30 Nov 2022

Manovre a confronto: in Spagna si tassano le banche – #628

Mentre nel Parlamento italiano si discutono gli ultimi dettagli della legge di bilancio, un ramo di quello spagnolo ha appena approvato la sua, e lo ha fatto contestualmente ad alcune misure di tassazione straordinaria per i grandi patrimoni, le banche e le grandi aziende. Intanto l’Ucraina sta affrontando una serie di blackout dovuti agli attacchi russi alle centrali elettriche, mentre è morto misteriosamente il ministro degli esteri bielorusso. In Iran proseguono le proteste e per la prima volta i Pasdaran hanno ammesso che ci sarebbero stati oltre 300 morti nelle manifestazioni. Parliamo anche di come abbiamo ribaltato l’immaginario, sul sito di Italia che Cambia, di Lula che chiede la liberazione di Assange, delle ultime peripezie di Elon Musk e infine delle vicende che mettono a rischio il Lago Bullicante, miracolo naturalistico nel cuore di Roma.

LA LEGGE DI BILANCIO È IN DIRITTURA DI ARRIVO?

Si fa molto parlare, in questi giorni, sulle principali testate nazionali, della legge di bilancio che il governo si appresta a presentare. Giusto per non dare niente per scontato, la legge di bilancio, che si approva ogni anno entro la fine dell’anno, è quella legge con cui il governo dichiara come vuole spendere i soldi pubblici nell’anno successivo. E quindi ha un alto valore politico, perché la finanza pubblica è una delle principali leve che un governo ha in mano per indirizzare le sorti di un paese. 

Ma quindi cosa prevede questa legge di bilancio? Cosa dicono i giornali? Tante cose. Prima si è discusso del tetto all’utilizzo del contante, che la legge attualmente in vigore è fissato a 1000 euro e nella prima bozza era stato alzato a diecimila, poi successivamente ridotto a 5000. Si è detto che forse favoriva il nero, e forse no, che probabilmente era un regalo al commercio illegale e così via.

Si è parlato dell’obbligo di utilizzo del Pos, limite che al momento non esiste (nel senso che è sempre obbligatorio) e che era stato inserito a 30€ nella prima bozza, poi alzato persino a 60. E ancora del fatto che quasi sicuramente verrà abolito il reddito di cittadinanza, che ci saranno circa 20 miliardi di aiuti per pagare le bollette, che forse ci saranno aiuti per chi vuole sposarsi in Chiesa, ma solo in chiesa, o forse no, che c’è la flat tax, ma in realtà non c’è, o ce n’è solo un accenno.

Insomma, in questi giorni si è detto tutto e il contrario di tutto, e la ragione è semplice. Ancora non siamo di fronte alla legge definitiva, approvata, firmata e pubblicata nel gazzettino. Siamo di fronte a un testo che in questo momento è in discussione alla Camera e che quindi è soggetto a continui cambiamenti. In questo caso non faccio una colpa ai giornali di seguire una legge in evoluzione, sia perché è una legge importante, primo vero banco di prova del governo, sia perché sapere in tempo reale cosa ci si vuole mettere in quella legge contribuisce a un dibattito pubblico istantaneo che può in certi casi influenzare la forma finale della legge stessa.

Premesso questo, in questa specifica sede, se per voi va bene, direi che ne parliamo meglio a bocce ferme, quando la situazione sarà più chiara e definitiva. Nel frattempo vi lascio alcuni articoli per approfondire.

LA LEGGE DI BILANCIO SPAGNOLA TASSA LE BANCHE

Il nostro governo è un po’ in ritardo rispetto alla consueta tabella di marcia – comprensibilmente eh, essendo entrato in carica da due mesi. Comunque, in molti paesi europei la legge di bilancio 2023 è già stata approvata. Tipo in Spagna, dove la legge è stata approvata lo scorso giovedì, in un contesto di profonda tensione tra maggioranza e opposizione, dopo gli insulti sessisti di una deputata di Vox contro la ministra dell’Uguaglianza, Irene Montero. 

