11 Nov 2022

Noi e gli animali al tempo della crisi climatica: un corso di Casacomune

Scritto da: Lorena Di Maria

Animali che migrano per cause ambientali, animali allevati, animali che ci aiutano, animali che amiamo. In che modo possiamo imparare il rispetto per queste creature partendo dai loro diritti? L’associazione Casacomune organizza un corso interamente dedicato alla scoperta del mondo degli animali: si terrà presso la Certosa 1515 di Avigliana con la presenza di relatori esperti quali naturalisti, giornalisti e scrittori.

Torino - Che cosa accomuna un cane felice che vive in famiglia con un allevamento di polli in gabbia? O un rinoceronte a rischio bracconaggio con un uccello la cui migrazione subisce il cambiamento del clima? O ancora, un cervo che corre libero in una foresta con un lupo, avvistato con timore e pregiudizio in prossimità di un villaggio? Vite di animali, in diversi luoghi e habitat, scandiscono con equilibrio l’esistenza stessa del nostro pianeta. Il filo che li unisce – e che ci unisce a loro – è molto sottile e non fa che ricordarci quanto tutto sia interconnesso.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, sottoscritta da personalità del mondo filosofico, giuridico e scientifico, all’articolo 1, dichiara che “tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza”. Un codice etico che parla di rispetto verso l’ambiente e di ogni creatura. Ma davanti alle sfide del presente, tra cambiamenti climatici, consumo di suolo, inquinamento dei mari, in che direzione possiamo andare?

Rispetto e diritti sono alcuni tra i temi che verranno affrontati al corso organizzato da Casacomune, scuola di formazione scientifica e di dialogo culturale nata dal Gruppo Abele e da Libera. Come vi abbiamo raccontato in questo articolo, Casacomune è una scuola che vuole arrivare a tutti e tutte, una scuola per chiunque senta il bisogno di dare il proprio contributo per un mondo migliore. Da diversi anni si sta dedicando alla promozione scientifica e culturale, non senza una dimensione che indaghi spiritualità, etica ed ecologia per un ripensamento della relazione tra l’essere umano e l’ambiente.

Animali Casacomune
Foto tratta dall’evento Noi animali/animali e noi di Casacomune
NOI ANIMALI/ANIMALI E NOI: IL CORSO

Se parliamo di relazione tra essere umano e ambiente non possiamo non considerare gli animali e i fragili habitat che rappresentano la loro casa. Per questo, presso la Certosa 1515 di Avigliana, il 19 e 20 novembre si terrà il corso di formazione Noi animali/animali e noi: insieme a relatori ed esperti si parlerà di animali a tutto tondo, del loro addomesticamento e della compromissione degli habitat che creano squilibri e conseguenze sulle migrazioni.

Animali di cui invadiamo territori incontaminati creando conseguenze pericolose come le malattie e le pandemie. Ma anche di animali allevati in grande quantità – tanto da essere una delle prime cause dell’innalzamento della temperatura – e spesso maltrattati; animali che amiamo e temiamo; animali portatori di diritti; animali che ci aiutano nel lavoro e nella vita.

Il corso è rivolto a tutte le persone interessate ad approfondire le tematiche relative agli squilibri sociali e ambientali del nostro tempo, con gli animali e il nostro rapporto con essi come filo conduttore. Come illustrato nel programma, il corso sarà online e in presenza, condotto da relatori e relatrici con diverse professionalità: giornalisti/e, veterinari, guide escursionistiche, guardiaparchi, ornitologi, scrittori e scrittrici, divulgatori e divulgatrici, esperti/e in biodiversità, agricoltura o pet therapy.

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Foto di Pexels tratta da Pixabay
IL RISPETTO PER GLI ANIMALI PARTE DA NOI

Tra i relatori ci sarà Raffaella Ponzio, responsabile Programmi biodiversità di Slow Food Italia e della Campagna Slow Farming. Ci soffermiamo con lei a parlare dei diversi aspetti legati alla biodiversità e al rapporto essere umano-animale nell’ambito dell’allevamento, confrontandoci dapprima sul concetto di rispetto dell’animale.

