14 Lug 2015

#biellesechecambia 10 – direzione Cavaglià

Scritto da: Roberto Vietti

E’ di nuovo ora di partire, direzione Cavaglià. Andiamo a trovare Enzo alla Cascina Molino Torrine , un posto meraviglioso che […]

E’ di nuovo ora di partire, direzione Cavaglià. Andiamo a trovare Enzo alla Cascina Molino Torrine , un posto meraviglioso che ci sorprende per bellezza e cura con la quale è tenuto. Sui terreni dell’azienda vengono coltivate erbe aromatiche e ortaggi insoliti. Non v’è alcun recinto e tutti possono accedervi e fare una passeggiata nel parco. Il cascinale era un vecchio mulino fino alla seconda guerra mondiale, rimasto abbandonato successivamente.

 

cascina mol torr2

 

Da 15 anni Enzo l’ha ripreso in mano, data la sua passione per le erbe aromatiche. Passeggiando potrete notare diverse varietà di salvie, origani, lavande, timi e tanto altro. Una vera raccolta di biodiversità. Dato che spesso con altri suoi amici si fermavano a mangiare nel cascinale dopo una giornata di lavoro, ha deciso di aprire l’agriturismo. Tramite l’agricoltura crede si possa rivalutare il territorio e l’ambiente che ci circonda.

Il cambiamento è nel promuovere la cultura, salvaguardando il territorio. Sostiene che la campagna può avere una fruizione turistica, senza necessariamente sfruttarla a livello agricolo e industriale. Sogna il territorio biellese come una piccola perla, ripulita e lucidata dai fasti del passato. Mangiamo insieme al suo staff nell’ombreggiata parte all’aperto dell’agriturismo. E’ una bella tavolata. C’era anche un ragazzo di Venaria, città di provenienza di Roberto.

 

Apprezziamo il giardino ed i suoi prati per un veloce pisolino, ci viene a prendere infatti Roberto alle 14,30 per andare a visitare i suoi terreni in provincia di Vercelli. Cosa combina Roberto con Green Italy Srl ? Produce canapa. Negli anni cinquanta era la prima per qualità nel mondo, soprattutto in questa zona, date le caratteristiche particolarmente buone del suolo per la sua crescita. In Francia non si è mai smesso di raccoglierla, qui solo ora si sta riprendendo a produrla; inoltre essa fa parte della tradizione del biellese – vercellese. 

 

 

green

 

E’ interessante sapere in quante diverse forme può essere utilizzata la canapa. Hanno brevettato la Canapella: una crema spalmabile che assomiglia un po’ alla più nota crema dell’azienda di Alba. Sorridiamo quando vediamo il volantino della Green Italy Srl di Roberto. C’è raffigurata una signora che è stata chiamata  Maria Giovanna, dato che in dialetto si dice Maria Juana. La canapa non ha bisogno di concime ed inoltre non si tratta di una monocultura ma bensì è basata sulla rotazione.

 

E’ giunto il momento di muoversi di nuovo. Arriviamo ad Alice Castello. Arrivati in centro del paese c’erano Aldo, Alba e Mario ad attenderci in bicicletta. Si sa nei piccoli paesi è facile incontrarsi, non c’è bisogno di cinguettare via web. Notiamo una certa fretta, capiremo solo successivamente il motivo. E’ forse l’incontro più emotivamente impattante sino a questo momento; ecco Il Movimento Valledora .

 

Uno dei sindaci delle città interessate è riuscito anche a dire che se la fortuna di Alba sono i tartufi, le fortune di questa zona sono le cave e le discariche. Chiediamo qual è la percezione media dei cittadini in merito alla questione. Inizialmente v’è stato una forte interessa per la questione che via via è scomparsa nel tempo dati pochi risultati raggiunti. Sono un movimento nato per tutelare l’ambiente di Santhià, Cavaglià, Tronzano ed Alice Castello.

 

mov valle dora2

 

Il Movimento Valledora è formato dai comitati ambientalisti di numerosi comuni delle province di Biella e Vercelli. La sua attività riguarda molteplici aspetti dell’informazione ambientale, sempre nella convinzione che, alla base di una coscienza civile, ci debba essere una preparazione culturale adeguata. Proprio per questo organizza conferenze, dibattiti, proiezioni di materiale audiovisivo, incontri con tecnici/esperti, oltre ad occuparsi della raccolta di materiale d’archivio che riguarda il monitoraggio del territorio e che viene messo a disposizione di chiunque lo voglia consultare.

 

Accanto all’attività squisitamente divulgativa, combatte le proprie battaglie anche nelle sedi legali appropriate, attraverso azioni giuridiche volte ad evidenziare le numerose anomalie che troppo spesso viziano decisioni riguardanti la salute pubblica.
Si tratta, anche in questo caso, di un percorso difficile, tutto volto alla vigilanza del territorio e di coloro che lo amministrano. Un’opera poco appariscente, faticosa (ed anche assai dispendiosa per un movimento politicamente autonomo e senza sponsor), ma che resta indispensabile per spiegare la prepotenza di grandi gruppi industriali, partiti, affaristi o semplici criminali che hanno deciso di lucrare sull’ambiente.

 

Ci ha davvero colpito e toccato il giro in bicicletta assieme ai ragazzi del Movimento. E’ una situazione della quale è necessario parlare, sorvegliare, conoscere il più possibile.
Passiamo una piacevole serata nel ristorante cinese della cittadina, unico aperto il lunedì sera. Ci offrono la cena. Scopriamo che Aldo è un musicista e ci regala ben due dei suoi CD. Non vediamo l’ora di ascoltarli.

 

 

Biella - Vuoi cambiare la situazione
del viaggiare in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
Lasciare il lavoro per un sogno: il Sud America zaino in spalla
Lasciare il lavoro per un sogno: il Sud America zaino in spalla

Mollare tutto per viaggiare… in salita

Vostok100k: un vecchio camper a caccia di storie straordinarie

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

énostra: l’impresa di comunità dalla parte dell’ambiente

|

Alleniamoci ad ascoltare gli altri per creare un mondo migliore

|

Il benessere? Secondo Lara Lucaccioni e Matteo Ficara è questione di energia

|

Sea-ty e le reti fantasma: “Liberiamo i fondali dalle attrezzature da pesca abbandonate”

|

Nasce il Badante agricolo di comunità che aiuta le persone anziane nella cura dell’orto

|

L’apprendimento non va in vacanza: cronaca di un’estate da homeschooler

|

Caltanissetta ricorda i “carusi di Sicilia”, i piccoli schiavi delle miniere di zolfo