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25 Feb 2021

Cosa succede ai bambini? Gli esperti svelano alcuni effetti delle restrizioni

Scritto da: Redazione

Prevenzione, stili di vita più sani, un rapporto più stretto con la famiglia, un uso diverso delle mascherine. Un convegno organizzato da LUMEN aps – ente capofila della Rete Europea SALUS, di cui fa parte anche Italia Che Cambia – ha analizzato l'impatto delle misure restrittive dovute al covid sulla popolazione, in particolare quella dei minori, proponendo delle soluzioni correttive.

Quali precauzioni igieniche adottare, come conoscere lo stile di vita corretto e come arginare le emergenze psicologiche nei più piccoli? Se ne è parlato in occasione del quarto appuntamento del 2° ciclo di “InfoSALUS: incontri informativi su salute, sostenibilità ambientale e sani stili di vita”, iniziati a marzo 2020 e organizzati da LUMEN aps in qualità di ente capofila della Rete Europea SALUS, in collaborazione con l’Ufficio di Rappresentanza del Parlamento Europeo di Milano.

Ha aperto i lavori l’on. Carlo Fidanza, che subito sottolinea il forte bisogno dei cittadini di tornare alla normalità per far ripartire l’economia, ricostruire la socialità e far tornare a scuola bambini e ragazzi. Proprio per tutelare i più giovani, colpiti duramente dalle misure restrittive per contenere la Covid-19, è fondamentale cambiare rotta. Come? Mettendo al centro dell’azione pubblica la promozione della salute attraverso sani stili di vita; una popolazione in salute, infatti, farebbe diminuire la pressione sugli ospedali, già messi a dura prova, e contribuirebbe al contenimento della spesa sanitaria generale.

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Dopo i saluti, la naturopata Milena Simeoni ha spiegato quanto sia importante focalizzarsi sui bambini perché essi saranno gli adulti di domani, coloro che modificheranno in meglio o in peggio la società. I più giovani sono fortemente influenzati dal contesto che li circonda: per quanto riguarda le abitudini alimentari, le manifestazioni emotive comportamentali e sociali, quanto hanno pagato e stanno pagando durante la pandemia?

Il periodo attuale, purtroppo, sta mettendo a dura prova la salute di buona parte della società. Alcuni dati diffusi dal Ministero della Salute, basati su uno studio dell’Ospedale Gaslini di Genova, mettono in luce che l’isolamento a casa, dovuto alle misure restrittive dovute alla Covid-19, ha causato problemi comportamentali e sintomi di regressione nel 65% dei bambini di età minore di 6 anni e nel 71% di quelli di età compresa fra i 6 e i 18 anni. Oltre confine uno studio tedesco ha monitorato la qualità di vita legata alla salute di circa 1600 famiglie con figli di età compresa fra 7 e 17 anni: il livello è passato da un 40% prima della pandemia ad un 15% in un momento successivo, un divario davvero notevole!

A conferma del disagio diffuso, una grande meta-analisi ha valutato l’impatto psicologico e comportamentale delle misure di blocco e di quarantena su bambini e adolescenti, ma anche su chi si occupa di loro, raccogliendo dati relativi ad oltre 22.000 soggetti: essa ha mostrato che il 31% soffre di disattenzione, il 42% di irritabilità, il 34% di ansia e il 42% di depressione. Per quanto riguarda gli adulti, il 52% e 27% dei caregiver ha sviluppato rispettivamente ansia e depressione.

La relatrice ha invitato a riflettere su quali pratiche quotidiane insegniamo ai nostri figli per produrre salute, fisica e psichica. Dieta mediterranea, attività fisica, canto (all’aperto e mantenendo una distanza sicura), pratiche meditative sono alcuni tasselli fondamentali dell’approccio naturopatico per una vita in salute, oggi riconosciuti dalla scienza. Simeoni conclude che, per evitare che le abitudini malsane dei bambini peggiorate in questo periodo diventino un modus vivendi, l’esempio di genitori ed educatori è il primo passo!

Il secondo relatore, dott. Alberto Donzelli, ha toccato il tema delle difese immunitarie, che sono potenziate nei confronti di tutte le infezioni anche dall’attività fisica. Purtroppo in Italia il lockdown è stato associato a una riduzione media quasi del 50% del numero di passi giornalieri. Donzelli sostiene che non bisogna ripetere questo errore con attuali e future misure restrittive, ma salvaguardare il moto, in particolare quello all’aperto: rispettando le distanze bisognerebbe poter fare attività fisica nei parchi cittadini e nei luoghi adeguati.

Altro tema attuale indagato è l’uso della mascherina. L’Agenzia per l’Ambiente della Provincia di Bolzano ha pubblicato in settembre 2020 una ricerca sulla qualità dell’aria respirata e l’uso di dispositivi di copertura di naso e bocca. Quando il soggetto sta seduto senza mascherina re-inspira l’1% della propria anidride carbonica, con mascherina chirurgica il 9%, anche un po’ di più con quella artigianale. La situazione peggiora facendo moto. Uno studio indipendente di esperti del Trentino-Alto Adige ha rilevato che, in base ai parametri per la qualità dell’aria negli edifici scolastici, i soggetti con mascherina superavano sempre la quantità di anidride carbonica considerata igienicamente accettabile dalle linee guida tedesche.

Purtroppo, se un soggetto ha virus o altri germi patogeni in moltiplicazione nelle vie respiratorie, con la maschera re-inala una quota di propri germi che l’espirazione avrebbe fisiologicamente espulso, 15 volte al minuto. Dunque chi sa di essere infetto dovrebbe stare a riposo isolato e con ricambio d’aria, ma indossare la mascherina solo quando interagisce con altri.

Infine il dott. Donzelli ha ricordato che partecipa a un tavolo di lavoro medico-sanitario di “Scuola bene comune” che ha prodotto un documento tecnico sulle strategie di contrasto alla Covid-19 e un appello, con oltre 8000 sottoscrizioni, a modificare le disposizioni di indossare la mascherina ai bambini quando sono seduti al banco, fermo restando un buon ricambio d’aria e un microfono perché l’insegnante non debba alzare la voce (emettendo decine di volte più aerosol).

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