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11 Giu 2020

Il Collegio del Mondo Unito: un modello che fa scuola in quattro continenti – Scuola che Cambia #3

Scritto da: Daniel Tarozzi
Riprese di: PAOLO CIGNINI, DANIEL TAROZZI, DANILO CASERTANO
Regia di: DANIEL TAROZZI

Fare dell'istruzione una forza per unire i popoli e valorizzare le diversità, perseguendo la pace e un futuro sostenibile. È questa la missione dei Collegi del Mondo Unito, un movimento internazionale che educa i giovani a divenire portatori di cambiamento. Ecco la storia del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico che a Trieste accoglie ogni anno più di 180 studenti da oltre 80 paesi per l’ultimo biennio della scuola superiore.

Terza tappa. Ci troviamo ancora a Trieste. Oggi andiamo a visitare un’esperienza internazionale, ma per davvero. Si chiama il Collegio del Mondo Unito e già il nome è tutto un programma. È sempre gennaio, fa freddo, ma la vista del mare ci riscalda. Dopo una notte in camper, io, Paolo e Danilo (che al suo solito si è fatto ospitare da amici!) entriamo nella scuola changemaker. Il Collegio Mondo Unito dell’Adriatico, infatti, è uno di quegli istituti superiori che Ashoka ha selezionato e che diventa allo stesso tempo promotore e ospite di cambiamenti.


I Collegi del Mondo Unito (UWC)
Facciamo un passo indietro. Si legge sul sito ufficiale dei collegi: “I Collegi del Mondo Unito (United World Colleges – UWC) sono un movimento globale che rende l’educazione una forza per unire popoli, nazioni e culture per la pace e per un futuro sostenibile. Il fulcro dell’etica del movimento UWC è la convinzione che l’educazione possa unire giovani con qualunque tipo di bagaglio socio-culturale sulla base della loro umanità comune. […]
Esistono 18 Collegi del Mondo Unito in quattro continenti. La maggior parte di questi sono specializzati nell’educazione di ragazzi tra i 16 ed i 19 anni, età in cui l’energia e l’idealismo di un giovane possono essere canalizzati in empatia, responsabilità ed impegno a lungo termine. […]

Gli studenti dei Collegi del Mondo Unito vengono selezionati a livello nazionale in 155 paesi attraverso il sistema dei comitati nazionali. La selezione si basa sul potenziale dimostrato dai candidati. In linea con la convinzione del movimento secondo la quale l’educazione dovrebbe essere indipendente dalle possibilità socio-economiche degli studenti, il 74% degli studenti che concludono il Diploma IB ricevono assistenza finanziaria totale. Circa il 15% degli studenti riceve, invece, una borsa di studio parziale, a seconda delle necessità”.

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Il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico
Ecco, in questo contesto si inserisce la scuola che siamo andati a visitare e che si rivolge quindi a ragazzi interessati a vivere e studiare per un biennio in un contesto realmente multiculturale e multilinguistico, fuori da ogni schema rigido e da ogni riferimento esclusivamente locale.
Il campus che abbiamo deciso di visitare si trova vicino Trieste, nella piccola Duino. Il Collegio di Duino nasce nel 1982 e trae ispirazione dalla cultura, dalla musica, dall’arte, dall’architettura, dalla storia e dalla diversità linguistica di questa terra e vi attinge per coltivare la creatività e la riflessione tra i propri studenti. Tra le attività “obbligatorie” per gli studenti, è previsto il volontariato. L’obiettivo dichiarato di questa istituzione è permettere ai ragazzi e alle ragazze di “sviluppare appieno il loro potenziale e di acquisire le competenze che li faranno diventare portatori di cambiamento in un mondo sempre più interconnesso”.

La nostra esperienza
Ok, ora vi ho riportato i dati ufficiali. Ma per comprendere davvero quanto sia affascinante e unica questa storia occorre visitare questi luoghi o almeno osservare attraverso il mini-documentario che vi proponiamo i volti, le aule, l’intensità degli sguardi, la vibrazione delle voci.
Nella giornata trascorsa a Duino abbiamo avuto l’occasione di intervistare insegnanti, dirigenti, studenti e genitori. La lingua ufficiale, qui, è l’inglese ma si ascoltano le lingue più disparate nei corridoi, insieme alla musica prodotta da ragazze e ragazzi. Ci sono circa 180 studenti tra i 16 e i 18 anni. Gli studenti sono coinvolti nelle lezioni, raccontano le loro storie, sono stimolati dagli insegnanti ad intervenire continuamente. Il pomeriggio, oltre alle attività di volontariato (tra cui quelle rivolte ai bimbi delle scuole elementari di Duino), ci sono le attività sportive. Le famiglie sono ovviamente lontane e quindi la scuola ospita una serie di figure di accompagnamento per i giovani: medici, infermieri, tutor. Gli insegnanti, commuoventi nella loro passione e dedizione, abitano tutti a Duino e una volta a settimana cenano con i ragazzi… (Sì, lo so sembra tutto inventato lo so. Ma succede veramente!).


Oltre le barriere economiche e sociali
Tra le caratteristiche più innovative di questa scuola, si trova la contaminazione non solo geografica ma anche “economica”. Grazie al sostegno del Ministero degli Esteri, infatti, quasi tre studenti su quattro non pagano la retta, permettendo la partecipazione a ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo. In effetti, incontriamo ragazzi europei, sudamericani, africani, asiatici. Giovani provenienti da ricche famiglie e immigrati dal passato drammatico che hanno lasciato tutto nel loro Paese e sono stati introdotti nel nostro Paese attraverso centri di accoglienza. Li osservi uno accanto all’altro e non sai dire chi sia ricco e chi povero.
 
Conclusioni
Quando pensiamo alla scuola italiana, pensiamo sempre alle aule sovraffollate, gli insegnanti precari, le scuole che crollano per i terremoti, e così via. Eppure le scuole che vi stiamo raccontando attraverso questi documentari sono scuole vere, scuole italiane. Per ora abbiamo visitato il Friuli Venezia Giulia, ma abbiamo incontrato esperienze analoghe in tutte le regioni italiane. Buona scoperta.
 
P.S. Una storia esemplificativa
Nel piccolo video riportato in appendice vi proponiamo la storia di David, un giovane studente immigrato dalla Nigeria. Dopo due anni di quasi schiavitù in Costa D’Avorio e varie esperienze traumatiche tra Niger e Libia, David è arrivato in Sicilia e poi, grazie ad un video segnalato da un suo tutor che presentava l’esperienza di questa scuola, è finito qui, in Friuli Venezia Giulia. Ascoltate le sue parole, osservate il suo volto. E poi ditemi ancora che realizzare i propri sogni non sia possibile.

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