4 Apr 2022

Prendersi cura della montagna: nasce la Cooperativa di Comunità Pratomagno

Scritto da: Benedetta Torsello

Per contrastare lo spopolamento dei borghi montani e recuperare terreni agricoli e boschivi in stato di abbandono, un gruppo di imprenditori e cittadini ha dato vita alla Cooperativa di Comunità Pratomagno. Ritornare ad abitare la montagna in modo consapevole, facendo rete con le piccole realtà locali, è l’unico modo per preservare il territorio e la sua bellezza

Torniamo sul Pratomagno, in Toscana, per raccontarvi come questo territorio stia rinascendo grazie alle cure dei suoi abitanti, vecchi e nuovi. C’è chi conosce questa montagna sin da bambino e tramanda da generazioni le tradizioni del territorio; e chi invece l’ha scelta per viverci. A ridosso della dorsale appenninica, nella provincia di Arezzo, il massiccio del Pratomagno fa da spartiacque tra il Valdarno Superiore e il Casentino. L’ampio crinale, a cui deve il suo nome, raggiunge nel suo punto più alto i 1590 metri sul livello del mare, dove un’imponente croce in ferro alta diciannove metri resiste al tempo e allo sferzare della tramontana.

Nonostante in molti abbiano scelto di ripopolare i borghi incastonati sulle pendici del Pratomagno, avviare imprese agricole e riaprire vecchie botteghe, il paesaggio conserva a tratti i segni di un lungo abbandono. «Ci siamo resi conto che da soli si fa ben poco e per questo lo scorso settembre abbiamo deciso, con imprenditori locali e privati cittadini, di costituire una Cooperativa di Comunità», spiega Lara Lapi, presidente della Cooperativa di Comunità Pratomagno e socia dell’azienda agricola e fattoria didattica Il Bosco Magico.  

Lara ha deciso recentemente di lasciare il suo lavoro in ufficio per dedicarsi assieme a Claudio a un antico castagneto. Oggi la loro azienda, Il Bosco Magico, è tra i tredici soci fondatori della Cooperativa di Comunità Pratomagno. Insieme a loro si sono uniti al progetto altri imprenditori agricoli, guide ambientali, piccoli commercianti e aziende del posto specializzate nella trasformazione dei prodotti locali.

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DIVENTARE CUSTODI DELLA MONTAGNA PER CONTRASTARE L’ABBANDONO

«Ascoltare i bisogni di questa montagna – racconta Lara – ci ha spinto a unirci come comunità e a collaborare». Il principale obiettivo per cui è nata la cooperativa, sebbene richieda molti anni, è proprio quello di recuperare terreni agricoli incolti e boschi abbandonati: «L’idea – chiarisce Lara – è di censirli e mettere in contatto i proprietari dei terreni e le aziende che li prenderanno in gestione, avvalendosi della collaborazione dell’Unione dei Comuni del Pratomagno».

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Dal 2013 i nostri contenuti sono gratuiti grazie ai nostri lettori che ogni giorno sostengono il nostro lavoro. Non vogliamo far pagare i protagonisti delle nostre storie e i progetti che mappiamo. Vogliamo che tutti possano trovare ispirazione nei nostri articoli e attivarsi per il cambiamento.

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Molti dei castagneti sul Pratomagno sono stati abbandonati. Il rischio è di perdere col tempo varietà di castagne uniche, tipiche di questo territorio. «Quello che si può fare oggi è rinnestare i castagni esistenti e un giorno magari creare un vivaio di castagni da frutto», prosegue Lara. Molto spesso la produzione non riesce a soddisfare la domanda di farina di castagne, perché i boschi in cui poterle raccogliere sono pochi. Recuperare queste aree boschive, quindi, è un bene anche per l’economia locale».

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TURISMO RESPONSABILE PER RISCOPRIRE IL PRATOMAGNO

Costellato di piccoli borghi e frazioni montane, il Pratomagno è tutto da scoprire a piedi o in bicicletta. Questo territorio vanta circa 314 chilometri di sentieri, purtroppo non tutti accessibili. «Quarant’anni fa era un piacere camminare per questa montagna. La gestione dei sentieri era comunale, oggi la burocrazia ha complicato le cose e, ahimè, molti sentieri sono stati abbandonati», racconta Lara.

Tra gli obiettivi della Cooperativa di Comunità Pratomagno vi è quello di ripristinare molti di questi sentieri e incoraggiare un turismo lento e responsabile. «Da noi – prosegue Lara – è possibile raggiungere i diversi borghi nell’arco di una stessa giornata. Ecco perché vorremmo ripulire alcuni sentieri e riaprire le botteghe e le piccole attività delle frazioni montane».

Ascoltare i bisogni di questa montagna ci ha spinto a unirci come comunità e a collaborare

A questo scopo a maggio verrà inaugurato l’ostello alla Trappola (frazione di Loro Ciuffenna), gestito proprio dalla cooperativa. Ospitato in un antico casale in pietra completamente ristrutturato, l’ostello si colloca all’imbocco di diversi sentieri da percorrere a piedi o in bicicletta, «il luogo ideale da cui partire per scoprire le bellezze del Pratomagno», racconta Lara.

A SPASSO TRA BORGHI E BOSCHI: IL PASSAPORTO DEL PRATOMAGNO

Nell’ambito delle iniziative della cooperativa di comunità si segnala quella del Passaporto del Pratomagno, un libricino con immagini e didascalie dei luoghi più iconici del territorio. L’azienda Il Bosco Magico ha posizionato venti casine in legno in borghi, frazioni e luoghi di interesse. In ognuna di queste si trova un timbrino da raccogliere nel proprio passaporto. «Un modo per coinvolgere i più piccoli e le famiglie – conclude Lara – perché imparino sin da subito ad amare e custodire questi luoghi».

Sulle pendici del Pratomagno, tra borghi e antichi boschi, la montagna torna finalmente a essere abitata e protetta dalla sua giovane comunità: un segno che fa ben sperare, sebbene ci vorrà del tempo e l’impegno di tutti. 

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