10 Gen 2023

Parcologico: il progetto di rigenerazione sociale e urbana avviato da due quattordicenni a Caltagirone

A Caltagirone, in provincia di Catania, è stata avviata un'iniziativa di rigenerazione urbana e sociale a partire dagli orti urbani in un ex parco giochi cittadino. Anima del progetto è un comitato spontaneo di giovanissimi cittadini con a capo i quattordicenni Francesco e Angelo. Obiettivo: creare un orto urbano e uno spazio di aggregazione cittadino.

Catania - Questa è la storia di un giovane gruppo di cittadinanza attiva di Caltagirone, in provincia di Catania. Questa è la storia di Parcologico e del comitato cittadino appena costituito proprio per riqualificare e gestire il Parco giochi del Quartiere Semini – a partire dal coinvolgimento degli abitanti della zona, per ricreare quello che i locali chiamano comunemente “il parchetto” – e per creare un orto urbano e uno spazio di aggregazione cittadino.

È la storia di un comitato per tanti versi simile a quelle di varie realtà che in questi anni stanno costruendo un nuovo paradigma di impegno civico, ma diversa e straordinaria per molti aspetti, a partire proprio dalla giovane età dei due primi promotori: Francesco Amato e Angelo Mingiardi, due amici di 13 e 14 anni che, a partire da una telefonata, hanno dato il via, meno di un anno fa, all’intero iter pratico e burocratico che ha portato, a ottobre 2022, alla piantumazione dei primi prodotti orticoli tra le aiuole del parco.

Parcologico_Protocollo-d'intesa
La firma del protocollo di intesa. Da sinistra, l’assessore alla cooperazione e alle politiche giovanili Luca Giarmanà, Francesco Amato, il sindaco Fabio Roccuzzo, Angelo Mingiardi, Salvatore Mingiardi
LA NASCITA DEL COMITATO PARCOLOGICO

Ma andiamo con ordine per capire meglio, grazie al racconto di Francesco – il più giovane membro del direttivo composto da circa 10 ragazzi sotto i 20 anni, nonché colui che si occupa proprio della comunicazione del gruppo – qual è il sogno del comitato per questo parco di circa 1.200 metri quadrati, di cui 400 composti da aiuole, scelte appunto per la realizzazione dell’orto sociale.

«L’anno scorso – ricorda – Angelo, che conosce bene la mia passione per l’ortocoltura e soprattutto per la permacultura, che si è sviluppata proprio durante i periodi di lockdown quando ho cominciato a piantare ortaggi e verdure nel giardino di casa, mi chiamò e mi chiese cosa ne pensassi dell’idea di curare insieme con lui le aiuole del parchetto sotto casa di suo nonno, che aveva già piantato qualche lattuga. Lì per lì non vi diedi peso, ma poi l’idea cominciò a solleticarmi sempre di più. Un giorno ne parlai con una ragazza che fa parte dell’associazione Extopia, molto attiva sul territorio, e man mano il sogno e il progetto sono cresciuti fino ad avviare l’intero iter».

Un iter che, nonostante l’apparente semplicità della richiesta – prendersi cura e gestire un parco giochi semi dismesso – è stato piuttosto lungo. «Finalmente, il 6 dicembre 2022, dopo esserci costituiti come comitato di cui il rappresentante legale è Salvatore Mingiardi, il papà di Angelo, siamo riusciti a firmare il patto di cooperazione che stabilisce, entro un limite di tempo di cinque anni e di luogo, che possiamo operare nel parco del quartiere Semini per la sua riqualificazione e per alcuni progetti di cittadinanza attiva».

Il protocollo d’intesa tra Comune e Parcologico ha come obiettivi la rigenerazione dell’area, la facilitazione dei rapporti sociali e l’attivazione di processi partecipativi tramite orti urbani

PARCOLOGICO FIRMA IL PROTOCOLLO D’INTESA CON IL COMUNE

Con la firma del protocollo d’intesa da parte del Comune di Caltagirone arriva quindi l’impegno per la massima cooperazione per garantire al comitato di avviare e proseguire i vari progetti di riqualificazione urbana e sociale e la valorizzazione del parco giochi. Il protocollo d’intesa tra Comune e Parcologico ha infatti come obiettivi la rigenerazione urbana dell’area, la facilitazione dei rapporti sociali del quartiere e l’attivazione di processi partecipativi tramite orti urbani che sono ormai un vero e proprio modello di collaborazione e condivisione tra i cittadini. E nonostante la “giovinezza” che contraddistingue questo progetto e la gran parte dei suoi attori, i sogni per il Parcologico sono tanti.

«Innanzitutto – continua Francesco – possiamo confermare che il coinvolgimento delle persone del circondario dà ottimi frutti e che il progetto ad oggi non ha subito alcun atto di vandalismo. E poi nel comitato si sono incontrati vari interessi. Nonostante tutti ci dicano che servirebbe un’unica mission, quando parliamo di Parcologico di fatto questo progetto mette insieme tanti obiettivi e sogni». C’è infatti chi è più interessato all’aspetto pedagogico e intende perseguire progetti educativi e didattici con il coinvolgimento dei più piccoli e c’è chi è interessato alla rigenerazione sociale proprio a partire dalla permacultura. E non mancano progetti di booksharing e di formazione.

IL PROGETTO DI RIGENERAZIONE CHE PARTE DALL’ORTO URBANO

Così come il nome stesso – Parcologico – mette insieme la radice tradizionale di quello che tutti chiamano “il parchetto” con l’aggettivo logico, che richiama subito parole come ecologico, biologico nonché l’etica, i progetti di Parcologico sono tanti e concatenati in un unico grande sogno di rigenerazione urbana indipendente. «Attraverso le nostre attività stiamo cercando di trasmettere il rispetto verso un luogo comunitario che appartiene al quartiere e speriamo di farlo permeare grazie alle iniziative culturali, sociali e partecipative. L’idea è quella di avviare processi rigenerativi e partecipativi per migliorare l’ambiente che circonda il progetto, sia concreto che astratto».

Non a caso il luogo fulcro è proprio un ex parco giochi, ovvero un luogo d’incontro tra genitori e figli. Un luogo di incontro e partecipazione che ha fatto incontrare anche tante associazioni e che ispira condivisione e coinvolgimento, tanto che i ragazzi di Parcologico possono contare sul supporto di tante associazioni amiche proprio come Extopia o Plastic free, che partecipano a iniziative come la Festa della Vita del 16 ottobre.

Si lavora per dare corpo a partecipazione, coinvolgimento e collaborazione con l’obiettivo unico di attivare e innescare attività di riqualificazione del parco e dell’intero quartiere tramite varie attività socio-solidali, dedicando alcune aree alla coltivazione biologica, organizzando eventi culturali e ricreativi, ma anche per creare un punto di book sharing e tanto altro. Insomma, per rendere il parco sempre più bello insieme a tutti gli abitanti del quartiere in un’ottica di gestione collettiva.

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