28 Giu 2022

Anche Roma sta cambiando grazie ai principi della decrescita felice

Scritto da: Brunella Bonetti

A Roma c'è un gruppo di persone che crede che attivando buone pratiche dal basso, stimolando la consapevolezza e prendendo in mano il proprio destino si possa cambiare il mondo. Sono i soci e le socie del circolo capitolino del Movimento per la decrescita felice, che conta gruppi e aderenti in tutta Italia e rappresenta una filosofia – e una pratica – davvero in grado di guidare una transizione reale verso modelli sostenibili.

Roma, Lazio - Cambiamento di paradigma culturale, economico e sociale, autoproduzione, supporto all’economia solidale e trasformativa, tutela dell’ambiente e delle creature che lo abitano, valutazioni qualitative, convivialità e collaborazione, percorso di consapevolezza, benessere fisico e spirituale. Sono questi i principi fondanti di un’associazione nazionale che porta avanti una rivoluzione dolce e una decrescita felice.

Ne parliamo con il gruppo che anima il Circolo romano del Movimento per la decrescita felice, che decide di raccontarci tutto con una sola voce corale, in modo da rafforzare l’idea che il cambiamento è un processo comunitario che si porta avanti dal basso, tutti e tutte insieme.

Cos’è il movimento della decrescita felice?

Il Movimento per la Decrescita Felice nasce In Italia nel 2007, grazie alla spinta di alcuni obiettori della crescita e in particolare di Maurizio Pallante, saggista e fondatore di MDF. La decrescita felice è una corrente di pensiero che, constatati i limiti dello sviluppo e l’attuale degrado sociale e ambientale, si batte per la riduzione della produzione e consumo di merci dannose per l’ambiente e la salute dei viventi, in una nuova visione complessiva di riequilibrio.

Quali sono i vostri obiettivi ?

Il Movimento per la decrescita felice ha tra i suoi obiettivi quello della sensibilizzazione pubblica per favorire il benessere della cittadinanza, ciò che è a basso impatto ambientale, che non crea sfruttamento sugli esseri viventi e che permette un’equa distribuzione del denaro, come i lavori utili, le tecnologie pulite per ridurre gli sprechi di risorse, piccole e medie aziende etiche, e tanto altro.

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A differenza di molte teorie economiche e filosofiche di critica sociale, la Decrescita Felice propone dei mezzi immediati e concreti, fattore che stimola il confronto diretto e la messa in pratica dei principi decrescenti dando la possibilità a chi vi si riconosce d’incontrarsi nei Circoli, di discuterne e di applicarlo assieme. Abbiamo bisogno, come suggerisce il filosofo e precursore della Decrescita Felice Ivan Illich, di essere sempre meno dipendenti sia dal mercato che dallo Stato.

Cosa significa decrescita felice?

Quando si pensa alla crescita, automaticamente si pensa alla crescita del PIL: li associamo direttamente così come politica, economia e media ci hanno spiegato e insegnato. Ma la crescita è altro: il PIL è solo un indicatore economico che non tiene minimamente conto di fattori come la distribuzione del reddito, l’impatto delle attività umane sull’ambiente o il benessere generale.

La crescita del PIL non corrisponde alla crescita del benessere, così come la decrescita del PIL – che non è una recessione, ma una riduzione programmata di produzione e consumi – non corrisponde alla sua diminuzione. La parola decrescita felice indica che la riduzione della produzione di merci e di sprechi in misura molto elevata non significherà fare rinunce, ma scegliere selettivamente cosa veramente ci serve. Così facendo s’innesca un meccanismo virtuoso a cascata, e un miglioramento della qualità della vita in armonia con l’ambiente e gli altri esseri viventi.

La Decrescita Felice
La qualità della vita non dipende dal Pil
carrello

Perché è importante “decrescere” e con quali finalità si dovrebbe farlo?

L’associazione di Roma, come indicato nello Statuto, ha come finalità:

  • Promuovere e diffondere in ogni ambito della società i principi della Decrescita Felice.
  • Promuovere e favorire – in accordo con i principi della Decrescita Felice – tematiche quali la sostenibilità ambientale, sanità e salute dei cittadini, la centralità della persona e della famiglia nella società, la trasmissione della cultura e dei saperi, l’economia etica, il mondo del non profit.
  • Promuovere forme di convivialità, aggregazione, solidarietà e auto mutuo aiuto tra i propri soci in uno spirito di valorizzazione delle diversità culturali e razziali.
  • Incentivare, valorizzare e sostenere le proposte e le idee dei propri associati in accordo con i principi e le finalità associative.

È importante spargere semi di consapevolezza: stiamo attraversando un’epoca storica delicata in cui c’è l’urgenza di contrastare l’attuale insostenibile modello di sviluppo e la necessità di proporre un sistema alternativo che salvaguardi l’ambiente e combatta le diseguaglianze.

