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23 Apr 2020

Coppula Tisa: a testa alta, contro la speculazione e per la bellezza – Io faccio così #288

Scritto da: Paolo Cignini
Video realizzato da: Paolo Cignini

Promuovere lo spirito di iniziativa del cittadino per concorrere in modo consapevole nella produzione e nella tutela del Bene Comune e della Bellezza. È questa la finalità di Coppula Tisa, un’associazione pugliese che, tra le altre cose, ha acquistato un immobile costruito abusivamente sulla costa salentina e l’ha abbattuto, restituendo il terreno alla comunità come simbolo della ritrovata bellezza del paesaggio naturale. Vi raccontiamo insieme ai co-fondatori Carla Quaranta e Geremia de Giuseppe, la storia di questa virtuosa realtà.

In questi giorni ricorre un anniversario importante per la nostra redazione: sette anni fa finiva il viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che Cambia che portò, tra le altre cose, alla nascita di questo giornale. Un tratto distintivo di quel viaggio fu il passaparola: in sostanza incontravamo tantissime realtà bellissime che ci segnalavano altrettanti progetti significativi. Quel viaggio è diventato così una fonte di ricchezza indimenticabile e, a distanza di anni, il passaparola continua ad essere per noi uno strumento prezioso di conoscenza.

È così, ad esempio, che tramite il gruppo Clean Up Tricase di cui vi abbiamo parlato proprio di recente siamo venuti a conoscenza dell’associazione Coppula Tisa, che ci ha ospitato nella sua attuale sede a Marina Serra di Tricase nel Salento, il Celacanto Bene Comune (di cui, a sua volta, vi racconteremo prossimamente).

Coppula Tisa è storia e attualità, è un esempio di come la determinazione e il coraggio siano due qualità fondamentali per raggiungere consapevolezza e bellezza. L’associazione è nata da un gruppo di cittadini salentini, formalmente nel 2006, e prende il nome dal personaggio di un fumetto, una lucertola tutta salentina ideata da Norman Mommens, rappresentata con un cappello a visiera alta, simbolo di una cittadinanza che si attiva con fierezza per cercare di cambiare le storture che ci circondano.

In un tratto mozzafiato di costiera, tra Andrane e Tricase, in una località nota come Serra del Mito, alcuni cittadini del luogo si erano resi conto che era stato costruito abusivamente un immobile in un’area di grande pregio paesaggistico. «Noi volevamo che i cittadini iniziassero a prendere consapevolezza della bellezza del territorio» ci racconta Carla Quaranta, co-fondatrice di Coppula Tisi «e a distinguere cosa invece non lo fosse. Per questo abbiamo ideato una campagna simbolica, che ci ha caratterizzato fin dalla nostra nascita».

Nel problema, l’attivazione per trovare la soluzione: grazie all’aiuto del regista di origine salentino Edoardo Winspeare, l’allora Comitato che darà poi vita all’Associazione Coppula Tisi riuscì ad organizzare una sottoscrizione pubblica di azionariato diffuso, in pratica un crowdfunding precedente alla diffusione di Internet, che portò alla raccolta di ben ottantamila euro, donati anche da cittadini salentini trasferiti in altri luoghi del mondo. Per farci cosa? Acquistare l’immobile condonato, demolirlo successivamente e donare il tutto di nuovo alla Regione Puglia, per la creazione di un Parco della Cittadinanza Attiva che celebrasse il ritorno della bellezza del luogo originario, libero da scempi.

«L’obiettivo era quello di realizzare una campagna di comunicazione sociale che partisse da un’azione concreta, che nasceva da uno storico dell’associazione di denuncia sul territorio ma che si concludeva con un’azione di coinvolgimento diretto delle persone», spiega Carla. «Si trattò di una sorta di condono morale, non contro una persona, ma con l’obiettivo di denunciare la vera e propria cultura del fenomeno dell’abusivismo, del condono e dell’illegalità . Fu dunque una sorta di azionariato diffuso, dove ognuno si è comprato un piccolo pezzo dell’immobile, per poi arrivare all’abbattimento del brutto per dar spazio alla bellezza».

Questa azione ha contribuito a creare una vera e propria cultura, nei cittadini, riguardo la tematica dell’attivazione sui territori, con la nascita di numerose associazioni e organizzazioni sensibili al tema e che misero in pratica azioni simili per arrivare all’abbattimento degli immobili abusivi: «Cominciarono così ad attivarsi una serie di dispositivi per contrastare davvero questo fenomeno, anche da parte delle Procure e della Magistratura. Abbiamo sostenuto la nascita di molti comitati, associazioni e organizzazioni che hanno deciso di sensibilizzarsi e soprattutto attivarsi su questa tematica. Una vera e propria promozione della cultura della Cittadinanza Attiva».

Oltre a questa iniziativa, nel corso degli anni Coppula Tisa si è attivata fortemente sul tema dei rifiuti, grazie alla campagna “La Bellezza non si rifiuta”, un’azione di individuazione e mappatura di oltre centotrenta siti vittime di abbandono di rifiuti, «per un volume complessivo di rifiuti che avrebbe circondato per due volte il terreno comunale di Tricase», ci spiega Geremia de Giuseppe, co-fondatore di Coppula Tisi.

L’azione, svolta in concerto con l’Ufficio Tecnico del Comune di Tricase, è stata supportata dalla sottocampagna “Io Mi Bonifico”, sempre organizzata da Coppula Tisa. «Questo è stato possibile anche grazie ad una serie di attività di sensibilizzazione del pubblico» spiega Geremia. « La raccolta fondi per sostenere la mappatura e le attività è avvenuta tramite alcuni spettacoli di musica e di teatro offerti gratuitamente da artisti che sposarono la causa. Il tutto è stato possibile grazie alla collaborazione dei locali della città, che hanno sposato l’iniziativa. Per un mese di fila, tutti i fine settimana, il pubblico poteva usufruire di questi spettacoli e dava un contributo volontario per sostenere le attività previste dalla campagna.

Il risultato della nostra operazione ha portato alla pulizia e messa in sicurezza di uno dei siti più grandi individuati. Per un mese e mezzo di fila il tema dell’abbandono dei rifiuti fu ampiamente approfondito da tutti i giornali: precedentemente l’attenzione posta sul tema era di gran lunga minore. Si è trattato anche qui di una grande azione di sensibilizzazione sulla problematica, dove molte persone hanno successivamente alzato il livello di attenzione su questo problema».

Coppula Tisa, dal 2004, gestisce uno spazio chiamato Celacanto Bene Comune, un luogo nato dal recupero di una vecchia casa cantoniera abbandonata e divenuto un aggregatore di tutte le associazioni sul territorio impegnate, in diversi ambiti, nella valorizzazione e nella difesa dello stesso, grazie alla Gallery dell Cittadinanza Attiva. Come anticipato all’inizio di questo articolo, ve ne parleremo molto presto sempre su Italia che Cambia…

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