18 Mar 2024

A teatro con Slava’s snowshow per tornare bambini e guardare il mondo con occhi diversi

Da circa trent’anni Slava Polunin, uno dei più grandi clown, incanta il pubblico di tutto il mondo con Slava’s snowshow, uno spettacolo intimista, poetico, ironico e divertente. Considerato ormai un classico, in questi giorni in Sicilia, è un’occasione per riflettere e guardare ciò che accade intorno a noi con occhi diversi, con gli occhi dei bambini, meno disillusi e sempre capaci di stupirsi.

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Catania - Occhi verdi, un viso come tanti – sono seduta di fronte a lui nel camerino del teatro, lo ascolto nella sua lingua (che comprendo solo grazie alla traduzione di Silvia) mentre mi racconta dello spettacolo e di cosa significhi per lui farne parte – che sul palco si trasforma completamente. Lì sopra, infatti, non servono parole per comunicare, bastano gli occhi, la mimica del volto, il corpo infagottato in un’ampia tuta gialla e il cuore per esprimere gioia, tristezza, malinconia, solitudine e tutte le altre emozioni che ci accomunano, ovunque e sempre. 

«Quando ho visto per la prima volta lo spettacolo me ne sono innamorato subito e ho cercato di farne parte. Ho colto il messaggio universale. Tutti noi, fin da bambini, proviamo e viviamo una gamma di sentimenti. Lo spettacolo permette di ritornare a queste emozioni, conosciute durante l’infanzia, con un’intensità talmente forte che sembra davvero di fare un viaggio nel tempo, come tornare bambini. Insieme alla compagnia siamo consapevoli di contribuire, attraverso la nostra arte, a fare qualcosa di buono per chi viene a vederci, per riconnettersi con certe emozioni, ri-educarsi a un sentire diverso. Faccio questo lavoro da tanti anni e per me è diventata una missione».

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Slava Polunin, considerato uno dei più grandi clown al mondo, ha ideato lo spettacolo Slava’s Snowshow

A parlare è Artëm Zhimo, attore mimo con il difficile compito di interpretare il ruolo del clown giallo che è stato fino a non molto tempo fa di Slava Polunin, considerato uno dei più grandi clown al mondo. Lo spettacolo in questione è proprio quello che porta il suo nome, Slava’s Snowshow appunto, e che da circa trent’anni incanta il pubblico di tutto il mondo e di qualsiasi età

Ottanta minuti in cui si piange, si ride, ci si diverte, ci si commuove, si ritorna bambini. Si vivono tutte le emozioni possibili per l’animo umano: un’occasione per mettersi a nudo come persone e come umanità. I bambini sono già capaci di guardare il mondo con occhi puri e genuini, riescono a sorprendersi per ciò che accade intorno, gli adulti invece no, si dimenticano, perdono questa capacità, ormai disillusi e anestetizzati dalla quotidianità, mostrando impassibilità e poca curiosità.

Siamo consapevoli di contribuire, attraverso la nostra arte, a fare qualcosa di buono per chi viene a vederci, per riconnettersi con certe emozioni

Slava Polunin – il clown russo che si ispira, tra gli altri, a Marcel Marceau, Charlie Chaplin e al nostro Totò – ha dato vita a un teatro clown dove ognuno è diverso dall’altro, ma riconoscibile e familiare per ogni singolo spettatore. Il suo personaggio, che oggi è di Artëm, è gentile, poetico, premuroso, ingenuo, ironico, riesce a parlare a tutti di amore, solitudine, desiderio di comprensione, scoperta, amarezza, perdita. Come avviene nella scena, tra le più commoventi dello show, in cui il clown giallo appunto, dopo aver preparato le valigie, si avvicina a un cappotto e a un cappello poggiati su un appendiabiti e li indossa per metà. 

I vestiti inanimati si trasformano in un personaggio mosso da un suo braccio, dando l’illusione di avere davanti due persone che si abbracciano, si coccolano, si prendono cura l’uno dell’altro. Pur cogliendo il trucco, si sospende l’incredulità per accettare questo dialogo fatto solo di gesti semplici che sanno di pura poesia. Il risultato è una scena struggente, di un abbandono che sentiamo aumentare gesto dopo gesto, per poi sciogliersi in un finale dal sorriso amaro. 

