25 Ott 2022

Chi è Rishi Sunak il nuovo premier-banchiere inglese – Io Non Mi Rassegno #606

La Gran Bretagna ha un nuovo premier, è l’ex ministro dell’economia di Boris Johnson, Rishi Sunak, un personaggio davvero “particolare”. Intanto oggi la Camera vota alla fiducia al governo Meloni, con un “cupo presagio”. Mentre in Svezia il nuovo governo, molto di destra come quello italiano, ha una ministra di clima e ambiente di 26 anni.

RISHI SUNAK È IL NUOVO PREMIER INGLESE

Ci sono un po’ di novità sul governo inglese, perché stavolta anche loro hanno fatto molto più in fretta e nei fatti c’è già un nuovo premier. 

Ieri pomeriggio Rishi Sunak è stato nominato leader del partito Conservatore del Regno Unito e di conseguenza diventerà il prossimo primo ministro del paese (perché nel Regno Unito il capo del partito di maggioranza è automaticamente anche primo ministro). 

Se vi siete persi che cosa è successo negli ultimi giorni, andatevi a recuperare la puntata di venerdì scorso che si chiama Liz Truss è durata meno di una lattuga. Ascoltandola capirete anche il motivo del titolo. 

Comunque il super riassunto è che Liz Truss si è dimessa dopo appena sei settimane di governo, diventando la premier meno longeva della storia d’Inghilterra, senza contare che nel mezzo ci sono stati i dieci giorni di lutto nazionale per la morte della regina, in cui anche il governo è stato di fatto fermo. 

Il motivo principale dietro alla crisi è, stando ai media, il fallimento plateale delle politiche fiscali, vero e proprio cavallo di battaglia di Truss durante le primarie, e la conseguente crisi finanziaria dettata dalla risposta scomposta dei mercati e dal crollo della sterlina. 

Truss si è quindi ritrovata costretta a fare marcia indietro, anzi inversione a U, ma senza credibilità verso l’esterno e senza più l’appoggio del suo partito, visto che proprio su quel tema aveva costruito il suo consenso. 

Fra l’altro, piccola parentesi su questo fatto, ho letto alcuni commenti che parlavano – e la stessa premier si è difesa più o meno così – dell’ingerenza dei mercati che avrebbero condizionato la politica.

Ma in questo caso, non mi pare che sia esattamente così. O meglio, in parte sì, ma non so quanto si possa parlare di ingerenza dei mercati, mi sembra più una loro implicazione strutturale. Mi spiego: Truss aveva proposto, come spiegava settimane fa l’Indipendente citando il Daily mail, “il più grande pacchetto di tagli fiscali degli ultimi trent’anni per risollevare l’economia inglese, tentando di porre fine al ciclo di stagnazione del Regno Unito”.

E lo aveva fatto a debito. Cioè senza trovare delle coperture, come si fa in genere in questi casi, ma proponendo che i soldi per questa misura si andassero a cercare proprio sui mercati. Perciò, ecco, qui non parlerei di un ruolo politico dei mercati, cosa che intendiamoci, spesso hanno, e lo hanno eccome, ma di un ruolo più legittimo e in qualche modo naturale (premesso il contesto, ovviamente). 

Adesso è il turno di Sunak. Sunak si insedierà formalmente nelle prossime ore, dopo aver ricevuto l’incarico da re Carlo III. Scrive il Post: “Il Partito Conservatore, che aveva espresso Truss e che continua ad avere la maggioranza in Parlamento, aveva deciso che i candidati alla successione di Truss avrebbero dovuto raccogliere il sostegno da almeno 100 parlamentari del partito per poter accedere a primarie interne. Ma alla scadenza delle 15 di oggi soltanto Sunak aveva raggiunto e superato la soglia. 

In questo modo, Sunak è diventato automaticamente il vincitore delle primarie, e il nuovo leader del partito. Da ieri sera, comunque, era diventato chiaro che sarebbe diventato lui il nuovo primo ministro, dopo che l’ex primo ministro Boris Johnson aveva annunciato che non si sarebbe candidato. L’unica altra candidata credibile, l’ex segretaria allo Sviluppo internazionale Penny Mordaunt, si era fermata a una trentina di parlamentari in suo sostegno”.

