27 Giu 2023

Takaturna: dal taglio cinetico agli abiti gender fluid, la rivoluzione della moda parte qui

Scritto da: Lorena Di Maria

Takaturna è un brand di Mondovì specializzato nel tessile di lusso. Dalla sua nascita ha recuperato l'antica e rara arte del taglio cinetico, promuovendo l'artigianalità e una qualità dei tessuti di alto livello. Ma il suo impegno è anche e soprattutto in campo sociale: le sue collezioni sono pensate per essere no-gender, perchè solo così - racconta la Direttrice Creativa Francesca Comino - si può attuare una vera rivoluzione che guarda a un futuro più etico e inclusivo nel campo della moda.

Salva nei preferiti

Cuneo - “Taca turna”, direbbe in dialetto un piemontese, intendendo la scelta di “ricominciare da capo” oppure di “tornare indietro”. Ricominciare quindi, magari partendo dalle proprie origini: è ciò che ha fatto un’azienda di Mondovì (CN) che, ispirandosi a questo termine dialettale, ha scelto di chiamarsi Takaturna e di specializzarsi in abbigliamento di alta gamma per ritornare all’antica arte tessile.

Ritornare alle origini significa innanzitutto riprendere i principi di un’artigianalità che guarda alla qualità dei materiali, verso quel concetto di slow fashion che predilige la lentezza della produzione alla moda a basso costo. A parlarcene è Francesca Comino, Direttrice Creativa che rappresenta la terza generazione dell’azienda Linea Donna S.r.l, nata negli anni ’30, di cui Takaturna è il brand a cui ha dato vita due anni fa.

Takaturna1
ABITI NO-GENDER PER UNA LIBERTÀ DI SCELTA

«Per noi tornare alle origini significa ripensare i caposaldi della progettazione del capo di abbigliamento all’interno di un mercato che è ormai saturo. Per questo i nostri prodotti scelgono di mettere la persona e i suoi valori al centro». Decidere tutti i giorni quali abiti tirare fuori dal proprio armadio deve essere una scelta dettata dalla libertà personale, indipendentemente dal proprio genere: per questo l’azienda ha lavorato con convinzione e impegno sulla creazione di abiti gender-fluid realizzati attraverso una particolare modellatura.

Così il mondo della moda può realmente incidere sulla consapevolezza individuale e sfidando, come nel caso di Takaturna, le tradizionali norme di genere nel campo dell’abbigliamento. «Noi siamo convinti che i capi di abbigliamento non debbano essere vincolati alla specifica identità di genere, ma debbano rispettare una libertà di espressione individuale. Il nostro design è versatile, si adatta perfettamente al corpo maschile come a quello femminile, senza togliere una connotazione di genere all’uno o all’altra».

Ma c’è dell’altro. Takaturna, attraverso un approccio etico e trasparente, ha scelto di promuovere l’inclusione sociale all’interno dell’azienda e per farlo si è dotata della certificazione per la Parità di genere, introdotta con la legge 162/2021 con l’obiettivo di incentivare le aziende ad adottare politiche adeguate a ridurre il gap di genere. «Significa che all’interno dell’azienda abbiamo instaurato un preciso processo di accoglienza attiva verso le persone che qui lavorano: nessuna di queste verrà esclusa in base alle caratteristiche personali, all’etnia, alla cultura, al genere, all’orientamento religioso o alle capacità fisiche o cognitive. Per noi è fondamentale il trattamento dei lavoratori e delle lavoratrici in maniera equa».

Siamo convinti che i capi di abbigliamento non debbano essere vincolati alla specifica identità di genere ma debbano rispettare una libertà di espressione individuale

La diversità per Takaturna è infatti una ricchezza che deve essere coltivata, come nel caso di alcune collaborazioni, prima fra tutte quella con l’associazione internazionale African Fashion Gate, che si adopera nell’inclusione del mondo della moda, delle arti e dello spettacolo e con la quale l’azienda ha in atto un progetto legato all’inclusione e alla sostenibilità sociale.

