3 Feb 2023

Dagli scarti del cacao ai fogli: una nuova carta ecologica sbarca a Genova

Scritto da: Valentina D'Amora

Quanti sanno che il cacao può diventare una risorsa per produrre carta a basso impatto ambientale? Ce ne ha parlato Giacomo Chiarella, titolare della tipografia ecologica KC di Genova, il quale ha deciso di farsi pioniere del cambiamento in città anche nella sperimentazione di carte alternative, frutto virtuoso di un processo di circolarità.

Salva nei preferiti

Genova - Vi ricordate la storia di Giacomo Chiarella, il titolare della prima tipografia ecologica di Genova, e della sua filiale nel carcere di Pontedecimo? La sua esperienza ci ha reso chiaro che nel mondo della stampa per rispettare l’ambiente non basta solo una carta certificata a basso impatto, ma serve una consapevolezza a 360° anche nella scelta degli inchiostri, che non devono essere nocivi per l’ambiente né tossici per l’uomo. Ecco perché gli inchiostri di tutti i suoi prodotti stampati sono a base vegetale, a cera e senza solventi.

Il motivo per cui torniamo a parlare di lui e del suo lavoro è che adesso ha scelto di usare una particolare carta realizzata a partire dagli scarti della lavorazione industriale cacao. Ed è proprio grazie a questo residuo che prende corpo una carta speciale, che consente di risparmiare sulla quantità di fibra vergine, altrimenti ottenuta dagli alberi.

incontro kc cacao
Uno scatto dell’incontro dello scorso 19 gennaio in cui è stata presentata la nuova carta Crush Cacao. A destra Giacomo Chiarella

Dopo un interessante incontro svoltosi all’Acquario Genova lo scorso 19 gennaio e dal titolo Cacao & Stampa Sostenibile – a cui, tra gli altri ha partecipato come curatore il giovane artigiano Eugenio Boccardo, della cioccolateria Viganotti(ve ne abbiamo parlato qui) e una referente della cartiera Favini, produttrice della carta Crush Cacao – Giacomo ha raccontato il perché di questa nuova prospettiva di economia circolare all’interno della sua piccola azienda.

Dalla fava di cacao al foglio: Giacomo, raccontaci, come nasce questa speciale carta?

Il viaggio inizia ai Tropici, dove prende vita e cresce la pianta del cacao. Da qui se ne raccolgono le fave, che dopo essere essiccate e tostate vengono micronizzate, trasformandosi in una granella così fine da diventare una pasta la quale si trasforma poi nella classica tavoletta di cioccolato. È in questa fase che si crea uno scarto, che consiste nelle “pellicine” delle fave di cacao, le loro buccette per intenderci, che sono molto volatili ma riescono a sostituire fino al 15% di cellulosa vergine.

Spesso chi compra non si rende conto dell’alto valore del prodotto che ha in mano, ma in realtà è proprio la sua scelta a cambiare il mercato

Quando vengono micronizzate, diventano una sorta di farina che viene inserita all’interno della carta, la quale assume una caratteristica puntinatura marrone, anche curiosa sul piano estetico. La carta ottenuta complessivamente è così composta: il 15% proviene dallo scarto della lavorazione del cacao, il 40% è fibra riciclata della carta, il che porta a una riduzione delle emissioni di CO2 del 20% circa.

La carta che si ottiene rispetta i principi dell’economia circolare e si aggiunge tutte le altre carte che proponiamo che contengono i sottoprodotti delle lavorazioni di frutta, fiori o cereali, come kiwi, mais, ciliegie, caffè, mandorle, nocciole, olive, uva, agrumi e lavanda. È l’azienda produttrice di cioccolato Domori, con sede a Pinerolo (TO), a collaborare con la cartiera Favini per trasformare le proprie bucce di scarto in fogli di carta.

fava cacao
Un evento come quello del 19 gennaio, che tu e gli altri enti avete organizzato, è stato un momento di formazione utile non solo per i potenziali clienti, ma per la cittadinanza…

Sì, per noi conta tanto il concetto di formazione anche interna, molto di più di un semplice modulo da far firmare ai dipendenti. La formazione, specialmente con queste caratteristiche, è importante perché fa crescere consapevolezza all’interno dello staff, innesca circoli virtuosi al di fuori e attiva lo spirito di emulazione in altre aziende concorrenti.

Spesso chi compra non si rende conto dell’alto valore del prodotto che ha in mano, di cosa c’è dietro la certificazione Eco-print, ma in realtà è proprio la sua scelta a cambiare il mercato. In Trentino, Veneto e altre regioni d’Italia le aziende si sono adeguate a questo trend di stampa a basso impatto ambientale già da diversi anni, attrezzandosi con macchinari idonei, proprio grazie a una richiesta crescente della clientela. È la mentalità che deve cambiare: cambiare rotta per costruire un mondo diverso.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Zero Waste Italy: unire le forze per chiedere una legge per incentivare riparazione e riuso
Zero Waste Italy: unire le forze per chiedere una legge per incentivare riparazione e riuso

La sostenibilità in mostra: a Palma Campania Naturae trasforma la spazzatura in arte
La sostenibilità in mostra: a Palma Campania Naturae trasforma la spazzatura in arte

L’economia circolare di Relicta: pellicole biodegradabili che si sciolgono in acqua – Io Faccio Così #397
L’economia circolare di Relicta: pellicole biodegradabili che si sciolgono in acqua – Io Faccio Così #397

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Sole, mare e G7. In Puglia si parla di armi all’Ucraina, asset russi congelati e polemiche sull’aborto – #949

|

Campi estivi in natura 2024, ecco quali sono i migliori in base alle esigenze

|

Con Four Seasons Natura e Cultura si viaggia in modo sostenibile alla scoperta dell’Italia e del mondo

|

Un cammino lento attraverso la natura dell’appennino e le sue comunità

|

Agroecologia, sostenibilità, comunità: la Sardegna al centro del festival “Challenge Naturalmente locale”

|

Clara Vitaggio, enologa tra vin de garage e ricerche sui vitigni reliquia

|

Rina e basta, il libro per bambini sulla ricerca di identità ambientato nel mar Ligure

|

Archingreen: bioedilizia e materiali naturali per case a misura di persona e di Pianeta – Dove eravamo rimasti #32

string(7) "liguria"