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15 Set 2020

GasSa: il Gruppo di acquisto solidale di Savona si allarga e crea reti

Scritto da: Emanuela Sabidussi

Tra i gruppi di acquisto solidale più longevi in Italia c’è quello di Savona: nato 14 anni fa da un gruppo di amici, oggi è composto da 80 famiglie che selezionano i propri fornitori nel rispetto del lavoro, della salute e dell'ambiente.

Era il 2006 quando un gruppo di una decina di amici, spinti da desideri e valori comuni, ha creato il Gruppo Acquisto Solidale di Savona, chiamato anche GasSa. Come altri progetti della stessa rete, anche il gruppo savonese parte da un approccio critico al consumo e cerca di applicare i principi di equità, solidarietà e sostenibilità ai propri acquisti.

«All’inizio il gruppo era piccolo – racconta la presidente Roberta Gioannini – ma con il passare del tempo si è ampliato sempre più: i soci sono aumentati e con loro i fornitori e i relativi prodotti proposti. Nel far crescere il gruppo è stato fondamentale il passaparola, ma non solo. In questi ultimi anni molte persone ci stanno scoprendo soprattutto attraverso i social: nuove famiglie interessate a entrare a far parte del nostro gruppo di acquisto, ma anche fornitori che si vogliono proporre con i loro prodotti. Abbiamo deciso quindi di creare un portale – gasdotto.it – per semplificare la comunicazione della disponibilità settimanale da parte dei fornitori, ma anche gli ordini dei singoli soci».

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ATTIVATI

Quando chiedo a Roberta come ha conosciuto lei il Gas Savona mi racconta: «Anni fa il Comune di Savona aveva organizzato un evento di partecipazione attiva da parte dei cittadini. Si trattava di due incontri che permettevano a molte persone già attive sul territorio savonese – ognuna con la propria attività, passione e progetto – di conoscersi e confrontarsi. Io stessa, attraverso questi eventi, ho scoperto l’esistenza del Gruppo Acquisti di Savona».

Oggi il gruppo conta circa 80 famiglie associate e 15 fornitori e con i suoi 14 anni di vita, il progetto savonese può vantare di essere tra i gruppi di acquisto più longevi in Italia: in questi anni molti progetti simili sono nati, ma altrettanti sono stati chiusi o hanno modificato la loro tipologia di offerta.

«Non è come fare la spesa al supermercato – spiega Roberta – i prezzi sono fissi per ogni produttore e sono una via di mezzo tra ciò che si spenderebbe tra l’acquisto di prodotti biologici di marca e quelli a basso costo. Ma fa parte della filosofia del gruppo, contro contratti di lavoro poco etici e fornitori non certificati. Ci si dovrebbe sempre chiedere cosa c’è dietro ai pomodori a pochi centesimi al chilo e la risposta è spesso ovvia».

I fornitori
Il gruppo acquisti savonese predilige piccoli produttori locali: in questo modo può garantire alimenti sani, un rapporto diretto tra chi produce i consumatore e vincolando – nella maggior parte dei casi – l’economia al territorio. Ma non sempre è possibile e in questi casi la selezione avviene attraverso il filtro dell’eticità dell’azienda: «Per gli agrumi – racconta Roberta – ci appoggiamo ai fornitori delle terre siciliane di Libera, per quanto riguarda altri prodotti cerchiamo sempre di privilegiare il locale: abbiamo un fornitore di limoni di Varigotti, i formaggi di capra che proponiamo arrivano dalle prime alture della zona, l’olio è anch’esso della zona. Se c’è un socio che è anche produttore, viene incentivato a vendere direttamente agli altri soci in un rapporto diretto: in questo modo viene accorciato ancor di più la filiera».