IL TAGLIO CINETICO: IL RECUPERO DI UN’ARTE ANTICA

Tra le eccellenze che caratterizzano l’azienda, uno degli elementi che la rende un unicum è la sua capacità di aver recuperato l’antica e complessa tradizione del taglio cinetico, ovvero una tecnologia attraverso la quale i tessuti vengono lavorati per creare forme naturali che seguono le linee del corpo. Mentre infatti le tecniche sartoriali tradizionali si basano su modelli statici, il taglio cinetico punta sull’analisi dei movimenti biomeccanici naturali del corpo e permette di lavorare i tessuti con una precisione millimetrica. Inoltre, richiede minor tempo di cucitura e stiratura, rendendo il processo altamente efficiente e sostenibile.

«Sul taglio cinetico possiamo dire di essere al momento gli unici in Italia, in quanto rappresenta una tecnica estremamente complessa ma che allo stesso tempo, per le sue potenzialità, merita di essere ripresa e diffusa. Di fatto non esiste una modellatura cinetica unica e standardizzata, il professionista che si approccia a questo tipo di modellatura la può modificare creando uno stile proprio che segue le linee più importanti». Così l’azienda ha scelto di dedicarsi a questa tecnica grazie al preciso lavoro di modellisti professionisti che qui lavorano ad altissimi livelli.

FARSI ISPIRARE DALLA NATURA

«I nostri capi sono pensati sia per lo sport, sia per essere indossati nella vita di tutti i giorni». L’ultima collezione del brand si chiama Bay of Angels: una collezione genderfluid composta da diversi elementi quali capispalla, pantaloni, tute, camicie, canotte e t-shirt, progettate da un lato per adattarsi al movimento e dall’altro ispirandosi alla natura.

Takaturna2

«Bay of Angels rende omaggio all’arancione dei tramonti, al blu dell’Oceano Indiano, ai colori accesi dei pesci e dei coralli e ai toni neutri della sabbia di Mambrui, insediamento che si trova sulla costa del Kenya. Metaforicamente, per il brand, questo è un angolo di mondo in cui la vegetazione è ricca e potente e gli uomini e le donne vivono in armonia con le piante e con gli animali».

Le collezioni di Takaturna si ispirano infatti ai fenomeni della natura, al significato ciclico della vita e del suo continuo rigenerarsi. I tessuti sono naturali come lino, jacquard o cotone leggero, fino a filati in econyl, poliamide riciclato. Certo è che sono tutti tessuti che garantiscono sia la tracciabilità della filiera sia elevati standard di qualità e di ecosostenibilità.

Ma l’etica dell’azienda si rispecchia anche nel tentativo, riuscito, di creare collaborazioni solide sul territorio. «Noi ci rivolgiamo particolarmente ad aziende di produzione locale, ovvero fornitori di qualità che lavorano con materiali che abbiano delle certificazioni di sostenibilità. Cerchiamo di sostenere una catena di produzione locale, come nel caso della lana e del distretto biellese, con i quali siamo riusciti a instaurare un rapporto di fiducia». Oggi Takaturna, nonostante la sua giovane età, rappresenta un esempio unico e virtuoso, capace di unire etica, trasparenza, qualità tessile e impegno nel sociale per indirizzare quello che ci auguriamo essere il futuro della moda.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Dalla Sardegna arriva l’intelligenza artificiale locale e sostenibile che “parla” con le piante
Dalla Sardegna arriva l’intelligenza artificiale locale e sostenibile che “parla” con le piante

I gelsi e la talpa, l’azienda agricola che vende “siciliano” e promuove il consumo critico
I gelsi e la talpa, l’azienda agricola che vende “siciliano” e promuove il consumo critico

Aut Cafè, a Caltanissetta il bistrot dove si servono bontà e inclusione
Aut Cafè, a Caltanissetta il bistrot dove si servono bontà e inclusione

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Aurore boreali, Sar, che succede ai nostri cieli? – #937

|

La VegToria, la nuova fattoria vegana sulle alture di Genova

|

Olga Karatch: “Contro la guerra patriarcale, dobbiamo dare voce alle donne per la pace”

|

WWOOFing all’Ecosfera: un viaggio alla scoperta della permacultura e di connessioni umane

|

Favola Industriale Blues: con l’arte si racconta cosa accade intorno al polo petrolchimico di Siracusa

|

Dalla Sardegna arriva l’intelligenza artificiale locale e sostenibile che “parla” con le piante

|

Mindful eating: l’approccio a un’alimentazione consapevole promosso da Marina e Paola

|

A Capaci nasce MuST23, un museo interattivo come luogo di riscatto civile e sociale

string(8) "piemonte"