1 Lug 2015

Il patrimonio siamo noi!

Scritto da: Daniela Bartolini

Ecomuseo e Mediateca-Banca della Memoria del Casentino lanciano insieme un progetto per salvaguardare il patrimonio immateriale in cui la popolazione è chiamata a svolgere un ruolo attivo nel riconoscimento dei valori dell’eredità culturale.

La crisi, affermava Einstein, “è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’.”

La crisi ci invita anche a (ri)guardare dentro e intorno a noi, a guardare vicino e a riconoscere ciò che abbiamo e da cui partire o ripartire. Il cambiamento positivo parte da qui, non può prescindere da quello che è stato e che è e dalla sua salvaguardia.

L’Ecomuseo del Casentino, rete di spazi espositivi, testimonianze ed esperienze culturali diffuse nella valle a stretto contatto con le comunità locali, e la Mediateca-Banca della memoria del Casentino, che si occupa della raccolta e della conservazione delle tradizioni e della memoria orale ed immateriale del territorio, si dedicano da anni a questa salvaguardia.
Con IL PATRIMONIO SIAMO NOI! Ecomuseo e Banca della Memoria invitano le comunità a locali, gli enti, le associazioni a collaborare ancor di più alla conservazione di questo patrimonio che costituisce la base dell’identità comune.
Il patrimonio è infatti inteso “come eredità, come bene comune da tutelare, valorizzare e trasmettere”, è qualcosa che “riguarda da vicino ciascuno di noi”, del cui sviluppo siamo tutti responsabili.

Come partecipare?
Promuovendo interventi di recupero o di ripristino di aspetti del patrimonio locale (prendendosi cura di fonti, sentieri, tradizioni…)
Segnalando “tesori viventi”, testimoni portatori di sapienze e memorie da custodire attraverso interviste che andranno ad arricchire l’archivio della Banca della Memoria.

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Una collaborazione tra pubblico e privato per rinforzare ancora la rete esistente e creare insieme progetti, azioni concrete, promuovere momenti di confronto scambio e comunicazione anche in vista della realizzazione di un Atlante del patrimonio immateriale del Casentino.
“Un censimento del patrimonio immateriale del Casentino, una raccolta di quei valori intangibili, e per questo ancora più delicati e soggetti a scomparsa, che concorrono alla definizione dell’eredità culturale del territorio: modi di dire, modi di fare, ritualità, storie, leggende, tradizioni” che si realizzerà attraverso un laboratorio aperto in cui la popolazione è chiamata a svolgere un ruolo attivo nel riconoscimento dei valori dell’eredità culturale.

Vuoi cambiare la situazione di
cicli produttivi e rifiuti in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
La Barista Disoccupata: cambiare vita e lavoro nel segno dell’economia circolare
La Barista Disoccupata: cambiare vita e lavoro nel segno dell’economia circolare

Kymia, la start up che dallo scarto del pistacchio produce prodotti cosmetici di nicchia
Kymia, la start up che dallo scarto del pistacchio produce prodotti cosmetici di nicchia

Quanto costa la nostra energia al pianeta? Tra fonti fossili e rinnovabili, ecco i rifiuti che produciamo
Quanto costa la nostra energia al pianeta? Tra fonti fossili e rinnovabili, ecco i rifiuti che produciamo

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Cosa succedeva nel 2012? Dieci cose che sono cambiate (in meglio) negli ultimi dieci anni

|

Da psicologa a Torino a operatrice olistica in val di Vara: la storia di Fulvia

|

Incendi dolosi per spendere poco e fare in fretta: gli speculatori fanno strage di ulivi del Salento

|

Nasce la Scuola Nazionale di Pastorizia per un rilancio delle aree interne e montane

|

Vi spieghiamo la filosofia di NaturaSì, dalla biodinamica al giusto prezzo per i contadini – Io Faccio Così #341

|

Parti con noi alla scoperta della Palermo che Cambia

|

Acqua bene comune, pubblico e sicuro: è ora di agire, prima che sia troppo tardi