23 Nov 2023

LAV o Love? Quando l’amore per gli animali cambia il mondo

Scritto da: Daniel Tarozzi

Dalla caccia ai circhi con animali, dalla vivisezione alle pellicce, dagli allevamenti intensivi alle etichette alimentari. Attiva da quasi 45 anni, la LAV ha condotto numerose battaglie per tutelare la salute e il benessere degli animali non umani. Le ripercorriamo insieme al Presidente dell'associazione Gianluca Felicetti.

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E dopo aver affrontato insieme il mondo dell’avifauna italiana con la LIPU e della situazione dei cetacei con la Dottoressa Airoldi, torniamo ad allargare il campo della nostra indagine sugli altri animali incontrando e approfondendo il lavoro di una storica associazione animalista, forse la più nota: la LAV – Lega Anti Vivisezione, ma anche Libera Associazione di Volontari. Conosco la LAV da sempre, è nata il mio stesso anno e sono cresciuto sentendone parlare, vedendo in giro i suoi volantini o firmando le sue petizioni. Eppure nel mio cammino professionale non avevo mai approfondito davvero il suo lavoro per cui colgo con gioia l’occasione e li contatto.

Mi trovo così a intervistare l’attuale Presidente, Gianluca Felicetti, che guida l’associazione dal 2006. Sono sincero: quando mi hanno detto che avrei intervistato una figura “istituzionale” che cura anche i rapporti dell’associazione con le istituzioni ero pronto a trovarmi davanti una figura un po’ “impostata”, con parole giuste ma prive di anima. Invece Gianluca si mostra da subito “presente” e risponde alle mie domande con dovizia di particolari.

felicetti
Gianluca Felicetti

Felicetti mi spiega e sottolinea in diversi passaggi come la visione che oggi LAV vuole incarnare parte sì dagli animali, ma si allarga alle persone, all’ambiente. Mi ritrovo, visto che dopotutto non facciamo che ripetere che tutto è collegato. Prima di lasciarci gli chiedo come sia finito a fare proprio questo lavoro. Si confida: «Ho cambiato la mia vita all’età di 16 anni quando ho visto un manifesto della LAV che riportava una scena di vivisezione. Questa immagine mi colpì e mi portò a volerne sapere di più, associarmi e diventare attivista, mosso da una volontà di cambiamento nei confronti della violenza esercitata contro i più deboli. Quel manifesto fu la scintilla».

LAV DALL’INIZIO

Mentre scrivo mi torna in mente un celebre film di Carlo Verdone in cui una delle protagoniste esclama “love love love” e poi traduce svaccata a chi gli chiede cosa stia dicendo “amore, amore, amore”. Non so perché ma queste parole mi risuonano oggi con un nuovo significato. LAV LAV LAV, amore, amore, amore. Perché alla fine – o forse all’inizio – è l’amore che ci spinge a prenderci cura delle altre creature viventi, umane o meno.

La LAV nasce nel 1977 sull’onda dell’uscita in Italia del libro Imperatrice nuda di Hans Ruesch, scrittore svizzero e storico della medicina che focalizzò l’attenzione di molti sulla ferita della sperimentazione sugli animali e quindi sulla vivisezione. «All’epoca questa pratica coinvolgeva solo in Italia milioni di animali. Oggi sono poco più di 500.000 l’anno». Molti meno, ma sempre troppi, non dimentichiamolo. Parliamo di creature senzienti torturate, aperte e richiuse, a cui viene inflitto di tutto in nome della ricerca scientifica – quando va bene – o addirittura per dei test per cosmetici o altri prodotti.

LAV1

«LAV – continua Felicetti – sta anche per Libera Associazione di Volontari perché nasce nelle strade e nelle piazze, come associazione che, pur volendo salvare ogni singolo animale, fin dall’inizio aveva anche la necessità e il volere di cambiare le leggi. Questa è stata una delle nostre caratteristiche. Io entrai nel ’79 raccogliendo le firme per una legge sulla protezione degli animali. Quindi già da quell’anno avevamo allargato il nostro ambito da anti-vivisezione ad anti-pellicce, anti-caccia, anti-allevamenti intensivi e così via».

Oggi – mi spiega Gianluca – LAV segue quindi tre filoni: il salvataggio dei singoli animali, il lavoro per cambiare le legislazioni italiane ed europee e la presenza nelle scuole per sensibilizzare le nuove generazioni. La diffusione di LAV fu molto rapida e in parte aiutata da uno spazio che la RAI all’epoca dava al mondo associazionistico. Ascoltandola penso a quanto sia peggiorato il livello delle nostre televisioni e ringrazio i predecessori per aver almeno per un tratto di storia realizzato un vero servizio pubblico.

CAMBIARE LE LEGGI PER CAMBIARE IL MONDO: DALLA CACCIA ALLE PELLICCE

«Le leggi servono a cambiare le regole in modo che si cambino le cose in modo sistemico», mi spiega Felicetti. È qualcosa che a volte viene sottovalutato. Ad esempio, senza una legislazione adeguata, la protezione civile – in caso di alluvioni o terremoti – non poteva salvare gli animali. Non poteva proprio, per legge. Oggi ciò è possibile e sta facendo la differenza. Qui vengono riassunte le tappe fondamentali della storia dell’associazione, con diverse conquiste, protocolli d’intesa con diverse istituzioni e sedi fisiche che via via si allargavano.

