tra le valli di Cogne, Valsavarenche, Valle di Rhêmes, Valgrisenche, Valle Soana e Valle Orco. Una ricerca che della serie quasi trentennale di osservazioni ha evidenziato l’inarrestabile processo di arretramento di tutte le fronti glaciali misurate, con una media di -12,8 m/anno dal 1993.

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