In quell’occasione, oltre alla legge di bilancio, si sono votate tre misure fondamentali: una tassa straordinaria sulle banche, una sulle compagnie energetiche e una tassa di solidarietà sui grandi patrimoni. Adesso tutti questi testi passano al Senato, che però dovrebbe approvarli senza particolari problemi.

Vediamo meglio in cosa consistono queste tassazioni straordinarie nelle parole di Elisa Tasca sul Fatto Quotidiano: “Sin dall’inizio, l’esecutivo aveva parlato di misure straordinarie e temporanee, che rimarranno in vigore nel 2023 e 2024. Tuttavia, è stata introdotta nel testo una clausola di revisione che prevede la possibilità, a fine 2024, di rendere permanente questa misura in base ai risultati ottenuti. Sebbene la riscossione avverrà nei prossimi due anni, in realtà verranno tassati i fatturati delle grandi aziende e i patrimoni dell’anno precedente, ovvero del 2022 e 2023. 

L’esecutivo ha giustificato la necessità di imporre una tassa straordinaria sulle banche e sulle compagnie energetiche visti i loro extraprofitti, come conseguenza dell’aumento dei tassi di interesse e dell’incremento vertiginoso dei prezzi delle materie prime energetiche. Tuttavia, mentre l’Unione Europea considera che la nuova tassa debba essere applicata sugli extraprofitti delle compagnie energetiche, la nuova imposta del governo sarà diversa. Nel caso delle banche, si applicherà una tassa del 4,8% sul margine finanziario. Nel caso delle energetiche, si applicherà un’aliquota dell’1,2% all’importo netto del fatturato delle compagnie che fatturano più di un miliardo all’anno.

L’imposta sui patrimoni, invece, graverà su quelli che superano i 3 milioni di euro. L’esecutivo ha stabilito tre aliquote progressive: una dell’1,7% per i patrimoni tra i tre e i cinque milioni, del 2,1% tra i 5 e i 10 milioni, e del 3,5% per i patrimoni maggiori. Con queste misure, il ministero delle Finanze prevede incassare circa 10 miliardi di euro, volti a limitare gli effetti dell’inflazione e “redistribuire” i costi della crisi causata dalla guerra in Ucraina che stanno colpendo soprattutto le imprese e le famiglie. 

Insomma, la direzione dell’esecutivo spagnolo sembra abbastanza chiara: andare a prelevare le risorse laddove queste sono maggiormente concentrate  quindi grandi patrimoni, grandi aziende, anche la tassa sugli extraprofitti energetici riguardano solo le grandi aziende, ad esempio, e non i piccoli produttori.

È una misura coraggiosa, che per molti versi appare in antitesi a quello che si è capito fin qui della manovra italiana, che quasi sicuramente eliminerà l’unico strumento di contrasto alla povertà, pur migliorabile, che avevamo, il reddito di cittadinanza, senza sostituirlo a quanto pare con niente, se non qualche incentivo alle imprese. 

CHE SUCCEDE IN UCRAINA?

È un po’ che non ci aggiorniamo su quello che succede in Ucraina, e allora facciamolo. La novità principale è che l’esercito russo negli ultimi giorni ha iniziato strategicamente ad attaccare e bombardare le centrali elettriche ucraine per lasciare il paese a corto di energia, in pieno inverno.

Scrive Julia Kalashnyk sulla Stampa: “L’Ucraina continua la lotta per ripristinare l’elettricità dopo l’ultimo attacco russo, che ha danneggiato ulteriormente le infrastruttura energetiche del Paese. Tra le città più colpite rimane la capitale: secondo le autorità circa il 50% di Kyiv è ancora senza elettricità.

