23 Mag 2022

Abitare insieme: dal buon vicinato alla comunità solidale, impariamo a vivere con altre persone

Scritto da: Redazione

In partenza il nuovo corso di Scuola Capitale Sociale rivolto a tutti coloro che – per lavoro, volontariato o per scelta di vita – desiderano apprendere buone pratiche di convivenza e di coabitazione. Fra i numerosi ospiti e testimoni di questa scelta di vita ci saremo anche noi di Italia Che Cambia.

Le persistenti crisi socio-economiche degli ultimi dieci anni, pandemia da Covid-19 fra tutte, hanno profondamente modificato i bisogni e le urgenze in fatto di abitare. I prolungati lockdown, la diffusione di nuove forme di lavoro a distanza, il costante impoverimento dei redditi familiari e, non ultimo, l’impennata dei costi energetici per il consumo domestico, hanno imposto una rivalutazione delle varie possibilità offerte dall’abitare insieme.

L’isolamento da quarantena, ad esempio, ha avuto un impatto così rilevante sulla vita quotidiana degli italiani che già a fine 2020, in un’indagine sul mercato immobiliare, il 43% degli intervistati sosteneva di essere disposto a prendere in considerazione l’opzione di vivere in co-housing. «Ci troviamo di fronte a una crisi senza precedenti – commentava sul tema Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – che inevitabilmente comporterà un cambiamento nel modo di percepire l’abitazione da parte delle persone, accentuando tutte quelle tendenze verso il green, la sostenibilità o lo smart living che erano già in fase di sviluppo».

A distanza di due anni di pandemia e nell’orizzonte di una nuova crisi politica internazionale, questa previsione sembra aver trovato adeguato riscontro, soprattutto fra le nuove generazioni. Secondo una recente ricerca infatti, oltre il 60% dei giovani sarebbe favorevole a cimentarsi in un’esperienza di co-living – ovvero condivisione della stessa abitazione –, con il doppio beneficio di contenere le spese e trovare nuovi spazi sociali di convivialità e condivisione.

cohousing2

Un trend che interessa naturalmente anche il composito mondo degli ecovillaggi, ovvero tutte quelle comunità di persone costituitesi fuori dalle aree urbane e accomunate dalla scelta di adottare uno stile di vita equo e sostenibile. Si tratta di realtà che compongono uno scenario molto variegato ma in rapidissima crescita, tanto da imporsi nell’agenda politica delle istituzioni con un’apposita proposta di legge per il loro riconoscimento nella forma di Comunità Intenzionali.

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Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

Dunque, co-housing, co-living, ecovillaggi, ma anche comunità e condomini solidali: ciò che accomuna queste esperienze sembra essere la ricerca di un nuovo stile di vita capace di intercettare e soddisfare le mutevoli e complesse esigenze della società contemporanea. Ma cosa significa in concreto condividere la propria abitazione con altre persone? Quali sono i rischi e i benefici di questo tipo di scelta? E come prepararsi per rendere il vivere assieme un’esperienza davvero arricchente e fruttuosa?

È proprio per rispondere a queste domande che partirà, nel mese di giugno, il nuovo corso di Scuola Capitale Sociale dal titolo Abitare insieme. Visioni, esperienze e pratiche condivise per imparare a vivere con altre persone: dal buon vicinato alla comunità solidale. Il corso – composto di due moduli online (1 e 8 giugno) e di un weekend esperienziale sulle colline del Mugello presso la comunità dell’Aia Santa (17, 18 e 19 giugno) – sarà animato e gestito da Ugo Biggeri (associazione Le Case) e da Gerardo de Luzenberger (facilitatore ed esperto di interazione di qualità).

Durante le lezioni i partecipanti avranno modo di indagare e approfondire i principali aspetti legati al vivere condiviso, dalle motivazioni personali all’elaborazione di progetti comuni, dalla comunicazione ecologica alle tecniche di mediazione per la risoluzione dei conflitti. Ogni modulo didattico avrà un taglio fortemente pratico e applicativo e sarà arricchito dalle testimonianze dirette di persone e organizzazioni attivamente coinvolte in esperienze di coabitazione.

Oltre il 60% dei giovani sarebbe favorevole a cimentarsi in un’esperienza di co-living, ovvero condivisione della stessa abitazione

Fra esse si annoverano Italia Che Cambia, testata giornalistica impegnata a raccontare, mappare e agevolare tutte le realtà che provano a cambiare il nostro Paese in una direzione più sostenibile; Genny Carraro,  facilitatrice esperta in comunità e organizzazioni, ex-coordinatrice generale della Rete Europea degli Ecovillaggi, co-creatrice del programma CLIPS e co-fondatrice della Scuola Arte del Processo e Democrazia Profonda; Bernardo Cumbo, viaggiatore, divulgatore, blogger e youtuber con esperienza di coabitazione in ecovillagio; Tertulia Farm, spazio comunitario di coliving e coworking attivo in Toscana.

Il corso è rivolto a tutti coloro che sono attratti dalle possibilità offerte dalla coabitazione e vorrebbero incominciare a praticarla; a chi, per motivazioni personali o di solidarietà, ha già adottato questo stile di vita e vorrebbe apprendere buone pratiche di convivenza; a chiunque desideri approfondire l’esperienza dell’abitare condiviso. 

Per maggiori informazioni, è possibile consultare la pagina web del corso o scrivere a segreteria@scuolacapitalesociale.it.

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