15 Feb 2024

Condiviviamo, il cohousing per over 65 che promuove l’invecchiamento attivo

Scritto da: Angela Giannandrea

Un progetto di cohousing che, attraverso la condivisione di spazi di vita all'interno della medesima abitazione, vuole favorire l'invecchiamento attivo, la socializzazione, l'inclusione e l'autosufficienza di persone con più di 65 anni di età. È Condiviviamo, lanciato a Bari dalla cooperativa Occupazione e solidarietà grazie alla vittoria del bando “Vivere Insieme: cohousing per la terza età”.

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Bari, Puglia - Anche a Bari si inizia a parlare e a promuovere nuovi modelli di vita comunitaria per gli over 65: il cohousing. Il capoluogo pugliese si conferma molto attento al tema dell’abitare condiviso: dopo aver parlato dell’iniziativa di condominio sociale denominata Insieme a casa, entriamo nel merito di un altro progetto simile con un nome che è tutto un programma: Condiviviamo.

«CondiViviamo è un progetto che risponde all’avviso pubblico denominato “Vivere Insieme: co-housing per la terza età” del 24/11/2021 del Comune di Bari per la concessione di un contributo agli operatori del settore sociale a sostegno di attività per potenziare forme di co-housing per la terza età vinto dalla cooperativa sociale Occupazione e Solidarietà», spiega la dottoressa Giovanna Romanazzi della cooperativa Occupazione e solidarietà, vincitrice del bando pubblico.

Qual è la vostra mission?

Il nome CondiViviamo significa Condividere e vivere insieme per un invecchiamento attivo e racchiude la mission del progetto ovvero un modello di promozione di invecchiamento attivo attraverso il cohousing ma anche facendo ricorso a pratiche di auto-mutuo-aiuto in favore degli anziani. La finalità è la diffusione di un nuovo stile di abitare che garantisca migliori condizioni di benessere e qualità della vita per gli over 65.

condiviviamo cohousing
Come è stata organizzata la campagna di sensibilizzazione?

Si è partiti con la costruzione del portale www.condiviviamo.it, che serve per gestire la banca dati di tutti coloro che chiedono di fare esperienza di cohousing; ogni cohouser potrà indicare le proprie preferenze territoriali, l’eventuale messa a disposizione di una casa, la richiesta di servizi specifici. Nel portale ci sarà uno spazio dedicato a tutti i proprietari che offrono la propria casa in affitto a disposizione dell’esperienza di co-housing.

Successivamente con uno spot pubblicitario prodotto dal regista pugliese Alessandro Piva che è andato in onda per un arco di tempo sulla rete locale Telebari e attualmente è visibile sul sito. Diverse sono state le occasioni di promozione e diffusione del progetto attraverso vari canali televisivi e radiofonici, cartellonistica affissa nella città in diversi momenti del progetto e spot pubblicitari su Radio Popizz e Radio Mi Piaci. Inoltre sono stati messi a disposizione dei numeri telefonici e un indirizzo e-mail al quale rivolgersi se interessati.

I primi risultati sono quelli attesi?

A partire dal 3 ottobre del 2022, con l’avvio delle attività dell’info point gestito dall’equipe di progetto, sono iniziate attività di sensibilizzazione e pubblicizzazione, sono stati effettuati incontri e attività di promozione presso centri servizi per le famiglie, parrocchie, associazioni di anziani e luoghi pubblici come ipermercati, mercati e piazze. Esattamente un mese dopo, il 3 novembre, è stata avviata la prima convivenza a Bari, in un immobile messo a disposizione dalla cooperativa che si impegna a offrire la gratuità di canone di locazione per sei posti per over 65. Gli anziani individuati possono usufruire dell’immobile in maniera gratuita ma si autogestiscono nelle spese di vitto. Ad oggi gli ingressi effettuati sono nove, avvenuti in successione.

Inoltre lo scorso settembre è stata avviata una convivenza presso un nuovo appartamento sito a Modugno. In questo arco di tempo si sono effettuati più di settanta colloqui con anziani e familiari interessati al cohousing. Questi sono i risultati conseguiti, che corrispondono parzialmente con quelli attesi, in quanto gli utenti inseriti nel progetto sono stati segnalati dai servizi sociali e non hanno propriamente scelto la progettualità del cohousing.

condiviviamo cohousing1
Chi sono i destinatari del progetto e quali le modalità di partecipazione?