Ma quindi chi è Rishi Sunak? Di certo un personaggio particolare. L’inviato del Corriere Luigi Ippolito ne fa un ritratto molto approfondito di cui vi leggo alcuni estratti: “Ha già fatto la Storia, e per più di un motivo: il nuovo premier britannico, il, 42enne Rishi Sunak, non è solo la prima persona di origine indiana e di fede induista a guidare un governo di Sua Maestà, ma è anche di gran lunga la più ricca, visto che la fortuna privata sua e di sua moglie è stimata in oltre 800 milioni di euro, il doppio di re Carlo.

Un personaggio fatto di paradossi e contraddizioni, il nuovo premier: tanto che uno dei soprannomi è «Slippery Sunak», Sunak lo Scivoloso. Lui è figlio di immigrati indiani arrivati in Gran Bretagna dall’Africa orientale, però di solida estrazione borghese, tanto che riescono a mandarlo nell’esclusivissimo Winchester College, una scuola che costa oggi oltre 50 mila euro l’anno. Da lì il giovane Sunak viene ammesso a Oxford per studiare PPE (Filosofia, Politica ed Economia), il corso principe della futura classe dirigente.

Dopo un master a Stanford, in California, in Business administration, l’ambizioso Rishi si dà alla finanza, prima in Goldman Sachs e poi in diversi hedge fund. Ed è a Stanford che incontra sua moglie, una ricchissima ereditiera figlia di un miliardario indiano, dalla quale avrà due figli”.

Segue una descrizione abbastanza dettagliata delle varie tenute (magioni) e dello stile di vita di Sunak, forse giornalisticamente un po’ eccessiva e voyeuristica ma comunque interessante, perché rende l’idea del personaggio. 

Più avanti continua Ippolito: “Insomma, un Davos man più a suo agio con i banchieri che con l’uomo della strada che fatica a pagare le bollette. E sempre con una via d’uscita pronta: si è scoperto che ha la Green Card, il permesso di soggiorno permanente negli Stati Uniti, una specie di polizza di assicurazione nel caso le sue ambizioni in Gran Bretagna non si fossero realizzate. E ancora più critiche ha sollevato la rivelazione che sua moglie eludeva le tasse in Gran Bretagna grazie a un sistema legale che le permetteva di non pagare nulla su oltre dieci milioni di dividendi annui”.

Sul piano politico, Sunak è ancora più difficile da incasellare. La sua ascesa è stata meteorica, se si considera che tre anni fa era ancora uno sconosciuto sottosegretario: poi la nomina a Cancelliere dello Scacchiere (ossia ministro del Tesoro) all’inizio del 2020 lo ha proiettato nel firmamento della politica britannica.

È stato lui ad affrontare la pandemia con un massiccio programma di intervento pubblico che ha fatto schizzare la pressione fiscale ai livelli più alti da 70 anni. Sunak si proclama, a parole, un fautore della tassazione minima: ma è consapevole che nella congiuntura attuale non è possibile abbassare le tasse.

È su questo che si è scontrato in estate con Liz Truss (Sunak era stato il principale avversario proprio di Truss nelle primarie dei conservatori): e il naufragio della Trussonomics gli ha dato ragione. I suoi ammiratori lo definiscono «un pragmatico di principi»: guidato da alcune idee, ma pronto ad adattarle alla realtà. Nel 2016 si era schierato a favore della Brexit: ma dopo non ne ha più parlato, mantenendo un profilo bassissimo sulla questione dei rapporti con l’Europa”.

Questa è la descrizione del personaggio. Cosa possiamo aspettarci dalle sue politiche? Difficile da dirsi, decisamente più difficile rispetto a Liz Truss, sicuramente più incasellabile. 

Ci prova l’Independent, almeno in tema ambientale, con un lungo articolo a firma della corrispondente sul clima Saphora Smith che ne traccia un profilo dal punto di vista dell’impegno climatico, sul quale se non altro sembra qualche passetto avanti rispetto a Truss. 

“Sunak ha dichiarato di essere pronto a mantenere l’obiettivo legalmente vincolante del governo di raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050. Ha dichiarato che il Paese ha bisogno di isolare milioni di case (richiesta che è al centro delle richieste anche del movimento XR e della campagna Just Stop Oil inglesi), che farà la sua parte per cambiare il sistema finanziario globale per arrivare a emissioni zero e che attuerà piani per trasformare un terzo del Regno Unito in riserva naturale.

