Un gruppo di medici, la maggior parte dei quali in pensione, ha aperto e sta mandando avanti l’Ambulatorio Solidale, una struttura che offre prestazioni sanitarie gratuite – ma anche ascolto ed empatia – a persone in difficoltà economiche.
Un gruppo di medici, la maggior parte dei quali in pensione, ha aperto e sta mandando avanti l’Ambulatorio Solidale, una struttura che offre prestazioni sanitarie gratuite – ma anche ascolto ed empatia – a persone in difficoltà economiche.
5w – acronimo di Women Welcome Women World Wide – è una rete di mutuo aiuto e supporto globale dedicata a e costituita interamente da donne. Abbiamo incontrato la referente italiana Monica Lesi.
Un viaggio di 5 anni ha portato Nicolò Guarrera in giro per i cinque continenti. È il suo progetto pieroad, nato per realizzare un sogno che insegue da quando era piccolo.
Con il medico toscano Roberto Scaruffi parliamo del rapporto medico-paziente, fra burocrazia, intelligenza artificiale e capacità relazionali.
Francesco Tonucci, ideatore del progetto “La città dei bambini e delle bambine”, condivide alcune riflessioni su educazione, didattica, fiducia e cura delle piccole persone.
Vi raccontiamo la storia di Silvia Baistrocchi, a cui a vent’anni è stata diagnosticata la sclerosi multipla. Dopo un lungo lavoro, tanti alti e bassi, ha vinto la malattia e oggi si racconta sui social per ispirare altre persone.
A 51 anni Mariella Lacatena ha lasciato il suo lavoro e si è iscritta a un corso di coaching. Questa scelta ha cambiato la sua vita e ora, a 59 anni, la sua missione è aiutare altre persone a compiere questo percorso.
Il progetto educativo Strade Maestre prevede un anno scolastico “on the road”, con gli insegnanti che diventano anche guide escursionistiche. Ci siamo fatti raccontare questa esperienza da due persone che l’hanno vissuta, una studentessa e un docente.
Due psicologhe affrontano il tema dell’educazione emotiva e ce ne fanno capire l’importanza anche spiegando le conseguenze – dal bullismo ai suicidi – della censura delle emozioni, come ci viene insegnato a fare fin dalla nascita.
Dopo aver lasciato una promettente carriera in una multinazionale, Sarah Zordan ha iniziato a dedicarsi al coaching, ovvero aiutare le persone a realizzare i propri obiettivi. Non lo fa in aule né in uffici, ma fra le piante di lavanda del suo campo alle pendici delle Dolomiti.
Silvia Calcavecchia ci racconta la sua storia e il suo impegno per comunicare e informare in modo consapevole, in particolare sui temi che la riguardano da vicino, uno su tutti quello della disabilità. Uno dei suoi strumenti principali sono i social. L’obiettivo? “Dare voce a esperienze personali che possono risuonare con quelle di altri e offrire un supporto, anche solo con una parola o un racconto di vita”.
Una rete di biblioteche di quartiere sta per contaminare positivamente e in maniera capillare la città di Bari, da tempo attenta al tema della diffusione della cultura letteraria. Ma lo scopo del progetto Colibrì – questo è il suo nome – è anche quello di generare socialità e inclusione in questi spazi, pensati altresì per essere presidi di legalità in zone difficili del capoluogo pugliese.
Chi l’avrebbe mai detto che dopo l’avvento degli enormi e freddi cinema multisala, il lockdown e il distanziamento sociale, la diffusione massiva di piattaforme streaming, un piccolo cinema di comunità avrebbe avuto tanto successo? Eppure è proprio ciò che sta accadendo al Postmodernissimo di Perugia, al centro di un progetto sociale e culturale di rivitalizzazione del territorio grazie alla partecipazione attiva degli stessi spettatori.
Il piccolo borgo pugliese di Melpignano, da sempre apripista nell’unire cittadinanza e istituzioni per il bene comune, lancia un’altra iniziativa. È una cooperativa di comunità che, fra le varie azioni per rilanciare il borgo e i suoi abitanti – come un apiario di comunità e la creazione di posti di lavoro –, ha previsto anche la creazione di una comunità energetica rinnovabile.
