24 Nov 2021

“Affido gratuitamente il mio frutteto”: la storia di Monica e delle sue Terre Abbandonate

A Biella c’è un terreno incolto chiamato Casaccia: la sua proprietaria Monica Rita Rey, motivata dal forte valore affettivo, ha deciso di metterlo a disposizione di una persona che voglia occuparsene, in modo da dargli nuova vita. Così si è affidata al progetto Terre Abbandonate, che da anni mette in contatto i proprietari di terreni incolti con chi è interessato a coltivare un appezzamento ma non ne ha a disposizione: proprio in questo modo rende nuovamente produttivi spazi inutilizzati, creando nuovi legami sociali.

Biella - Mettere in contatto i proprietari di terreni incolti con chi è interessato a coltivare un appezzamento, ma non lo ha a disposizione: è questo l’obiettivo di Terre AbbanDonate, ideato dell’associazione Let Eat Bi, di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo e che oggi vi riproponiamo per riportarvi una delle numerose testimonianze di questo innovativo progetto.

Terre Abbandonate
Foto di archivio tratta dal sito di Terre AbbanDonate

Chi trova un terreno trova un tesoro

Per chi ancora non lo conoscesse, il progetto Terre AbbanDonate intende rendere il territorio biellese luogo della sperimentazione di buone pratiche di partecipazione e condivisione. E lo fa restituendo ai terreni incolti presenti sul territorio biellese la loro vocazione agricola, favorendo lo scambio e il dialogo tra gli abitanti e tentando inoltre di arginare episodi di abbandono e degrado del paesaggio rurale. La sua piattaforma è pensata per raccogliere una mappatura dei terreni abbandonati disponibili per metterli in connessione con i coltivatori interessati ad “adottare” un appezzamento inutilizzato.

Dal 2015, anno in cui è partita l’iniziativa, sempre più terreni e aspiranti agricoltori hanno aderito al servizio usufruendo del portale web dedicato. Proprio in questo modo l’associazione ha contribuito a stimolare il recupero delle tradizioni e quel senso di appartenenza ad una comunità fondato sull’aiuto reciproco.

Una testimonianza: la storia di Monica e dell’area Casaccia

Di recente, un nuovo spazio è disponibile nel catasto: si tratta di un terreno di Ronco Biellese, chiamato Casaccia. L’area, di circa 1500 metri quadrati, presenta non solo una parte recintata e un frutteto, ma anche un pozzo utilizzabile dove si può raccogliere acqua piovana e un capanno degli attrezzi che è possibile ristrutturare. Per quanto concerne la distanza dal parcheggio, in auto si può arrivare percorrendo una strada carrabile e posteggiare a 5 minuti a piedi dall’appezzamento.

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Monica Rita Rey, proprietaria dell’area Casaccia, ha messo in luce la storia di questo spazio: «Il terreno apparteneva a mio nonno Alessandro, che se ne è sempre preso cura. Questo luogo è sempre stato un punto di riferimento per lui e io stessa vi ho passato molto tempo della mia infanzia in sua compagnia. Ora vorrei che il terreno tornasse a vivere come una volta, perché non voglio che il suo sapere e le sue energie vadano perse. Cerco quindi qualcuno che desideri occuparsene».

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Foto di archivio tratta dal sito di Terre AbbanDonate

Quel desiderio di far ritornare il terreno come una volta

La varietà di frutta che un tempo offriva il terreno era significativa, tra mele, pesche, piante di ribes, fichi e cachi. Non solo: «Mio nonno – ha aggiunto Monica – aveva destinato una parte dell’area da utilizzare come vigna e nello terreno c’è un grande spiazzo dove è possibile coltivare anche la verdura».

Attualmente il terreno necessita di cure e impegno per tornare in condizioni ottimali, ma fino a due anni fa era stato utilizzato da vari soggetti. «Basterebbe tagliare l’erba e prendersi cura del suolo – ha specificato – per farlo tornare com’era una volta. Lo spazio inoltre potrebbe essere usato non solo per curare un orto, ma anche come luogo ricreativo, dove organizzare grigliate in famiglia o in amicizia o semplicemente rilassarsi in estate».

Monica Rita è disponibile a mostrare l’appezzamento, che potrà essere gestito gratuitamente da chi si prenderà l’impegno: «Non sono interessata al lato economico – conclude la proprietaria -, ma solo a far rinascere quel luogo ricco di ricordi».

Per maggiori informazioni è possibile contattare il progetto alla mail terreabbandonate@gmail.com.

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