Gli eventi
Il gruppo inoltre promuove e organizza una serie di eventi, attività e occasioni di incontro, aperte alla comunità, con l’obiettivo di fornire informazioni e aumentare la sensibilità rispetto ad alcuni temi: «Da statuto – mi spiega la presidente – ci siamo dati come principale finalità la sensibilizzazione della cittadinanza verso alcune tematiche che ci stanno maggiormente a cuore: ambiente, riuso, come avere un impatto minimo sul nostro pianeta. Siamo partiti anni fa con i giovedì della decrescita, che erano incontri di un paio di ore organizzati in centro a Savona, all’interno di una libreria cittadina: erano momenti di condivisione di pratiche di riuso, riciclo e autoproduzione. Da allora abbiamo continuato a organizzare momenti di crescita aperti alla cittadinanza e, il più delle volte, gratuiti. Alcuni di questo eventi sono più teorici, come la serata di “Ecologia della parola” con Massimo Angelini, altri invece molto pratici, come la produzione di salsa, i corsi di cucito, o giornate dedicate all’autoproduzione, in cui, in un’occasione, abbiamo avuto anche ospite Lucia Cuffaro».

Educare partendo dalla scuola
Lo scorso anno scolastico, inoltre, il gruppo savonese ha organizzato un “Gruppo scuole”, ovvero dei momenti di formazioni all’interno di scuole superiori, per sensibilizzare i ragazzi e le ragazze adolescenti ai temi di cui si occupa.

Roberta mi spiega: «Riteniamo che la fascia di cittadinanza degli istituti superiori sia importantissima: il futuro sono loro! Cerchiamo quindi di piantare dei piccoli semi anche in queste realtà. Alcuni insegnanti ci hanno appoggiato, quindi abbiamo potuto portare avanti questo progetto all’interno di alcune classi di una scuola superiore tecnica: negli incontri si parlava insieme ai ragazzi di autoproduzione, impronta ecologica, allevamenti intensivi. Partendo da un discorso più economico e globale, ci si confrontava con loro, per comprendere insieme le implicazioni che ciò poteva avere sulla loro realtà quotidiana e su come potessimo tutti noi incidere nel nostro piccolo, per migliorare la situazione. Sono emerse cose davvero interessanti ed è stato bello condurli in questo percorso di assunzione di maggior consapevolezza.

In parallelo abbiamo proiettato anche alcuni film e documentari di approfondimento in un cinema in città: al mattino partecipavano alla visioni le scuole, mentre la sera gli stessi film venivano proiettati gratuitamente per la cittadinanza. Venivano selezionati sia film di denuncia, ma anche racconti di scelta attiva, ovvero storie di come un singolo, attraverso il suo comportamento, avesse modificato il suo modo di vivere e influenzato quello di altri. La serie di eventi in programma negli scorsi mesi è stata fermata dal Covid, ma vogliamo riattivarli per il nuovo anno scolastico appena iniziato».

Fridays for Future
Il gruppo acquisto solidale di Savona supporta, tra le varie realtà territoriali, anche il gruppo dei giovani Fridays for Future, costituto un paio di anni fa. Molti partecipanti sono figli di soci del Gas e vengono riconosciuti come il futuro valoriale dell’associazione e per questo appoggiati e sostenuti.

L’adesione al Movimento per la Decrescita Felice
Otto anni fa la GasSa ha aderito ai valori del Movimento per la Decrescita Felice, ritenendo che la loro esperienza di consumatori “critici” verso il modello di consumo e di economia globale attuale avesse uno sbocco naturale nel promuovere un cambiamento profondo del nostro stile di vita. I soci hanno condiviso dunque la proposta di MDF di mettere in rete le esperienze di chi ha deciso di vivere meglio consumando meno, di incoraggiare rapporti interpersonali basati sulla reciprocità e non sulla competizione, di favorire le tecnologie che riducono l’impronta ecologica, di evitare gli sprechi energetici.

Il Forum savonese
Guardando le locandine degli eventi, mi salta all’occhio che sono molte le associazioni che appoggiano e collaborano in maniera parallela con il gas savonese. «Abbiamo cercato di mettere insieme le varie associazioni del territorio – spiega Roberta – unendo le forze. Sta nascendo proprio in queste settimane un forum savonese, composto dalle varie associazioni già attive a livello locale che vogliono insieme iniziare un dialogo di confronto e crescita collettiva, che parte proprio all’approfondimento di argomenti e temi che hanno in comune. E ne siamo davvero molto felici».

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