4 Mar 2021

TuttiConnessi, la raccolta solidale che rigenera e dona PC agli studenti

Scritto da: Lorena Di Maria

Con l’emergenza sanitaria in corso e la chiusura delle scuole, nel marzo 2020 è nato a Torino il progetto “TuttiConnessi”, per raccogliere e rigenerare computer portatili, tablet o smartphone che vengono donati agli studenti e alle studentesse in difficoltà. Il progetto nasce per promuovere la solidarietà sociale e l’economia circolare, permettendo a tutte e tutti di avere pari diritti nell’accesso all’istruzione.

Torino - Ultimamente e sempre più di frequente sentiamo parlare di “digital divide”. Come ci fa ben intendere il nome, si tratta del cosiddetto “divario digitale” tra coloro che hanno un accesso adeguato a internet e alle tecnologie dell’informazione e chi invece, in modo parziale o totale, ne è escluso. Non si tratta esclusivamente di un divario digitale: la sua natura è anche sociale, economica e culturale e non fa che aumentare disuguaglianze, disparità e forme di esclusione.

Da questo presupposto nasce “TuttiConnessi”, un progetto di sostegno alla scuola che nasce a Torino, ma che si sta sviluppando anche a Roma e Genova, per rispondere a un’esigenza attuale legata alle difficoltà imposte dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Così offre un supporto concreto alla didattica, per permettere a tutti gli studenti di accedere alle lezioni e agli strumenti didattici digitali, che sono fondamentali ora e saranno sempre più importanti in futuro.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra le diverse associazioni torinesi SYXTékhnéInformatici Senza Frontiere e MuPIN – Museo Piemontese dell’informatica che insieme si sono domandate come offrire oggi un contributo concreto, ma anche e soprattutto per guardare al futuro e avviare un progetto replicabile e scalabile che risponda in modo incisivo al problema del digital divide e alle nuove sfide che il mondo dell’istruzione si troverà ad affrontare.

Per questo Tutticonnessi è anche un progetto di solidarietà sociale e sostenibilità ambientale che promuove il riutilizzo e la rigenerazione di apparecchi elettronici come computer portatili, tablet o smartphone, di qualsiasi marca e tipologia, purché funzionanti e sufficientemente recenti. Un progetto, insomma, all’insegna dell’economia circolare, che ci dimostra che il riuso e la riparazione, unite a un’azione solidale, hanno un potere enorme.

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Come funziona? Per offrire un supporto effettivo alla didattica, il progetto ha avviato una raccolta di apparecchi informatici inutilizzati da privati e aziende che li donano a chi ne ha bisogno. Questi saranno rigenerati e consegnati da parte dei volontari alle famiglie degli studenti che ne hanno precedentemente fatto richiesta sulla piattaforma. Per garantire l’accesso ai dispositivi donati secondo le diverse priorità e i bisogni, il progetto sta coinvolgendo i docenti, affinché possano raccogliere le segnalazioni degli studenti e inviarle ai volontari di TuttiConnessi, attraverso la piattaforma dedicata.

L’emergenza Covid ci ha messi di fronte a diseguaglianze come mai era avvenuto fino ad ora. Secondo uno studio di Unicef dal nome “Learning at a distance”, sono almeno tre milioni gli studenti che in Italia non sono stati coinvolti nella didattica a distanza a causa della mancanza di connessione internet o di dispositivi adeguati.

Lo studio analizza il cambiamento nell’accesso e nell’uso delle tecnologie digitali dei bambini e ragazzi durante la pandemia mettendo in evidenza come le disuguaglianze esistenti possano diminuire le opportunità offerte dalla didattica a distanza e su come questa possa essere garantita in futuro. Secondo la ricerca il 27% dei genitori ha riferito di non possedere sufficienti dispositivi digitali durante il lockdown per garantire ai propri figli l’apprendimento in remoto.

Per chi volesse contribuire, i gruppi attivi del progetto TuttiConnessi sono alla ricerca di nuovi volontari che possano contribuire alle attività di raccolta, consegna e rigenerazione dei dispositivi. Per mettersi in contatto è possibile compilare il form per aderire nella città di Torino, Roma e Genova.

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