22 Mag 2024

Felicetti, presidente LAV: “Occorre che le questioni animali entrino nell’agenda politica”

Scritto da: Daniel Tarozzi

Fare lobbying, diffondere il posizionamento e le scelte di voto rispetto a temi chiave, sensibilizzare l'elettorato. Sono queste solo alcune delle azioni che riguardano il rapporto fra politica e tutela del benessere degli (altri) animali. Ne abbiamo parlato con Gianluca Felicetti, presidente di LAV e autore di un libro sul tema dal titolo "La politica degli animali".

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Su questo giornale spesso sottolineiamo come i cambiamenti reali dipendano dai nostri stili di vita, dalle scelte professionali e aziendali, dalle politiche delle amministrazioni locali mentre raccontiamo e percepiamo la politica “nazionale” ed “europea” come qualcosa di distante da noi, dalla vita vera. Eppure molti cambiamenti importanti – in meglio e in peggio – passano proprio per quei palazzi e se questo è vero in generale lo è ancor di più quando si tratta delle tematiche legate agli animali non umani.

Qualche esempio: grazie a lotte partite dal basso sono negli anni state approvate leggi fondamentali contro la produzione delle pellicce, la vivisezione, le feste cruente. Inoltre verranno – auspicabilmente – presto approvate leggi contro l’uso degli animali nei circhi e prima l’Italia e in questi giorni il Belgio hanno persino inserito gli animali tra i soggetti da tutelare nella nostra costituzione. Non sono tutte rose e fiori però. Gli allevamenti intensivi continuano a essere ammessi, così molte forme di pesca devastante. La caccia in Italia sta subendo continue deregolamentazioni e altre fondamentali lotte sono ancora da compiere.

Ecco perché ho trovato prezioso e illuminante il libro di Gianluca Felicetti, presidente della LAV, dedicato proprio a La politica degli animali. Il libro è diviso in tre parti e dopo aver introdotto e illustrato il rapporto tra diritti degli altri animali e politica, si concentra su alcune storiche battaglie per poi chiudere con un’analisi delle attività che le varie forze politiche hanno portato avanti negli anni in Italia e non solo.

Un libro quanto mai importante alle porte delle elezioni europee. In occasione di Fa’ la cosa giusta!, il presidente della LAV ha presentato il suo libro insieme alla nostra Animali come noi – Guida al vero benessere degli (altri) animali. Poco prima della presentazione ho intervistato Gianluca e vi riporto qui i passaggi più interessanti. 

Quando si pensa al cambiamento spesso la politica è vista come un limite, invece leggendo il tuo libro – e non solo – si capisce come molti cambiamenti siano dovuti alla pressione sulla politica, come per esempio fa la LAV.

La politica fa parte della nostra vita, facendo le nostre scelte da consumatori facciamo politica anche quando non ce ne rendiamo conto. Nel sentire comune, la politica è brutta: “Sono tutti uguali, ladri!”. In realtà, ci sono luoghi comuni fondati su tanti aspetti negativi e distorti, ma battendoci per i diritti degli animali, chiedendo un cambiamento negli allevamenti, nella sperimentazione, nel modo di rapportarsi con gli altri animali, facciamo politica.

Le nostre scelte quotidiane sono politiche. Con questo libro ho cercato di offrire strumenti utili nel rapporto con le istituzioni, dal consiglio comunale al parlamento europeo, dove con un sì o con un no si decide della vita di tutti noi. Spero con questo libro di far comprendere l’importanza di mettere il naso nella politica come cittadini e come attivisti.

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Nel sentire comune spesso si pensa che molte associazioni animaliste o ambientaliste siano politicizzate, legate a questa o quella forza politica, finendo così col tradire le proprie istanze. Si riesce a interagire con la politica senza entrare in compromessi al ribasso?