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Artëm Zhimo, uno degli attore mimo dello spettacolo Slava’s Snowshow

«Un lavoro impegnativo fisicamente ed emotivamente che ti dà tanto, ti riempie. È una bella responsabilità aver ereditato questo ruolo e tutte le volte che sto in scena non so mai come andrà. Sono il più grande concorrente di me stesso, cerco sempre di migliorarmi. Sento queste emozioni un po’ come le sente Slava, forse è per questo che oggi ricopro questo ruolo. Sono il “più simile” a lui nel modo di sentire, ma anche molto diverso. Ho creato il mio personaggio senza imitarlo e senza mai stravolgere le cose» continua Artëm. 

Tra mille candidati, dopo un’audizione e un’esperienza incredibile – La nave degli Stolti, un mese di crociera su e giù per il fiume Volga in compagnia di Slava e di alcuni insegnanti, tra cui alcuni attori dello snowshow, in cui sperimentare creatività, fantasia, immaginazione e tanto altro. I venti partecipanti erano chiamati ogni giorno a spogliarsi della propria personalità per vivere nei panni di un altro/a e mettere in scena uno spettacolo ogni sera in un paese diverso – Artëm è stato scelto da Slava e nel 2004 è entrato a far parte della compagnia. Un sogno diventato realtà che gli consente di crescere nella sua carriera da attore.

Slava’s snowshow è ormai diventato uno spettacolo senza tempo, un “classico del teatro”, in cui i clown danno vita a una serie di scene una più spettacolare dell’altra, in bilico tra poesia, happening e circo. E, alla fine, mai nessuno ha voglia di tornare a casa. Lo stesso Slava racconta di aver avuto l’intuizione di creare uno spettacolo che riportasse ai sogni d’infanzia, che aiutasse le persone che sarebbero venute a teatro a liberarsi dall’ossessione dell’età adulta i bambini e le bambine che erano stati. 

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Una scena dello spettacolo Slava’s Snowshow

Nonostante le temperature caldissime di Catania, una nevicata di emozioni ha travolto il Teatro Metropolitan di Catania dal 13 al 17 marzo. Una neve – che per Slava è «un’immagine bellissima, come un abito da sposa, come un foglio bianco quando un pittore comincia a disegnare, ma che riempie anche di paura e di orrore, di freddo e di morte» – che fa scongelare i cuori.

E in questo momento storico, in cui i cuori sono spesso chiusi nella morsa del disincanto e dell’incomunicabilità e si preferisce voltare lo sguardo altrove, tornare bambini anche solo per un attimo e guardare con occhi diversi il mondo intorno a noi, può forse servire a mettersi in discussione, a farsi domande.

Non è un caso che Slava abbia deciso di andare a vivere in campagna, lasciandosi alle spalle la città, per evitare di fare le fine di molti occidentali che ha incontrato per strada, dallo sguardo perso tra i propri affari e incapaci di osservare il mondo intorno. Ed ecco che una serata a teatro può diventare l’occasione per guardare tutto con occhi diversi. I clown in scena portano scompiglio, rompono gli schemi, “disturbano” quella quiete e quel torpore con cui ci accomodiamo, ma sempre con l’incanto e la nobiltà dello sguardo dei bambini. 

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Artëm Zhimo in camerino durante l’intervista, prima dello spettacolo Slava’s Snowshow

Slava ha creato uno modo di fare teatro che nasce dai sogni, dalle fiabe, un teatro ricco di speranze, sogni, desideri, nostalgie, mancanze e disillusioni in cui è possibile cogliere anche alcuni riferimenti al nostro paese di cui è innamorato. E non solo lui. «Anche io sono molto legato all’Italia, mi ha accolto nelle mie prime recite come clown giallo e mi ha insegnato parecchio. Anche in questi giorni a Catania sono rimasto colpito dall’allegria dei volti, dalla gioia delle persone, questo non vuol dire che tutto sia facile. È un atteggiamento da cui imparare e spero si mantenga sempre così» conclude Artëm Zhimo. 

Per chi ha ancora voglia di sorprendersi, emozionarsi e riflettere, Slava’s snowshow si ferma in Sicilia ancora per un po’: sarà possibile assistere alle repliche di Palermo dal 20 al 24 marzo. 

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