23 Mar 2021

L’arte entra fra le mura del carcere per portare bellezza e speranza

Scritto da: Valentina D'Amora

Cosa resta del lavoro creativo dei detenuti della Casa Circondariale della Spezia partecipanti ai vari laboratori (recitazione, drammaturgia, scenografia, scenotecnica, fonica) del progetto “Per Aspera ad Astra"? Un film per non cancellare il valore umano dell’impegno di tutti i ragazzi coinvolti e per non lasciar volare via quei granelli di polvere che la vita e l’arte depositano su ogni cosa.

La Spezia - Cos’è l’arte? Trovare una definizione univoca non è semplice, perché ogni processo creativo ha origine da una primordiale intuizione che è il “pensare” l’opera stessa. Il sentire l’arte, il percepirla dentro di sé come essenza viva e necessaria all’esistenza implicano sempre uno slancio etico, estetico e spirituale. Il tutto è quindi estremamente soggettivo. Quando però questa apertura viene traslata all’interno di un luogo serrato per definizione, come il carcere, l’atto creativo, qualsiasi esso sia, racchiude intrinsecamente un fondamentale elemento universale: la liberazione. Era Schopenhauer a sostenere che “l’intuizione estetica è sempre una liberazione, sia pure temporanea. In quel momento ci è possibile raggiungere quella pace che sempre cerchiamo e che la volontà c’impedisce di raggiungere”.

Sottile, poetico, corale e frammentato, “Ciò che resta – appunti dalla polvere” è il mediometraggio che racconta il percorso teatrale realizzato da venticinque detenuti all’interno della casa circondariale di La Spezia tra il 2019 e il 2020. Avrebbero dovuto incontrare il pubblico “fuori”, in uno spettacolo teatrale alla fine del percorso la scorsa estate, ma la situazione sanitaria ha fermato tutto. Dal percorso creativo però è stato realizzato questo film, della durata di 35 minuti. Il progetto, che entra ora nel suo terzo anno di attività, è inserito nell’ambito di “Per Aspera ad Astra – Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza” ed è un’esperienza nazionale capace di proporre una risposta vera a quanto viene definito dall’art. 27 – comma 3 della Costituzione, in merito alla funzione rieducativa della pena.

cio che resta ridim

La costellazione di Fondazioni bancarie e di associazioni sul territorio legate dal progetto esprime non solo la grande importanza di un’attività risocializzante come quella teatrale, ma un anelito d’arte a cui è opportuno dare voce e che in Liguria è reso concreto grazie alla Fondazione Carispezia, in collaborazione con la casa circondariale spezzina. «Con la passione dell’associazione Gli Scarti – afferma Andrea Corradino, presidente della Fondazione Carispezia – possiamo portare avanti questa esperienza nazionale anche sul nostro territorio. La cultura e la bellezza del teatro offrono ai detenuti un’occasione di riscatto personale e di formazione professionale e, allo stesso tempo, creano un dialogo tra “dentro” e “fuori”, che può aiutare a ridurre le distanze tra questi due mondi apparentemente separati e a scardinare pregiudizi e paure».

E i ragazzi coinvolti hanno tutti dimostrato entusiasmo e vivo interesse a frequentare il laboratorio teatrale, un sincero spiraglio di luce in questi mesi di chiusura, per loro ancora più totale. «Nell’epoca dei teatri chiusi e della pandemia – spiega Andrea Cerri, presidente de Gli Scarti – questo lavoro ha assunto, per noi che da anni ci impegniamo in progetti di “teatro di comunità” in contesti di marginalità sociale, significati ulteriori e ci ha condotto a nuove modalità di relazione e di lavoro, come quella di sperimentare il linguaggio cinematografico».

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Ti interessa questo articolo? Aiutaci a costruirne di nuovi!

Dal 2013 raccontiamo, mappiamo e mettiamo in rete chi si attiva per cambiare l’Italia, in una direzione di maggiore sostenibilità ed equità economica, sociale, ambientale e culturale. 

Lo facciamo grazie al contributo dei nostri lettori. Se ritieni che il nostro lavoro sia importante, aiutaci a costruire e diffondere un’informazione sempre più approfondita.

Non resta allora che guardare il film, con in mente una riflessione: che cosa c’è di più lieve e sottile della polvere?

“Per Aspera ad Astra” è un progetto promosso da Acri (l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria) e sostenuto da Fondazione Cariplo, Fondazione Carispezia, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Con il Sud, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione di Sardegna.

Articoli simili
Un viaggio intorno al mondo con Steve McCurry

Human, un ritratto del genere umano

AttivAree al Giffoni Film Festival: "I giovani siano protagonisti dei loro territori"

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Famiglie, relazioni, sesso: ne abbiamo parlato insieme

|

Refugees Welcome: storia di una famiglia e di un giovane che ha ritrovato la speranza

|

In bici da Torino a Milano: la carovana di Extinction Rebellion verso la preCOP26

|

IT.A.CÀ sbarca in Ogliastra per raccontare una delle provincie meno inquinate d’Europa

|

“Facciamo girare l’olio”: economia circolare a sostegno delle donne vittime di violenza

|

Famiglie, relazioni, sesso: cosa succede in Italia

|

Aumento delle bollette 2021: cosa c’è dietro ai rincari dei prezzi di gas ed energia?