Ma non si tratta solo della capitale: “Dopo gli attacchi russi, pure il resto del Paese soffre di continui blackout, nonostante lo sforzo del governo di ripristinare il sistema energetico. Il primo ministro ucraino Denys Shmygal ha scritto che nel Paese non è rimasta neanche una centrale termica o idroelettrica non colpita dai missili, ma nonostante ciò «i produttori di energia elettrica forniscono una copertura del 70% del fabbisogno». Il capo del governo ha precisato che quasi tutte le infrastrutture critiche del Paese sono state ricollegate alla rete. L’infrastruttura ad alta tensione funziona, ma permangono problemi nelle reti di distribuzione delle società energetiche regionali in tutto il Paese. «In media, da 200.000 a 400.000 consumatori sono senza elettricità in ogni regione»”.

Il governo ha provato ad allestire in fretta e furia un piano anti black-out, che però non sta funzionando.

Altro fatto molto discusso è la morte improvvisa di Vladimir Makei, 65 anni, ministro degli Esteri della Bielorussia. È una notizia che in altri momenti non avrebbe suscitato tutto questo scalpore ma che viste le circostanze fa venire qualche sospetto. La Bielorussia di Lukashenko è uno dei pochi paesi apertamente schierati dalla parte di Putin e in questi giorni Makei avrebbe dovuto incontrare il suo omologo russo Serghei Lavrov, nel pieno del conflitto ucraino.

Spiega il Fatto Quotidiano che “Nessuna spiegazione ufficiale è stata fornita sulle cause del decesso, che ha subito scatenato una ridda di ipotesi e reazioni contrastanti. “Ci sono voci secondo cui potrebbe essere stato avvelenato“, ha scritto subito su Twitter Anton Gerashchenko, consigliere del ministero dell’Interno ucraino. La ragione sarebbe che Makei “era considerato un possibile successore di Lukashenko” e “uno dei pochi a non essere sotto l’influenza russa”. La verità è che non ne sappiamo niente, e quelle fatte da Gerashenko sono ipotesi, o forse speculazioni. Ci fa sapere sempre il Fatto che lo stesso Gerashchenko è un personaggio ambiguo, attaccato in passato da giornalisti e attivisti per i diritti umani ucraini per il suo sostegno a Myrotvorets, un database anonimo che ha stilato liste di proscrizione di oltre 4mila reporter ucraini e stranieri non graditi, complete di numeri di telefono e indirizzi. Premesso ciò, va ammesso che è una morte strana e perlomeno sospetta.

IRAN, UCCISA UN’ALTRA STUDENTESSA, SONO OLTRE 300 LE VITTIME

Torniamo a parlare di Iran. Le proteste proseguono e non accennano a placarsi e ieri è arrivata la prima dichiarazione ufficiale di un generale che ha ammesso che il numero di persone uccise è molto alto. “Nelle proteste contro il regime sono morte oltre 300 persone” ha ammesso il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante della divisione aerospaziale dei Guardiani della rivoluzione, secondo cui tra le vittime si contano anche diversi uomini delle forze di sicurezza.

Secondo il generale, tra i morti ci sarebbero anche molti iraniani che non erano coinvolti direttamente nelle proteste, iniziate due mesi e mezzo fa, dopo la morte di Masha Amini, arrestata per non aver indossato correttamente il velo e deceduta mentre era sotto custodia.

Se 300 persone morte, in buona parte ragazze molto giovani, vi sembrano tante, considerate che la cifra delle vittime ammesse dal regime è comunque di gran lunga più bassa di quella fornita da Human Rights Activists in Iran, secondo cui ci sarebbero 451 morti tra i manifestanti e 60 tra le forze dell’ordine, mentre sarebbero state arrestate oltre 18mila persone.

L’ultima vittima della serie è Mahak Hashemi, studentessa sedicenne che a quanto riporta la stampa internazionale indossava un berretto al posto del velo: è morta a Shiraz per le botte subite dagli agenti di sicurezza durante una manifestazione il 24 novembre.

Detto ciò, commento mio, questa dichiarazione ufficiale potrebbe potrebbe anche essere letta come un segnale di frizione fra i pasdaran, ovvero i guardiani della rivoluzione, il corpo di sicurezza laico dello stato,  e il clero, vero obiettivo delle proteste, e forse quasi di apertura verso i manifestanti. Forse eh, e con tanti condizionali. E non so nemmeno se sia un buon segno oppure no, per i manifestanti. 