Al tempo stesso, ha promesso che aumenterà la produzione di gas nel Mare del Nord e che non annullerà il divieto di parchi eolici onshore.

Anche il suo curriculum sull’azione per il clima viene descritto come “misto”. Come deputato ha votato “quasi sempre” contro le misure di prevenzione del cambiamento climatico in Parlamento. In qualità di cancelliere sotto Boris Johnson, ha raramente menzionato la crisi climatica nei suoi discorsi e l’obiettivo emissioni zero non è apparso come centrale nella sua missione.

Al tempo stesso, sempre come cancelliere sotto Johnson, si è impegnato per trasformare il Regno Unito in un hub finanziario “più ecologico” ed è stato descritto come “ragionevolmente bravo” nel raccogliere finanziamenti per raggiungere le emissioni nette zero. Ha appoggiato una campagna affinché le aziende si dotino di piani di transizione climatica, ha sostenuto una campagna per l’aumento dell’eolico offshore e ha appoggiato la decisione del governo di porre fine alla vendita di nuove auto a benzina e diesel nel Regno Unito entro il 2030.

Ma è stato anche accusato di aver bloccato le politiche verdi che comportavano costi a breve termine. Inoltre, in vista del vertice delle Nazioni Unite sul clima tenutosi a Glasgow l’anno scorso, Sunak ha tagliato le tasse sui voli nazionali e non ha supportato una revisione chiave sull’economia della biodiversità.

E via e via e via. L’articolo anche qui è molto lungo, ma il succo è che ha fatto cose discrete e cose pessime, e che è meglio di Liz Truss ma ancora molto, troppo, lontano dal tipo di impegno e di sforzo che sarebbe richiesto alla classe politica contemporanea per contrastare realmente la crisi climatica. Insomma potremo dire che va un po’ meglio, il problema grosso è che non c’è più tempo per accontentarsi del meno peggio.

Prima di chiudere il capitolo inglese e aprire quello italiano, una notizia di colore . ma nemmeno troppo – che funge da ottimo ponte fra i due argomenti. Avrete sentito parlare della copertina di dubbio gusto dell’ultimo numero dell’Economist che per ironizzare sulla situazione inglese ha titolato Welcom to Britaly, raffigurando Liz Truss come una specie di gladiatore con l’elmo in testa, lo scudo a forma di pizza e in mano invece della spada una forchetta piena di spaghetti.

Il sottotesto era, guardate come ci siamo ridotti, questa è una farsa che solo l’Italia. Oggi sul Financial Times la giornalista e analista italiana Valentina Romei risponde con un articolo dal titolo You Wish!, “Vi piacerebbe”, in cui elenca i motivi per cui la crisi strutturale del Regno Unito non è affatto una presunta retrocessione a livelli italiani, come l’Economist lascia intendere, e anzi per il Regno Unito essere come l’Italia su diversi fronti sarebbe grasso che cola. Comunque la cosa più bella è che la copertina del pezzo è una foto della celebre trattenuta di Giorgio Chiellini su Saka nella finale di Euro 2020. È tutto molto bello.

LE NOVITA’ DEL GOVERNO ITALIANO

Passiamo a fare qualche rapido aggiornamento sul governo italiano. Dopo l’insediamento di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, il passaggio di consegne con Mario Draghi, e l’incontro con il presidente francese Emmanuel Macron, la neo premier oggi terrà il suo discorso alla Camera per chiedere la fiducia dell’Aula.

Il quotidiano Domani ricapitola la fitta agenda della giornata.”Si comincia al mattino, alle 11, alla Camera. Qui Giorgia Meloni fa le sue dichiarazioni programmatiche. Al termine del discorso si sposta al Senato per consegnare il testo dell’intervento a Montecitorio. Attorno alle 19 inizierà poi la votazione della fiducia alla Camera, mentre quella al Senato è prevista per domani, 26 ottobre. 

Secondo la Repubblica “L’intenzione di Meloni è quella di tracciare un manifesto programmatico che ambisce ad essere la base di lavoro di un’intera legislatura.”. 

