Cambiare se stessi per cambiare il mondo. Ma che significa?

Sono anni che vado in giro per l’Italia o scrivo che per cambiare il mondo bisogna cambiare se stessi e in molti annuiscono convinti. Ma cosa significa cambiare noi stessi? Spesso ci sfugge e molto più spesso non abbiamo nemmeno il tempo per restare uguali figuriamoci per cambiare.

Piazza Erbe Verona

Piazza Erbe Verona

Ci raccontiamo che stiamo cambiando quando riduciamo l’uso dell’auto o miglioriamo la nostra alimentazione. