Io faccio così #114 – A Roma il coliving Together: l’ispirazione vien… vivendo!

Un po’ coliving, un po’ ostello e un po’ hub che fa incontrare persone ed esperienze, che impollina e ispira. Together è un "cross-inspirational place", una casa di tutti in cui si può vivere, mangiare, incontrarsi, scambiarsi esperienze e proporre attività. Ernesto Cinquenove ci ha raccontato come è nato questo progetto e perché oggi è così importante stare assieme.

anteprima

Ernesto Cinquenove ci accoglie all’interno del coliving Together in un tiepido pomeriggio di inizio marzo che sembra già primavera. Sta seduto ad un tavolo a lavorare al pc assieme ad altri ragazzi. Siamo arrivati un po’ in anticipo per l’intervista, ma non è un problema: “Se avete qualcosa da fare potete mettervi qua al tavolo a lavorare con noi, o in cucina, dove preferite. Fate come a casa vostra”.

 

 

Siamo a Trastevere, lo storico quartiere romano delle trattorie e dei pub, dell’edera sugli appartamenti e delle vie ciottolate. Together sorge proprio qui. Ma cos’è questo spazio fondato da Ernesto nel 2013 e che si definisce un cross-inspirational place?

 

“Together – ci spiega Ernesto – è una casa di tutti, in cui ci si può vivere, mangiare, e fare tutto il resto che si fa in una casa. Con la differenza che questa casa combina la presenza di residenti fissi con quella di residenti occasionali; le persone che non vivono in casa inoltre possono proporre delle attività da svolgere qui che possano ispirare altri. Chi ha un’idea o un’attivita può proporla attraverso il sito www.togethernetwork.org.”

 

tlh-garden

 

Un po’ coliving, un po’ ostello e un po’ hub che fa incontrare persone ed esperienze, che impollina e ispira: non è facile dare un’etichetta a questo spazio che si smarca volutamente da definizioni e catalogazioni.

 

L’esperienza di successo di Together si inserisce nell’ampio ombrello della sharing e collaborative economy, un paradigma economico basato sulla condivisione e la collaborazione che abbraccia al suo interno la condivisione di spazi di lavoro (co-working), di abitazioni in cui vivere (co-housing) o viaggiare (servizi come Airbnb o Couchsurfing), di passaggi (carsharing e carpooling), di luoghi innovazione tecnologica (i Fablab e più in generale il movimento dei makers).

 

I numeri della sharing economy nel mondo sono impressionanti e muovono circa 20 miliardi di dollari. La cosa ha persino fatto gridare a molti alla truffa, sostenendo che in realtà dietro alle economie collaborative e della condivisione non ci sarebbe altro che uno scaltro tentativo delle big company di utilizzare contenuti prodotti gratuitamente dagli utenti per fare profitto. In realtà il discorso è molto più complesso e meriterebbe una trattazione a sé stante.

 

Nel complesso comunque questo genere di economia sta rompendo gli schemi rigidi del sistema tradizionale che divide il mondo in produttori e consumatori, mettendo in crisi il concetto stesso di lavoro e introducendo le relazioni e la reciprocità come elemento centrale.

 

ernesto Cinquenove

 

Mentre intervistiamo Ernesto ci passano accanto diverse persone. Per alcuni di loro probabilmente gli incontri e le esperienze fatte in questo spazio daranno origine a nuovi progetti e iniziative in altre parti d’Italia e del mondo. Così si propaga il cambiamento. A volte gli accadimenti più significativi della nostra vita trovano vie inaspettate per accadere e spesso le idee migliori vengono partorite chiacchierando davanti ad una birra. L’importante è conoscersi, incontrarsi, scambiarsi esperienze. Stare assieme, anzi Together.

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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