Una cooperativa di comunità è un soggetto multiforme che in maniera inclusiva e condivisa unisce aspetti come la rigenerazione, la socializzazione, l’impresa sociale e l’accoglienza per rivitalizzare il territorio e la comunità che lo abita. Un caso interessante è quella di Porta Nova, che sta animando Trani con numerose iniziative dal basso, dalla ciclofficina all’eco-ostello al cinema partecipato.
Un progetto di cohousing che, attraverso la condivisione di spazi di vita all’interno della medesima abitazione, vuole favorire l’invecchiamento attivo, la socializzazione, l’inclusione e l’autosufficienza di persone con più di 65 anni di età. È Condiviviamo, lanciato a Bari dalla cooperativa Occupazione e solidarietà grazie alla vittoria del bando “Vivere Insieme: cohousing per la terza età”.
Una risposta trasversale a un problema trasversale. È questo il principio che anima il progetto di cohousing sociale “Insieme a casa”, che ispirandosi alle idee di abitare condiviso, sharing economy, inclusione e socializzazione offre una soluzione a persone vittime dell’emergenza abitativa, dell’emarginazione e in condizioni di fragilità, anche economica.
In una società in cui l’approccio alla disabilità è spesso intriso di pietismo e assistenzialismo – oltre a essere caratterizzato da politiche ancora miopi e insufficienti –, il ruolo dei caregivers, ovvero di chi si prende cura delle persone con disabilità, assume un ruolo cruciale. Ma chi si prende cura di loro? E quali sono i bisogni dei caregivers? Ne abbiamo parlato con Francesco Cannadoro, blogger e autore.
Diversi anni fa Federica Pepe si è trasferita in Svezia, paese di cui è sempre stata innamorata. Qui ha creato una famiglia e lanciato un progetto di storytelling chiamato mammainsvezia. Senza pretesa di esaustività, vi proponiamo la sua testimonianza per capire quali sono gli spunti più interessanti che può offrire il modello educativo svedese.
“Guarda che luna” è ciò che ha pensato Giovanni una sera di qualche anno fa, mentre ammirava il cielo e cercava di capire come realizzare i propri sogni. Ed è proprio questo il nome che ha scelto per il B&B che ha aperto nel piccolo paese della Basilicata da cui veniva e dove è tornato, deciso a migliorare la qualità della sua vita e di quella del territorio in cui è nato.
Il presidio dei movimenti che difendono Bosco Ospizio dal cantiere di un mega supermercato hanno respinto le ruspe sia ieri mattina che stamattina. Ecco gli ultimi aggiornamenti dal bosco urbano di Reggio Emilia.
Dopo la scossa di magnitudo 4.7 del 31 luglio e la contestazione al ministro Giuli, la cittadinanza di Pozzuoli scende in piazza oggi alle 10 chiedendo alloggi per gli sfollati e il ripristino dei servizi essenziali.
Con un ritardo di mesi, è partito l’iter della legge anti-SLAPP, finalizzata a tutelare dalle querele bavaglio media, attivisti, cittadini e personaggi pubblici. Dal testo italiano però, che dovrebbe recepire una direttiva europea, sono state eliminate tutte le parti che garantiscono una tutela reale.
Si è chiusa la call VIHTA – Wild Working in Valle Soana: 762 candidature da 39 Paesi e 4 continenti per la residenza autunnale di co-living e co-working nei tre Comuni del Parco Gran Paradiso.
Con la comunicatrice ambientale Anna Sustersic riflettiamo sulle diverse sfaccettature – principalmente culturali – della coesistenza fra esseri umani e animali selvatici.
Dopo il forte terremoto di venerdì 31 luglio nell’area dei Campi Flegrei, i comitati di residenti esprimono rabbia e rivendicazioni per come viene trattato il loro territorio, sfruttato invece che sostenuto.
Sono entrate in azione le ruspe per abbattere Bosco Ospizio, il bosco urbano di Reggio Emilia. I comitati di cittadini fanno appello a chiunque possa raggiungerli e sostenerli nella lotta.
Nuove esecuzioni hanno colpito giovani attivisti in Iran. Il regime vuole spaventare i movimenti di protesta, ma le reazioni non sono solo di paura. L’approfondimento del nostro corrispondente iraniano.