La situazione in Iran è obiettivamente molto complessa e vi annuncio fin d’ora che sarà oggetto della prossima puntata del podcast INMR+ che uscirà il 10 dicembre. Se volete capire per bene, davvero, quello che sta succedendo in Iran, non perdetevela. E sapete che dovete fare per non perdervela? Esatto, abbonarvi, vedo che siete preparati.

RIBALTIAMO L’IMMAGINARIO

Passiamo a una notizia più interna, di cui forse vi sarete già accorti se seguite Italia che Cambia. Abbiamo ribaltato l’Italia. Non in senso metaforico, giornalistico, no no, proprio in senso letterale. Avete presente che abbiamo una mappa, sulla nostra homepage, in cui abbiamo inserito tutti gli oltre tremila progetti che abbiamo incontrato in questi anni? Ecco, abbiamo deciso di girarla al contrario, mettendo il Sud in alto e il Nord in basso. Che poi, al contrario… di cosa? Di una semplice convenzione, perché nel cosmo sconfinato, nel tessuto dello spaziotempo in cui galleggia il nostro Pianeta, e il nostro paese, non esiste certo un sipra e un sotto.

Ma aver stabilito convenzionalmente un Nord e un Sud del mondo, dell’Italia, di tutto, ha delle ripercussioni molto pratiche nella nostra concezione del mondo. Comunque vi faccio spiegare meglio la cosa dal nostro direttore editoriale Daniel Tarozzi, che se non erro è stato anche colui che ha avuto l’idea di  ribaltare la mappa.

LULA CHIEDE LA LIBERAZIONE DI ASSANGE

Qualche altra notizia al volo. Il presidente brasiliano Lula ha ricevuto una delegazione di Wikileaks, nelle persone del caporedattore di WikiLeaks Kristinn Hrafnsson e l’editore Joseph Farrell, e successivamente in una dichiarazione pubblica ha chiesto la liberazione di Julian Assange dalla sua “ingiusta proigionia”. Ne parla Lorenzo Poli su Pressenza, che spiega anche come i due rappresentanti di Wikileaks stiano girando diversi paesi dell’America Latina alla ricerca di governi progressisti per fare pressione sulle autorità degli Stati Uniti al fine di ottenere la libertà del giornalista australiano.

MUSK CONTINUA A FAR DISCUTERE

Intanto continua a far parlare di sé Elon Musk, ogni giorno per un motivo diverso. Non si è ancora spenta la polemica per i licenziamenti di massa da Twitter e per la riammissione rocambolesca di Donald Trump sulla piattaforma che il tycoon ha deciso di buttare nella mischia un altro elemento.

Riporta Ansa che “Nonostante le recenti sparatorie di massa Musk ha pubblicato su Twitter una foto del suo comodino, con due pistole (di cui un moschetto, con cui Musk ha poi fatto un altro tweet: “Sono Elon Musket”, con un gioco di parole), e alcune lattine di Diet Coke aperte.

Numerose le reazioni, anche di genitori e parenti di vittime di violenza da armi da fuoco, che chiedono a Musk se è il caso di twittare immagini del genere mettendone in discussione la sanità mentale”.

E in effetti un po’ viene da chiedersi cosa stia succedendo all’imprenditore statunitense-sudafricano, che ultimamente sembra aver smarrito un po’ il senso delle sue azioni. Di certo ha sempre amato far parlare di sé, anche in modo polemico, e trollare, prendere in giro, l’opinione pubblica e i media sempre pronti a correre dietro a qualsiasi sua iniziativa. Ma negli ultimi mesi sembra – almeno apparentemente – essere finito vittima del suo personaggio. 

LAGO BULLICANTE, IL MIRACOLO NATURALE ROMANO È IN PERICOLO?

Forse ricorderete qualcosa di una storia quasi favolesca, quasi miracolosa, di cui i giornali parlarono anni fa. A Roma, in una delle zone più trafficate e inquinate della città, da una buca fatta per la costruzione di un centro commerciale era nato un laghetto naturale, scrigno di biodiversità, in uno dei rarissimi casi, saranno 4-5 in Europa, di rinaturazione spontanea. 

