30 Gen 2024

Ezio e Tiziana: “Ad Arte in Guardia la natura ispira le nostre marionette e sculture di luce”

Ezio Scandurra e Tiziana Musmeci, coppia di artisti di Acireale, da qualche anno si sono trasferiti in campagna dove hanno realizzato il loro sogno di vivere immersi nella natura, circondati da animali e piante come fonte primaria di ispirazione per le loro creazioni. Nei loro laboratori prendono forma quadri, sculture e marionette spaventose e danzanti.

Catania - Alle 16:30 le gallinelle e le papere che vivono nel cortile di casa cominciano a rientrare nei loro rispettivi pollai. C’è quella che fa sempre lo stesso percorso e ci sono quelle che voglio proprio essere accompagnate fino al recinto. I gatti guardano sornioni, a parte Lilith che aspetta che tutti siano sistemati prima di entrare anche lei nel pollaio visto che lì c’è nata e ci dorme da sempre. È un ordinario pomeriggio di gennaio ad Arte in Guardia, il nome che i due artisti acesi Tiziana Musmeci ed Ezio Scandurra hanno dato alla loro casa-laboratorio in campagna.

Un ordinario pomeriggio di una giornata qualunque in cui i due – pittrice, fotografa e scultrice lei, marionettista ed esperto in carta armata lui – trascorrono nel piccolo angolo di paradiso che hanno realizzato tra l’Etna e il mare, dove hanno scelto di vivere una vita più a contatto con la natura e con le proprie ispirazioni. Le giornata qui a Guardia, piccola frazione di Acireale, scorrono lente e scandite dalle urgenze artistiche dei due artisti e dalle necessità dei loro animali, dell’orto e del giardino.

Arte in Guardia _ ph di Massimo Leotta
Ezio Scandurra e Tiziana Musmeci nel laboratorio di casa. Foto di Massimo Leotta
AD ARTE IN GUARDIA LA CREATIVITÀ SI SVILUPPA TRA PIANTE, GATTI E VOLATILI

Piante autoctone che permettono a Tiziana ed Ezio di mangiare i frutti della loro terra, del piccolo orto e degli alberelli tutti coltivati in biologico. E piante che crescono solo per il piacere della vista come i tanti bonsai di cui Ezio si prende cura da ormai trent’anni ovvero da quando, a soli 12 anni, si cominciò ad appassionare del modellamento della materia vegetale vivente. «Ne ho un centinaio – dice Ezio – e insieme con i nostri venti gatti e i circa trenta volatili tra galli, galline e quaglie ci tengono compagnia e ci rimettono in pace con il mondo perché sanno davvero ascoltare».

«Qui a casa – racconta Tiziana – io mi occupo soprattutto della casa e degli animali e poi corro nel mio laboratorio al piano terra dove realizzo i miei quadri o le mie sculture a partire dalle suggestioni del momento e del periodo. Qui non conosciamo la monotonia e viviamo anche un po’ alla giornata, seguendo i ritmi e la mutevolezza della natura, a parte qualche impegno preso con le scuole e le associazioni per i laboratori che Ezio ormai da anni realizza sul territorio. Di sicuro non riusciamo a immaginare nulla di diverso per noi e non ci ha mai sfiorato l’idea di poter fare un lavoro fisso anche perché la routine davvero non ci appartiene».  

Qui non conosciamo la monotonia e viviamo anche un po’ alla giornata, seguendo i ritmi e la mutevolezza della natura.

Ma nel loro vivere insieme e collaborare alla gestione della casa e della campagna, la creatività di Ezio e Tiziana rimane invece qualcosa di individuale. «Siamo una coppia – dicono – ma difficilmente lavoriamo insieme a parte per alcuni progetti come, ad esempio,  le maschere che hanno creato per lo spettacolo “Diceria dell’untore” di Vincenzo Pirrotta o per “Gilgamesh” di Giovanni Calcagno. Ci scambiamo idee e suggerimenti ma per noi il momento creativo è qualcosa di assolutamente individuale forse anche perché siamo due figli unici abituati a sperimentare la solitudine per poi condividere le nostre creazioni e i nostri pensieri».

LA TECNICA DELLA CARTA ARMATA PER LA CREAZIONE DI MARIONETTE E SCULTURE

E così mentre Ezio ha insegnato a Tiziana la tecnica della carta armata – ovvero il fil di ferro che fa da struttura e anima alle sculture i carta e nastro –, Tiziana ha portato il suo modo alternativo di fotografare il mondo e di guardarlo più nel dettaglio. Un incontro di sogni e creatività quello tra Tiziana ed Ezio, che stanno insieme da 16 anni e che nella loro casa-laboratorio Arte in Guardia – che diventa sempre più un’esposizione permanente di natura e creazioni –, hanno trovato il loro luogo d’elezione.

Arte in Guardia
Tiziana Musmeci nel giardino della sua Arte in Guardia

Qui Tiziana, che dopo l’Accademia di Belle Arti di Perugia si è dedicata alla pittura che nasce dalla fotografia, realizza le sue opere a partire dall’immagine catturata. «L’immagine – dice – non è solo un attimo fermo nel tempo, è l’istante in cui decido di iniziare una nuova opera, ispirata da quello che vedo e sento».

Il ritratto è la forma espressiva che le permette di creare una connessione con l’esterno: «Anche per questo la scelta dei colori non rispecchia la realtà, ma uno stato d’animo percepito nel momento in cui avviene lo scatto fotografico. La natura è la mia fonte di ispirazione primaria, così come per tanti artisti come Carmen Spigno, ad esempio. E si innesta sulle tele o sulla carta pesta o, appunto, carta armata nella creazione delle miei lampade e sculture».

Ezio invece, tra tutte le sue passioni artistiche da autodidatta, si è specializzato soprattutto nella realizzazione e “animazioni” di marionette danzanti. Laureato in Scienze dell’Educazione, Ezio ha una vera e propria venerazione per l’alterazione estetica, tanto che le sue marionette esulano totalmente da quelli che sono i canoni di bellezza consueti. «Ho sempre amato mescolare – racconta – e mettere insieme materiali e forme diverse. Un inquinamento creativo che ho alimentato attraverso lo studio di nuove tecniche e materiali riciclati».

Arte in guardia
Ezio Scandurra nel suo laboratorio
LE MARIONETTE DANZANTI DI EZIO CHE NASCONO DALL’ALTERAZIONE ESTETICA

Per questo il suo laboratorio al primo piano è un concentrato di arti, teste, monconi, code e colonne vertebrali da cui prenderanno probabilmente forma alcune delle marionette danzanti spaventose e simpatiche che Ezio porta in giro tra fiere, laboratori e festival. Una tecnica che ha affinato negli anni a partire dalla passione per smontare e rimontare giocattoli che aveva sin da bambino.

«La mia prima marionetta era in ferula e rappresentava un contadino. Da allora le mie marionette sono diventate sempre opere uniche ispirate alla fantasia e metafore che hanno più a che fare con i sentimenti di chi le osserva che con la mia creatività e che riescono a superare i limiti e gli ostacoli del senso estetico attraverso la simpatia, la musica e il ballo».

Marionette che nulla hanno a che fare con i pupi siciliani. «Io utilizzo un movimento oscillatorio che induco nelle mie marionette con tanti fili e centri di gravità sincronizzati tra loro. Si tratta di un meccanismo molto articolato che fa muovere il personaggio sincronicamente attraverso un movimento aleatorio. Questo non significa che possa farlo solo io, ovviamente. Non è difficile: ci vuole solo autocontrollo, concentrazione e un po’ di esercizio».

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