18 Dic 2019

I rifiuti prendono vita per dare voce ai bisogni dei cittadini

Scritto da: Lorena Di Maria

A Settimo Torinese un gruppo informale di giovani ragazzi e ragazze si sta prendendo cura della città attraverso campagne che usano la tecnica del photo-telling: raccontare storie attraverso le immagini. E lo fanno con ironia e spirito provocatorio attraverso il racconto di problematiche ambientali come l’abbandono dei rifiuti o la situazione di degrado urbano, facendosi portavoce delle necessità dell’intera cittadinanza e riuscendo ad attivare l'amministrazione comunale.

Torino - Una bottiglia terrorizzata di affogare, una buccia di banana triste poichè abbandonata su un bidone dell’immondizia, un gruppo di bambole in costume che usano come piscina una buca trasformata in pozzanghera dalle recenti piogge. Nel comune di Settimo Torinese è possibile imbattersi in una di queste strane realtà che con ironia vogliono trasmetterci l’importanza di prenderci cura degli spazi in cui viviamo.

Gli ideatori del progetto sono i “QuokKattivi” un gruppo informale di giovani dai 20 ai 30 anni che, con spirito sarcastico e provocatorio, stanno stimolando l’amministrazione comunale ad agire concretamente sulle problematiche della città.

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«Siamo un gruppo nato nel 2018 che ama confrontarsi e scambiarsi idee sui temi legati alla cittadinanza attiva e all’empowerment giovanile. Ci proponiamo di creare una rete sempre più connessa tra associazioni, volontari e cittadini per creare partecipazione sui temi legati alla cura della città a Settimo Torinese e nell’area Nord-Est di Torino, evidenziando pratiche e buone azioni che vorremmo partissero proprio dai giovani».

Così nasce il progetto “#imbuchiamoci”, una campagna che si sviluppa attraverso una galleria di immagini che descrive la situazione di degrado in cui versa il manto stradale, compromesso dalla presenza di buche di cui la cittadinanza da tempo si lamenta.

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

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«Abbiamo posizionato dei giocattoli all’interno delle buche ricreando dei set fotografici che ritraggono scene famose come lo sbarco in Normandia o momenti divertenti come una festa in piscina, dove la piscina è rappresentata dalla buca colma di acqua piovana o come nel caso dello skate park che abbiamo riprodotto posizionando una bambola che fa evoluzioni con il suo skateboard su un marciapiede dissestato e rischiando la vita.

Il risultato? Attraverso questo modo creativo di dare voce alle richieste dei cittadini, siamo riusciti a far coprire tutte le buche da noi segnalate, strappando anche un piccolo sorriso».

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Un altro progetto è poi la Campagna “#rifiutati!” dove i protagonisti sono proprio i rifiuti abbandonati per le vie della città che di colpo prendono vita e che, attraverso le loro pose, ci ricordano in modo sarcastico dove dovremmo riporli.

«Ci interessava raccontare attraverso delle immagini le storie dei rifiuti abbandonati i cui sentimenti sono stati profondamenti feriti dal cittadino maleducato. Abbiamo quindi dato alla parola “#rifiutati!” una doppia chiave di lettura: da un lato descriviamo la storia di oggetti e alimenti che sono stati buttati a caso, dall’altro ci rivolgiamo alla cittadinanza, esortando il singolo cittadino e la singola cittadina a rifiutarsi di buttare i rifiuti per terra». Ci raccontano. «Loro sono i RIFIUTàTI, tu RIFIùTATI di ABBANDONARLI” è lo slogan di questa campagna».

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Con queste e molte altre campagne e iniziative il gruppo ha la missione di coinvolgere sempre più giovani per diventare portatori di un messaggio di cambiamento.  «Vorremmo invitare sempre più cittadine e cittadini a partecipare alle nostre iniziative. Vogliamo che l’amministrazione sappia che i giovani ci sono, che vogliono attivarsi per il benessere della propria città e vogliono essere ascoltati dai decisori politici. Non crediamo nelle sterili polemiche o nelle semplici lamentele e speriamo di dimostrarlo con le nostre idee creative, attivandoci concretamente e insieme».

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