23 Feb 2021

“Coltivo lavanda per riscoprire la vita a contatto con la Natura”

Scritto da: Valentina D'Amora

Andrea Calabria ha piantato oltre 2400 piante di lavanda a Sesta Godano, nel cuore della val di Vara, terra del biologico. Così ha aperto l'azienda agricola "I Prati di Venere", in cui coltiva lavanda e altre piante officinali, che hanno dato vita a una piccola linea cosmetica naturale.

“Lavandus” in latino significa letteralmente “che deve essere lavato”, da qui la primaria caratteristica della pianta di lavanda. Anche se fa subito pensare alla Provenza, questo fiore, dal profumo e dal colore inconfondibili, è tipico dei paesi mediterranei e viene impiegato, da sempre, per detergere viso e corpo.

Quella che vi raccontiamo oggi è la storia di Andrea Calabria, un ragazzo di 25 anni. Lui è un giovane imprenditore agricolo di Sesta Godano che ha scelto di lavorare proprio con questa pianta antica, nell’alta val di Vara, dando vita a I prati di Venere. «Questo è un territorio che ha davvero molto da offrire – spiega – e di cui conosciamo solo un infinitesimo delle sue potenzialità». Nonostante la giovane età, Andrea è deciso e sente di aver fatto la scelta giusta. «Qui c’è ancora tanto da scoprire dal punto di vista culturale, delle tradizioni e del territorio stesso, per questo è giusto far conoscere questo patrimonio a più persone possibili».

lavanda prati

Andrea ha avviato l’azienda con la coltivazione di piante officinali: «Ho subito puntato sul fiore esteticamente più bello, la lavanda, piantandone oltre 2400 esemplari, ma in cantiere c’è l’idea di ampliare la gamma aromatica. Ho da poco messo a dimora un centinaio di piante di rosa damascena, da cui estrarre la buonissima acqua profumata». E tra i progetti futuri c’è anche un impianto di menta, ma è in attesa del nullaosta da parte della Regione. Per ora dalla lavorazione della lavanda sta ottenendo un ottimo olio essenziale, grazie al quale è nata una piccola linea cosmetica naturale di qualità.

«Quella a contatto con la terra è una vita meravigliosa, ma non è semplice dal punto di vista della burocrazia, dei cambiamenti climatici e delle conseguenze dell’emergenza sanitaria, che si sono fatte sentire abbondantemente, ma sono comunque molto felice del bel rapporto che si sta creando con i clienti». Chi entra in contatto con i Prati di Venere si affeziona e ritorna, perché si rilassa e non può che apprezzare l’oasi di pace che Andrea è riuscito a creare. In collaborazione con una naturopata, Francesca Nicolini, nella sua tenuta si organizzano ciclicamente giornate di benessere, con massaggi e trattamenti olistici. L’olio essenziale di lavanda dei prati di Venere è diventato protagonista di progetti di aromaterapia che vengono portati avanti nei reparti di neonatologia di alcuni ospedali liguri.

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«Alle donne in dolce attesa e ai bimbi vengono proposti dei “massaggi metamorfici“, che coinvolgono tre parti del corpo: i piedi, su cui si effettuano lievi pressioni e sfregamenti sul riflesso della colonna vertebrale; le mani, dove si agisce sul riflesso della colonna e, infine, la testa». Il motivo è semplice: le zone interessate dal trattamento conservano tutte le memorie della nostra vita fino alla nascita, quindi questo tipo di massaggio è in grado di sboccare eventuali tensioni del periodo prenatale e consente alla vita di “fluire”.

ANDREA CALABRIA copertina

«In azienda abbiamo anche dato vita a un piccolo percorso sensoriale da effettuare scalzi, in cui tutti gli elementi naturali si incrociano: un modo per sentirci più vicini alla terra e anche al nostro essere bambini. I sensi in esplorazione e i piedi nudi rimandano a una dimensione infantile e naturale e poi, il legno, i sassi, l’acqua fredda e calda che, alternate, favoriscono la circolazione, donano sensazioni piacevoli, soprattutto in estate».

E anche se per ora la carriera accademica è stata messa in stand-by, Andrea è orgoglioso del lavoro che sta portando avanti nella sua valle: «Stavo per concludere la facoltà di Scienze del territorio e del paesaggio a Milano, mancavano pochi esami, ma gestire un’azienda agricola comporta troppi impegni e, ora come ora, sto dando priorità al lavoro. Sono certo che a breve riuscirò a ultimare il mio percorso universitario».

Un’esperienza inebriante quella di Andrea, che racconta una storia dove si intrecciano natura, territorio e benessere.

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