In tutto ciò, io non so se voi credete nei simboli e nelle coincidenze, io ve la dico, poi fatene quello che volete. Domani alle 11,35 in quasi tutta Italia, quindi in concomitanza quasi esatta col discorso di meloni alla Camera. Ci sarà un’eclissi parziale di Sole. Fate un po’ voi.

IL NUOVO GOVERNO SVEDESE

Visto che siamo in tema governi, fra quello italiano che dovrebbe ottenere oggi la fiducia delle Camere e quello inglese che ha un nuovo premier, diamo un’occhiata anche a quello svedese, che ha diverse similitudini con il nostro. Come quello italiano è nato da poco (poco più più di una settimana fa) ed è fortemente sbilanciato a destra. A differenza del nostro però è un governo di minoranza, e sta in piedi grazie all’appoggio esterno, decisivo, dell’estrema destra.

È guidato dal premier Ulf Kristersson, del partito moderato (centro-destra) e promette una stretta sull’immigrazione (vuole accogliere soltanto 900 rifugiati all’anno contro i 6.400 del 2021) e sulle gang criminali, che sono considerate uno dei principali problemi del Paese visto che la Svezia è uno dei pochi paesi occidentali in cui la criminalità e gli omicidi sono aumentati negli ultimi anni. 

Comunque in realtà la cosa che mi è sembrata più interessante è che una delle prime mosse del premier è stata nominare una 26enne di origini iraniane Romina Pourmokhtari come ministra per il Clima e l’ambiente. Ammetto di non conoscerla, e di lei si trova ancora poco online, ma mi sembra molto sensato nominare una 26enne come ministra di clima e ambiente, perché sono questioni che riguardano soprattutto il futuro. 

E questa attenzione per le politiche ambientali, per lo meno sulla carta, poi ovviamente osserveremo i fatti, mi sembra nei paesi scandinavi più trasversale agli schieramenti politici (se non lo conoscete andate a leggervi qualcosa sull’esperimento di Växjö), il che è altrettanto sano. Perchè l’aria la respiriamo tutti, l’acqua la beviamo tutti, il cibo lo mangiamo tutti e clima, ambiente, ecosistemi non sono né di destra né di sinistra. Nemmeno sanno che esistono destra e sinistra. 

Va bene siamo in chiusura. Sì, lo so che ieri vi avevo detto che avrei parlato anche del congresso del PCC ma mi sono dilungato un po’ tanto sulle altre questioni e visto che vorrei spiegarvela bene la cosa, raccontarvi cosa p successo, come sono cambiati i vertici di partito e così via, pazientate ancora un giorno. Domani ne parliamo, promesso.

Prima di salutarvi vi ricordo solo che stanno per uscire un sacco di contenuti premium, per abbonati, a partire da giovedì quando uscirà la prima puntata di INMR+, un podcast di approfondimento, lungo, di un’ora e mezzo, sul Brasile alla vigilia delle elezioni più importanti di sempre.

Se vi interessa capire la società brasiliana, il fenomeno del bolsonarismo, la parabola di Lula, le ripercussioni sull’Amazzonia, le popolazioni indigene, il mondo intero, in compagnia dell’antropologo Massimo Canevacci, del giornalista Paulo Lima e di Alice Farano di Survival International… non perdetevela. Prima però dovete abbonarvi.

FONTI E ARTICOLI

#Rishi Sunak
Corriere della Sera – Chi è Rishi Sunak, il premier della Gran Bretagna: dalle origini a Downing Street
il Post – Rishi Sunak sarà il nuovo primo ministro del Regno Unito
Independent – What will Rishi Sunak as prime minister mean for the climate?

#Britaly
il Giornale – “Britaly? “Vi piacerebbe…”: così il Financial Times asfalta la copertina anti italiana

#governo Meloni
Domani – Giorgia Meloni chiede la fiducia. Cos’è e come funziona

#eclissi
la Repubblica – Eclissi parziale di sole il 25 ottobre: ecco quando e come si vedrà in Italia

#Svezia
il Post – Il nuovo governo svedese sarà molto di destra
AdnKronos – Svezia, 26enne di origini iraniane la nuova ministra per Clima e ambiente

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