«Al concetto di “benessere animale” noi preferiamo quello di “rispetto”. Definire il benessere animale fa parte di una visione antropocentrica che pretende di conoscere cosa sente un preciso essere. Nonostante gli etologi studino gli animali, non abbiamo ancora una visione così completa di quello possono provare, come nel caso dell’allevamento. Preferiamo dunque parlare di rispetto, che implica che tu riconosci che c’è una differenza da un altro essere vivente e cerchi di non generare sofferenza, stress e disturbo». 

Al concetto di rispetto si collega quindi quello di allevamento intensivo. «Uno dei settori legato alla biodiversità animale in cui si può veramente realizzare quanto l’uomo abbia stravolto la natura di una specie è quello dell’allevamento del pollo: possiamo infatti considerare il pollo il vero animale dell’antropocene». L’esempio dei polli è emblematico: si pensi che oggi raggiungono una dimensione quattro volte superiore rispetto a qualche decennio fa.

Casacomune animali
Foto di Artem Beliaikin tratta da Unsplash

«Parliamo di polli che in 50-60 giorni al massimo diventano adulti e raggiungono un livello dimensionale che era impensabile sessant’anni fa. Oggi i polli sono allevati in ambienti ristretti e man mano che crescono già dopo poche settimane non riescono più a stare in piedi. Si tratta di un animale che ha raggiunto una conformazione fisica che può considerarsi soddisfacente da un punto di vista economico in quanto consente di allevare nel più breve tempo possibile e in minori costi possibili, ma nella realtà è un essere malato e sofferente». 

Il tema della biodiversità animale si collega poi a quello di estinzione. «Noi abbiamo visto in questi sessant’anni scomparire moltissime razze. Quelle autoctone italiane accertate sono circa 300 e di queste solo una settantina non corre il rischio di scomparire, tutte le altre contano poche centinaia di capi e sono quindi portatrici di un destino scritto. Gli animali autoctoni sono fondamentali se si ragiona verso l’agricoltura di un allevamento più sostenibile» e parlare di una settantina di razze sopravvissute significa, per Raffaella Ponzio, dire che abbiamo un grandissimo problema.

E il rapporto tra animali e alimentazione? «Un mondo che è destinato ad arrivare a 11 miliardi non può essere nutrito con un’alimentazione che prevede, ad esempio, un chilo e mezzo di carne la settimana. È impensabile». Per questo Slow Food ha lanciato la campagna Slow Meat, che chiede ai consumatori di ridurre i quantitativi di proteine di origine animale dalla propria dieta:

Definire il benessere animale fa parte di una visione antropocentrica che pretende di conoscere cosa sente un preciso essere

«Noi sosteniamo chi alleva razze locali e garantisce un maggior benessere con spazi più ampi per gli animali, si assicura che non siano mutilati e che siano seguiti attraverso una relazione diversa tra allevatore e animale. La relazione allevatore e animale è un altro aspetto importante di cui ancora poco si parla: questa può essere garantita solo in allevamenti che hanno una dimensione contenuta. In un allevamento di 10.000 bovini parlare di relazione con l’animale è ridicolo». 

Come ci ricorda Raffaella, trattare tutti questi (e molti altri) temi legati al rapporto tra umani e animali significa innanzitutto ricordarci che anche noi siamo degli animali e tutti facciamo parte di una natura che è stata per troppo tempo tormentata e inascoltata. Per questo il concetto di rispetto è essenziale e non è altro che il punto di partenza. Questi e tanti altri temi legati al mondo animale verranno toccati durante il corso del 19 e 20 novembre presso la Certosa 1515 di Avigliana. Per maggiori informazioni sul corso online e in presenza è possibile consultare la pagina dedicata sul sito di Casacomune.

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