LAV3

Mentre LAV e le altre associazioni di settore portavano avanti il proprio lavoro grandi conquiste venivano ottenute. Le pellicce, da status symbol universale, diventavano qualcosa di sempre meno popolare e la legislazione via via vietava prima gli allevamenti di animali a rischio e poi di animali tout court. Solo quarant’anni fa erano milioni gli animali allevati in Italia con questa finalità. Oggi questa pratica è vietata e si sta lottando per vietare anche l’importazione da altri paesi, sia in Italia che in Europa.

Sulla caccia invece le cose sono andate meno bene. È vero che si è passati da circa due milioni di cacciatori a circa 700.000, riducendone quindi la “popolazione” di due terzi, ma è anche vero che i vari referendum per abolirla per vari motivi – quorum in primis – non riuscirono ad abolirla e che proprio in questi mesi siamo di fronte a un governo che sta cercando di deregolamentarla in tutti i modi possibile.

La visione che oggi LAV vuole incarnare parte sì dagli animali, ma si allarga alle persone, all’ambiente

«Sulla caccia stiamo assistendo a un grande attacco alla fauna selvatica da parte del governo, della maggioranza e anche di parte dell’opposizione, che salda il “problema dei cinghiali” – che ci sono a causa dell’attività venatoria e sono stati importati dai cacciatori –, con “il problema” degli orsi e dei lupi. Eppure due anni fa, nel febbraio del 2022, è entrata in costituzione la tutela degli animali. Per questo chiederemo al Presidente della Repubblica, che si è già espresso su questo argomento, un messaggio alle camere che richiami all’ordine governo e maggioranza parlamentare».

«Ricordiamo – ribadisce Felicetti – che ci sono decine di morti e feriti umani ogni anno per l’attività venatoria». Purtroppo quello dei referendum del 1990 su caccia e pesticidi – mi racconta Gianluca – fu il primo caso in cui si invitava la gente a “non andare a votare”. Tra i votanti le posizioni erano nettamente a favore dell’abolizione ma purtroppo il sistema del quorum non permise alle leggi di passare.

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LA SITUAZIONE DEI CIRCHI

«Sui circhi – balzati nuovamente alle cronache in questi giorni a causa della fuga del “leone di Ladispoli” – siamo a un passo dall’entrata in vigore della legge che dovrebbe portare l’Italia a essere il 52esimo paese a vietare l’impiego degli animali nei circhi. Grazie a quarant’anni di volantinaggi, manifestazioni e attivismo di vario genere e a una crisi economia dei circhi che ricorrono agli animali, che staccano quindi sempre meno biglietti, entro l’agosto 2024 il ministro della cultura è tenuto ad attuare una legge il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi».

Si porrà poi il tema dei circa 2000 animali attualmente tenuti in strutture di questo genere. «In due anni e con un aiuto economico da parte delle istituzioni questi animali possano essere ricollocati e fare finalmente una vita dignitosa», spiega il Presidente della LAV immaginando lo scenario futuro.

COSA POSSIAMO FARE PER MIGLIORARE LE COSE?

Parliamo poi della questione degli allevamenti intensivi e in particolare delle galline ovaiole in gabbia. «L’eurobarometro testimonia che a livello italiano ed europeo, la stragrande maggioranza dei cittadini vuole norme di maggiore protezione e tutela degli animali negli allevamenti. Ciò significa che anche chi continua a mangiare carne lo chiede». Il problema sono le continue scappatoie inserite in alcune leggi chiave.

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Prendiamo il caso delle galline ovaiole, per le quali è prevista un’etichettatura che ne spieghi la provenienza, ma in modo difficile da comprendere. Il sistema infatti prevede un numero stampato sulle uova stesse, ma non norma in alcun modo le dichiarazioni sulle etichette, molte delle quali riportano diciture come “benessere animale”, che però non corrispondono affatto alla realtà. «Anni fa tutti i prodotti erano ecologici, ora sono tutti sostenibili e così via. Il marketing si adegua alla sensibilità delle persone, frenando in modo significativo i cambiamenti concreti. Ma questi avvengono lo stesso. Oggi sembra impossibile crederci, ma solo 30 anni fa era legale il tiro al piccione!».

La LAV collabora con molte associazioni e istituzioni a diverso titolo per le specifiche battaglie. È davvero rincuorante scorrere la pagina del loro sito in cui si ripercorrono i traguardi ottenuti. Oltre alle tematiche già citate, ne troviamo altre legate al costo dei farmaci veterinari, alla chiusura di allevamenti lager, all’eliminazione dei test sugli animali in molti settori chiave, solo per citarne alcuni. Vi invito a scorrere la pagina per capire come e quanto possiamo incidere concretamente per cambiare in meglio il mondo. Se vi foste venuta voglia di attivarvi in prima persona potete approfondire le opportunità offerte dalla LAV e adottare da subito nella vostra quotidianità una serie di azioni per vivere in modo meno impattante. Buon cambiamento!

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