La notizia di questi giorni è che questo lago potrebbe essere in pericolo, per via di alcune mire speculative e di una mancata firma per la sua tutela. Provo a ricostruire cosa è successo, nelle parole di Giorgia Colucci e Martino Iannone per Ansa Magazine. 

“Questo specchio d’acqua di circa 1 ettaro ha origine nel 1992, da “un atto abusivo”. Gli addetti di Antonio Pulcini, l’imprenditore a capo della società edilizia Ponente 1978 srl, hanno intercettato una falda acquifera, scavando per costruire il parcheggio sotterraneo di un centro commerciale. Nonostante i tentativi di incanalarla, l’acqua è incominciata a sgorgare e ha riempito lo scavo, che è diventato un vero e proprio lago. Da allora le promesse e i progetti per restituirlo ai cittadini sono stati tanti, ma anche quelli, da parte del privato, di trasformarlo, innalzando grattaceli o rendendolo un set cinematografico. 

Nel 2004 una parte dell’area è stata espropriata per essere destinata a parco pubblico, ma è stata restituita alla ai romani solo dieci anni più tardi, con “la così detta breccia di Portonaccio”, l’ingresso che dall’omonima via conduce al Lago. Dopo vari incontri con il Comune e la Regione, un decreto firmato proprio da Zingaretti nel giugno 2020 ha reso lo specchio d’acqua un Monumento naturale. Dalle tutele è rimasto escluso circa il 40% del sito, ma al termine di un anno di monitoraggio, ne era prevista l’estensione”.

Solo che poi ci sono state le elezioni politiche nazionali, Zingaretti è stato eletto in Parlamento e ha dato le dimissioni da Presidente della Regione Lazio, e nel farlo non ha firmato questo provvedimento per l’estensione del parco, che ora potrebbe essere nuovamente sottoposto alle mire speculative della proprietà. Fortunatamente negli anni è nato e si è consolidato un comitato di cittadini della zona chiamato Forum territoriale permanente del Parco delle Energie che tiene sempre la guardia alta, e di recente anche il gruppo romano di FFF ha annunciato di voler difendere in ogni modo il lago, facendolo diventare un simbolo della lotta per la giustizia climatica.

Non mi dilungo qui nei dettagli tecnici e burocratici ma vi rimando a due articoli molto ben fatti, uno su Ansa Magazine e l’altro su L’Indipendente. Li trovate come sempre sotto fonti e articoli. 

FONTI E ARTICOLI

#Spagna
Il Fatto Quotidiano – Spagna: Camera approva a larga maggioranza nuove tasse su banche, patrimoni e società energetiche

#Ucraina
Il Sole 24 ore – Ucraina ultime notizie. Piano blackout non funziona, Kiev oggi ripiomba nel buio
La Stampa – Mezza Kiev senza luce, riscaldamento e acqua. Blackout in tutto il Paese, riallacciate le centrali
Il Fatto Quotidiano – Bielorussia, ministro degli Esteri “morto improvvisamente”. Lunedì avrebbe incontrato l’omologo russo Lavrov

#Iran
la Repubblica – Iran: morta un’altra ragazza di 16 anni. Gli attivisti: “Uccisa dagli agenti”. La polizia smentisce
AdnKronos – Iran, comandante Pasdaran ammette: “Oltre 300 morti nelle proteste”

#Assange
Pressenza – Lula riceve WikiLeaks e chiede libertà per Julian Assange

#Lago Bullicante
Ansa Mag – Rischia di morire il Lago Bullicante, miracolo di Roma
L’Indipendente – Roma, l’incredibile storia del lago ex SNIA

#mappa
Italia che Cambia – Abbiamo ribaltato l’Italia

#Elon Musk
Ansa – Usa: Musk posta foto del suo comodino con due pistole, polemica

#alberi di Natale
il Post – Ci sono brutte prospettive per gli alberi di Natale

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