16 Lug 2021

Fabiana: “Con Serendipity offro il mio contributo per un mondo plastic free”

Scritto da: Elena Rasia

Il coraggio e l'entusiasmo di una giovane che ha mollato una vita e un lavoro sicuri per dare il proprio contributo alla riduzione dell'impatto ambientale dei nostri consumi. Ecco la storia di Fabiana, fondatrice di un negozio di prodotti plastic free, ecologici e alla spina.

«Mollare il lavoro a tempo indeterminato non è stata una scelta facile: mi occupavo della parte digital in azienda, l’ambiente era giovane, ma nella mia testa c’erano altri progetti, altri sogni. Avevo in mente di creare uno spazio virtuale in cui potessi parlare di prodotti che non fossero legati a un consumo compulsivo e immediato, ma che fossero un risultato di scelte consapevoli, che non danneggiassero il pianeta».

È così che Fabiana Cakilli, 32 anni, brianzola DOC, mi racconta di Serendipity, un progetto che nasce all’esigenza di fare qualcosa di concreto per contrastare l’inquinamento da plastica usa e getta, un problema a dir poco dilagante. Un’idea carica di sfida e di coraggio che racchiude e racconta un mondo bello e buono. In pratica si tratta di un e-commerce di prodotti 100% plastic free, che vende alternative alla plastica monouso nella vita quotidiana. Ci facciamo raccontare meglio da lei la storia e la filosofia del suo progetto.

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Com’è nato tutto?

Il mio sogno era quello di realizzare uno spazio in cui la gente potesse conoscere prodotti nuovi, organici, ma senza packaging e soprattutto potesse acquistarli, ricevendoli in un pacco senza imballaggi in plastica o incarti superflui. Rimuginavo su queste idee da mesi, ma non avevo ancora realizzato che avrei potuto mettere in piedi tutto. Mi sembrava troppo grande come progetto e gestirlo da sola mi spaventava un po’. Ma davvero il supporto (morale e concreto, nel montare scaffali e altre attività) della mia famiglia è stato fondamentale, senza di esso non avrei mosso un passo.

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Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

La famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la visione di alcuni documentari su Netflix, in particolare “A Plastic Ocean”: tantissimi animali marini e uccelli che morivano per colpa del comportamento dell’uomo. Sono rimasta scioccata quando ho visto come le tartarughe soffocavano a causa dei sacchetti di plastica o come interi ecosistemi venivano distrutti dall’accumulo di rifiuti su spiagge un tempo paradisiache. Non potevo accettare tutto questo, non potevo continuare ad andare per la mia strada senza far niente. Non sarebbe bastato cambiare abitudini di consumo come singolo e renderle più sostenibili per il pianeta. Dovevo fare di più. Un anno dopo, la consapevolezza di quello che potevo creare ha raggiunto il suo apice e ho trovato il coraggio di mollare il lavoro sicuro e gettarmi in quest’avventura.

Com’è strutturato Serendipity?

Il progetto e lo shop Serendipity nascono per il bisogno di condividere con gli altri una strada più sostenibile, seguendo la serendipità: imbattersi in qualcosa che non si sta cercando, ma che si rivela la scelta giusta, il destino da inseguire. Nel negozio online si possono trovare prodotti alternativi alla plastica usa e getta per vari ambiti: bagno, cucina, viaggi, pulizie, bambini, regali ed in ogni categoria è possibile trovare il sostituto naturale e plastic free all’accessorio che usiamo nel quotidiano. Shampoo solido, dentifricio in crema in barattoli di vetro o in pastiglia, detersivo solido per i piatti, spugne in luffa, cannucce di bambù e di metallo.

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Come l’ecologia e questo progetto hanno cambiato la tua vita?

Il progetto Serendipity mi ha permesso di credere nuovamente in me stessa, negli altri e nelle capacità che ognuno di noi ha di cambiare realmente la propria strada e le proprie abitudini. Sembra che quando si impara qualcosa, la si interiorizza per sempre e non si possa mettere in discussione, ma è così che cominciamo ad appassire. L’ideale sarebbe metterci in gioco su qualsiasi argomento, farci domande (anche scomode), informarci su quello che non conosciamo a fondo e non abbatterci se non troviamo risposte o se falliamo nel cambiare qualcosa. Non c’è un vero fallimento, è tutto un percorso di sperimentazione, di mattoncini da impilare, e se qualcuno di questi cade pazienza, ci si costruisce intorno oppure si inizia da un’altra parte.

In che modo la tua community familiare e social ti hanno aiutata in questo percorso?

Cerco di ritrasmettere l’entusiasmo e la positività che loro trasmettono per creare davvero un ambiente di cambiamento ottimista e senza colpevolizzazioni. Tutti possono fare la differenza nel proprio piccolo e l’energia che ci mettono è davvero contagiosa. Si cambia con l’esempio delle altre persone, senza terrorizzare nessuno. Si cambia tutti insieme, si cade e ci si rialza, sempre cercando di comprendere che ognuno ha un livello di consapevolezza diverso. In quest’ultimo anno ho notato che sempre più persone si sentono coinvolte in questo clima di cambiamento di abitudini e cercano davvero di apportare delle modifiche importanti ai propri consumi.

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Che suggerimenti daresti per chi vuole avvicinarsi al plastic free nel quotidiano?

Il primo passo è sempre quello della consapevolezza di voler cambiare abitudini piano piano, perché ci si è informati da fonti attendibili e si è arrivati alla conclusione che si può agire concretamente. Se sono arrivati sui miei canali, allora hanno già sviluppato un interesse verso questo universo eco-compatibile e sicuramente sono pronti a fare il salto. Ognuno può fare la differenza, ogni persona può avviare dei cambiamenti nella propria routine quotidiana e farà la differenza per il mondo. In senso pratico, si può quindi iniziare a usare la saponetta al posto del sapone liquido; oppure cominciare a rifiutare le borse della spesa al supermercato perché se ne ha una riutilizzabile con sé. Si può cominciare a bere da una borraccia e poi passare a usare cannucce di metallo o bambù al posto di quelle monouso. La trasformazione graduale è importante e non si è mai soli in questo percorso. Tramite il blog e l’account Instagram di Serendipity si sta creando uno scambio importante tra le persone con cui ci si confronta e si dialoga attorno all’adozione di prodotti plastic free. Ci si dà consigli e cerco di offrire ogni giorno nuovi spunti per cambiare abitudini o meglio per tornare a quelle dei nostri nonni, che la plastica usa e getta non sapevano nemmeno cosa fosse. Il mio shop permette a tutti di accedere a questa tipologia di prodotti (sia per la possibilità di riceverli a casa sia per i prezzi accessibili) e, piano piano, di diminuire il proprio impatto.

Progetti futuri?

Per ora ci sono progetti di divulgazione e sensibilizzazione sui canali social e sul blog dello shop, con il coinvolgimento di esperti e green influencer. A settembre dovremmo riuscire a organizzare una pulizia spiagge o sul territorio di Milano con alcune associazioni. E poi chissà, tutto cambia velocemente: sono contenta che Serendipity faccia parte di questa piccola rivoluzione gentile. Stiamo andando nella giusta direzione e anche se la strada è lunga sono sicura che ne usciremo tutti migliori… e anche il Pianeta ringrazierà!

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