Come LAV affermiamo un modello in cui applaudiamo chi fa bene a prescindere dal colore politico e “fischiamo” chi fa male. Per questo pubblichiamo – quando sono accessibili – le liste di voto. Ad esempio, in questi giorni alla Camera dei Deputati si sono votati emendamenti per abolire le botticelle con i cavalli all’interno del codice della strada o realizzare i corridoi faunistici per prevenire gli incidenti stradali.

Questi emendamenti purtroppo non sono passati per una trentina di voti. Abbiamo quindi pubblicato la lista di voti, con nomi cognomi e appartenenza politica, per permettere ai cittadini di farsi un’idea chi vota a favore e contro determinate tematiche, al di là di quanto promesso nei programmi elettorali. In occasione delle elezioni europee di giugno, stiamo divulgando le posizioni dei candidati. I nostri temi tagliano trasversalmente tutta la politica – con alcune eccezioni – e laddove c’è un gruppo parlamentare o un gruppo che vota a favore o contro va segnalato.  

Le battaglie per gli animali dovrebbero essere di tutti eppure io noto che in quelle “contro gli animali” ci sono spesso convergenze da sinistra a destra, ma in quelle a favore sono solo certe forze politiche a esporsi. Questo Governo in particolare sta attaccando alcune conquiste storiche, dai parchi alla deregolamentazione della caccia. Tu che ne pensi?
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In realtà viviamo in un’epoca in cui destra e sinistra hanno perso la loro identità e le battaglie sono spesso trasversali. In questo modo a volte riusciamo a ottenere una maggioranza anche quando non ci sono partiti compatti a favore o contro un provvedimento. Dobbiamo conoscere la politica e capire all’interno di un gruppo parlamentare se le visioni “imposte” avvengono sulla base di indicazioni da parte di capigruppo, sono portate avanti da correnti… dobbiamo capire perché quei parlamentari hanno votato a favore o contro quel determinato provvedimento.

Certo, è innegabile che il grande attacco alla fauna selvatica lo stia compiendo questo Governo, l’aveva anche scritto nel suo programma. Chi ha governato prima però non aveva avuto il coraggio di scrivere il contrario e all’interno delle maggioranze precedenti c’erano parlamentari che andavano nella stessa direzione di questo Governo. Ad esempio, sulla caccia una parte del PD o di Italia Viva ha sottoscritto l’emendamento caccia selvaggia del dicembre 2022. Abbiamo proposte di legge firmate da parlamentari PD contro gli animali selvatici. 

Persino forze come il M5S, che aveva nel proprio programma la tutela degli animali, ha visto traditi quei valori da un presidente di commissione agricoltura alla Camera o dal ministro dell’agricoltura che non ha firmato il via libera alla diversa sistemazione dei visoni da pelliccia, che tutt’oggi “marciscono” negli allevamenti. Il nostro compito è denunciare le ambiguità, la non trasparenza, rendendole pubbliche.

Con questo libro ho cercato di offrire strumenti utili nel rapporto con le istituzioni, dove con un sì o con un no si decide della vita di tutti noi

Secondo te la soluzione credibile è un nuovo partito verde o animalista, una forza politica specifica oppure lavorare sulla cultura in modo più ampio?

Prima di tutto occorre che le questioni animali entrino nei programmi dei partiti e nel dibattito politico. La questione animale è politica, esiste e va affrontata da ognuno con le proprie differenze. Bisogna confrontarsi su questi temi in un terreno aperto, con uno scontro politico tra diversità in modo da far poi esporre l’opinione pubblica facendo votare i cittadini anche su questo.

Su Vote for animals abbiamo pubblicato i programmi dei partiti europei, ci sono i link ai testi ufficiali e ci si può fare un’idea di come viene trattato il problema. Storicamente i Verdi e i 5 Stelle sono stati sensibili a queste tematiche. Noi apostrofiamo le altre forze politiche: abbiamo bisogno di una politica degli animali che non si fermi agli slogan e programmi e che entri nel cuore del dibattito e delle delibere. Per cambiare le cose, davvero.

Per saperne di più leggi il nostro approfondimento sulla LAV, visita il sito Vote for animals o consulta la nostra guida al benessere animale.

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