Le nostre finalità sono di certo la sensibilizzazione al tema della decrescita, inoltre ci battiamo per avere una visione meno antropocentrica, dove l’uomo non sia al centro di ogni azione e cambiamento, in quanto riteniamo impossibile che un cambiamento possa avvenire senza mettere la nostra madre terra al centro.

Com’è strutturato MDF sul territorio nazionale?

Sul territorio nazionale siamo presenti con 15 circoli, 5 gruppi e diversi referenti interessati a fondare un Circolo sul loro territorio. Il direttivo nazionale è formato da un componente di ogni circolo. Questi due anni di pandemia purtroppo le attività in comune hanno rallentato, sono diminuite le occasioni d’incontro dal vivo, pur essendo stati molto presenti con webinair formativi e riunioni on line.

pallante 1
Maurizio Pallante

Oltre ai circoli territoriali ci sono i gruppi di lavoro trasversali – ossia ne fanno parte i soci di tutta Italia, non c’è una distinzione per territorio – su diversi argomenti: politica, economia, auto produzione e comunicazione. Questo permette di mantenere tra i soci dei continui contatti e scambi, così da poter dar voce a un pensiero che sia collettivo, ma comprensivo delle diverse anime che sono all’interno del movimento.

Chi sono le persone che partecipano e i principi che le guidano?

Le persone che partecipano sono di varia estrazione e sensibili a varie tematiche: degrado ambientale, consumismo, sprechi, auto produzione, diseguaglianze, nuovi modelli sociali, ecc. Pur essendo diverse tra loro tutte condividono un’idea: la consapevolezza che il cambiamento personale di ciascun cittadino costituisca una parte fondamentale di un processo trasformativo sistemico, che porterà ad una società più giusta e felice.

Ciascuno di noi può cambiare il proprio modo di consumare e di concepire il suo ruolo all’interno della società: limitare l’uso e il consumo di materiali dannosi e inquinanti, ricucire una rete di relazioni, di aiuto reciproco recuperando un senso di comunità e convivialità oramai perduto, donando un po’ del proprio tempo gratuitamente alla società, tornando in parte all’auto produzione, aggiustando e scambiando il più possibile gli oggetti di base che servono giornalmente, recuperando il saper fare, le buone pratiche e gli insegnamenti delle precedenti generazioni; riaffermando il diritto alla salute attraverso la cultura dell’alimentazione più sana per tutti, compresi gli animali rispettando la natura e premiando l’agricoltura biologica.

Come nasce il circolo di Roma?

Il circolo di Roma del Movimento per la Decrescita Felice è nato nel 2008. Si è reso immediatamente attivo su tutto il territorio romano con iniziative, eventi di sensibilizzazione e percorsi interni all’associazione, per una nuova consapevolezza sulle tematiche della decrescita felice.

Circa 400 persone sono o sono state socie del circolo MDF in questi anni. Le attività svolte dai soci del nostro Circolo mirano il più possibile alla divulgazione, anche nelle scuole, dei concetti di decrescita. Condividendo le nostre attività e facendo rete con le tante associazioni sparse nel territorio, viene facilitata anche la nascita di nuove idee e progetti da poter realizzare insieme.

La crescita del PIL non corrisponde alla crescita del benessere, così come la decrescita del PIL non corrisponde alla sua diminuzione

Quali attività portate avanti?

In questo periodo ci stiamo concentrando sul fare rete con altre realtà che portano avanti il discorso di decrescita da punti di vista diversi: associazioni di quartiere che si dedicano alla piantumazione alberi, partecipazione a reti territoriali nazionali che si occupano dei problemi climatici e ambientali, del cibo o della mobilità sostenibile.

Cerchiamo di sostenere campagne nazionali che siano in linea con i principi decrescenti, di essere presenti sul territorio con attività di formazione interna ed esterna. Ci dedichiamo alla nostra formazione interna attraverso gruppi di lavoro specifici, attività di auto produzione, corsi sulla facilitazione o su tematiche da approfondire. Essere sul proprio territorio è sempre importante.

Che impatto hanno le vostre attività sul territorio?

L’impatto c’è, anche se limitato e osteggiato dalla stessa parola “decrescita” che, a molti che rimangono in superficie, risulta ostica. Gli ultimi accadimenti generali – pandemia, guerre – hanno innescato qualche interesse in più sulle nostre tematiche. Il circolo indubbiamente aiuta a conoscere e collaborare con le varie sfaccettature dell’ambientalismo.

Come si può diventare attivi?

Per diventare soci si può seguire il Movimento sul sito e sul canale telegram. Per partecipare alle riunioni del Circolo di Roma basta scrivere a decrescitafelice.roma@gmail.com. Abbiamo anche la pagine facebook del Circolo. Siamo già molto attivi, ma i nuovi soci portano al nostro movimento e ai circoli territoriali nuova linfa e vitalità per realizzare percorsi e attività diverse, in cui i soci possono ritrovarsi e contribuire a mettere un piccolo tassello per realizzare qualcosa di valido e che duri nel tempo.

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