Il target di riferimento è la terza età, ovvero uomini e donne autosufficienti over 65. Per la partecipazione bisogna rivolgersi all’indirizzo e-mail, ai recapiti telefoni individuati o direttamente presso la sede della cooperativa Sociale Occupazione e Solidarietà all’info point. Qui sono presenti un assistente sociale, una psicologa e un educatore che raccoglieranno tutte le informazioni ricevute, incontreranno personalmente tutte le persone che scelgono di coabitare per elaborare un loro profilo di compatibilità con altri cohousers, contatteranno le agenzie o coloro che offrono casa per definire gli elementi di contratto, costituiranno i gruppi di coabitazione, favoriranno l’apprendimento di un regolamento condiviso per l’abitazione, governeranno le esperienze di coabitazione e sosterranno gli scambi di esperienza tra le abitazioni attivate.

Come vengono selezionati gli appartamenti da condividere?

Gli appartamenti da condividere vengono individuati nel Comune di Bari e si cerca di trovarli in contesti in cui tutti i servizi primari sono facilmente raggiungibili. Attualmente la cooperativa ha in affitto un appartamento nel quartiere Poggiofranco di Bari e un altro appartamento a Modugno.

Qual è il ruolo della vostra cooperativa all’interno del progetto?

La cooperativa gestisce a 360 gradi il progetto partendo dalla campagna pubblicitaria per arrivare fino all’info point, all’individuazione degli appartamenti e degli utenti, al monitoraggio della convivenza e alla gestione delle criticità.

Ad oggi ci sono dei gruppi che vivono come cohousers?

Attualmente c’è una convivenza formata da cinque anziani che terminerà a marzo 2024. Un altro anziano è stato inserito in un altro appartamento ma non siamo riusciti a far partire una seconda convivenza.

condiviviamo cohousing3
I fattori socio culturali possono rappresentare un ostacolo alla realizzazione del progetto di cohousind di Condiviviamo?

Sì, in quanto l’adesione al progetto implica la consapevolezza di dover condividere degli spazi, il confronto con persone diverse per stile di vita e abitudini e una capacità di accoglienza a cui a volte le persone più anziane sono restie. Soprattutto le differenze socio culturali possono compromettere le capacità di gestione della vita in comune, relativamente anche alle piccole cose della quotidianità come la cura degli ambienti e il rispetto degli spazi condivisi.

Come è organizzata la quotidianità all’interno di un cohousing?

Innanzitutto la convivenza per ogni abitante parte dalla sottoscrizione di un regolamento e di un patto individuale di convivenza. Il gruppo è supportato nella gestione della quotidianità, nell’individuare dei momenti di condivisione quali pranzi, nella suddivisione dei compiti domestici e della preparazione dei pasti. Tutti gli abitanti partecipano alla riunione di cohousing che si tiene ogni 15 giorni andando ad argomentare i bisogni, le difficoltà e i punti di forza della convivenza.

Oltre agli over 65 pensate di coinvolgere anche altre realtà?

Attualmente la cooperativa Occupazione e Solidarietà ha in corso un’altra esperienza di cohousing. L’equipe di questo progetto è formata dalla coordinatrice psicologica, dall’assistente sociale e dal tutor dell’orientamento lavorativo e gestisce l’abitazione in cui attualmente convivono quattro utenti disabili autosufficienti. La cooperativa inoltre auspica l’attivazione di un progetto di cohousing per padri separati.

La maggiore difficoltà sta nel far penetrare questa nuova visione non solo nel territorio ma anche nelle istituzioni

Condiviviamo è uno di quei progetti legati a bandi pubblici, ma si sa che i cambiamenti culturali richiedono tempo. Non crede che ci siano casi in cui sarebbe preferibile garantire una continuità a lungo termine?

Sì, questo racchiude in pieno il nostro pensiero.

Nel nord Italia la realtà del cohousing è già consolidata. Crede che anche la Puglia stia cambiando in tal senso?

I tempi non sono ancora maturi ma la sensibilizzazione su questi temi è partita e quindi è necessario ancora del tempo per raggiungere obiettivi concreti. La maggiore difficoltà sta nel far penetrare questa nuova visione non solo nel territorio ma anche nelle istituzioni.

Come intendete procedere alla scadenza del bando?

La cooperativa Occupazione e solidarietà è molto sensibile al tema della fragilità abitativa e dunque ha individuato negli obiettivi e finalità del cohousing una valida progettualità. Al momento si stanno vagliando una serie di prospettive future.

Se vuole possiamo lasciarci con una riflessione finale.

L’idea del cohousing è molto valida, ma come ogni cambiamento richiede ancora del tempo per poter essere accolta nel modo giusto osservando la validità.

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