20 Giu 2022

La casa di canapa di Eva e Aronne, un hub contenitore per ricerche, sperimentazioni e idee sostenibili

Esistono molti esempi di soluzioni abitative realizzate con diverse tecniche e materie prime. A Spartà, in provincia di Messina, Eva e Aronne hanno costruito la loro casa con terra cruda, paglia, calce e canapulo. La casa di canapa è diventata anche un hub per vari progetti legati alla permacultura, alla sostenibilità, alle sementi, all’autoproduzione e alla biodiversità.

Messina - Fare ecosistema con la natura circostante. Nasce con questa idea a Spartà, in provincia di Messina, la casa di canapa di Eva Polare e Aronne Musumeci, da sempre alla ricerca di soluzioni alternative per un mondo più sostenibile. Anni prima Aronne, mentre era in Venezuela, si era già appassionato alla bioedilizia, mentre Eva, in Inghilterra, alla bioprogettazione e ai semi. La permacultura ha permesso loro di realizzare una sintesi tra la parte più “ragionata” e progettuale e quella più sottile, che loro definiscono “l’energia animica” dei luoghi. Visione che permette di creare un ecosistema basato su modelli che funzionano e che riescono ad autosostenersi, dal giardino, all’orto, per arrivare alle macrostrutture sociali e di vita.

«L’idea di una casa di canapa mi è venuta circa tre anni fa, poi ho conosciuto Aronne che si è inserito in modo naturale nel progetto, essendo già avviato nella bioedilizia da almeno un decennio. Io invece, da autodidatta, studio le piante da dieci anni non tanto da un punto di vista erboristico, ma nel loro ruolo all’interno dell’ecosistema, a livello alimentare. Io sono per la contaminazione, che è evoluzione: incastrare piante, provenienti anche da luoghi diversi, che riescono ad adattarsi al microclima nostrano senza che richiedano troppo lavoro», racconta Eva.

casa di canapa

La Casa di canapa – Bioedilizia in Sicilia è diventata un hub, un centro visitato da molte persone, un luogo di ispirazione per tutti coloro che vogliono realizzare costruzioni di questo tipo. Per Eva, ad esempio, è stata fonte di ispirazione la Casa di paglia, un luogo confortevole e vivibile ai piedi dell’Etna, realizzata nonostante le difficoltà e le restrizioni burocratiche che il sistema Italia presenta.

La casa di Eva e Aronne è ancorata con travi di larice su fondazioni a gabbioni metallici collaboranti con il pietrame. Lo scheletro in legno lamellare si sviluppa su tre elevazioni. La costruzione presenta diverse tecniche e usa diversi materiali, tra questi terra cruda e paglia e calce e canapulo, lo stelo della canapa, da cui prende il nome la casa.

«Io non voglio tornare al passato, mi piace applicare le tecnologie contemporanee per procedere verso il futuro con un approccio sostenibile. Questo progetto nasce con l’idea di mostrare soluzioni alternative a livello abitativo ed energetico: riciclo di acque grigie, compost toilet per nutrire la food forest, un ecosistema nel vero stile di una progettazione in permacultura, che non si limita all’orto sinergico. La nostra casa è un ecosistema in cui si sono integrati i nostri rispettivi progetti», continua Eva.

Nel 2013 ha dato vita al progetto Sementi Indipendenti, un progetto di salvaguardia delle sementi di orto con un focus sulle varietà antiche siciliane. Indispensabile, dal suo punto di vista, considerando gli effetti del cambiamento climatico e delle relative contaminazioni. Secondo Eva la sostenibilità non sempre passa attraverso la riproduzione delle sementi: molti progetti infatti ci arrivano dopo avere dato spazio ad altre priorità.

La casa di canapa è nata anche con l’intento di realizzare dal basso una banca dei semi autoregolata. In una prima fase l’obiettivo era “spacciare” semi naturali da orto e divulgare informazioni sulla situazione internazionale legata alla monopolizzazione dei semi. Tra pandemia e pochi scambi in piazza limitati dal Covid le specie conservate sono circa 50. Nel corso di quest’ultimo anno Eva ha riprodotto più di un chilo di piselli Napoli, una varietà molto antica, e un chilo di taccole.

casa di canapa 13

«Ho avviato l’orto da riproduzione per poter garantire ciò che distribuisco: non sempre infatti i semi che ricevo hanno garanzie di qualità e le informazioni scambiate non combaciano con quanto avviene durante la riproduzione. Non tutti hanno un metodo. A me piace documentare le fasi di ogni seme. Alla casa di canapa ci occupiamo più della riproduzione delle sementi che della produzione di cibo, oltre alla rigenerazione dei suoli. Partire dai semi richiede molto tempo. La banca va avanti, gli scambi continuano su Messina e Milazzo. Questa estate abbiamo in programma anche degli incontri sulla salvaguardia delle sementi e sulla bioedilizia per continuare un percorso incentrato sull’educazione che è il nostro punto forte».

A seguito del Covid in tanti hanno chiesto a Eva una scorta di semi per una nuova eventuale emergenza, ma non tutti sono capaci di riprodurre semi. Sono in pochi ad avere una tradizione contadina alle spalle. Serve avere molta pazienza: un seme che cresce in uno stesso terreno di anno in anno migliora. Dopo sette anni crea un ecotipo.

Siamo abituati al take away, compriamo qualsiasi cosa pronta, anche le piantine. Sono in pochi a rendersi conto della ciclicità necessaria. Lo stesso vale per le costruzioni in bioedilizia. In tanti si avvicinano a questo mondo per realizzare case ecologiche, ma solo pochi comprendono che mettere in posa un muro di terra impiega un tempo maggiore, rispetto al cemento, per asciugarsi. C’è dunque la voglia di diventare ecologici, ma manca ancora la consapevolezza del fatto che un cambiamento radicale non è immediato.

La casa di canapa è diventata un hub, un luogo di ispirazione per tutti coloro che vogliono realizzare costruzioni di questo tipo

Durante la pandemia Aronne ha scritto un manuale pratico, Terra in costruzione, per imparare a usare la terra cruda che tutti noi abbiamo dietro casa e trasformarla in materiale edilizio. Un libro molto utile per coloro che vogliono approcciarsi all’autocostruzione, per chi ha bisogno di una guida e per chi ha già esperienza. Formazione e divulgazione sono alla base delle attività proposte dalla casa di canapa, un hub per vari progetti e mondi.

Permacultura, bioedilizia, bioprogettazione, banca dei semi, pratiche ecologiche, sono i tanti volti di un ecosistema in cui sperimentare e fare ricerca. Educazione sulle pratiche sostenibili, autoproduzioni, esempi reali di soluzioni ecologiche e semplici per le strutture abitative e food forest, dimostrazioni delle pratiche di permacultura, semi naturali e riproducibili, vivaio di piante permanenti commestibili, autoproduzioni speciali: dalle fermentazioni agricole ai probiotici, dalle erbe medicinali al compost, ai miscugli di semi da germoglio, e progettazione. Eva e Aronne vi aspettano nella loro casa di canapa per raccontarvi di un mondo migliore possibile nonostante tutto, un luogo in cui vivere bene e rigenerarsi.

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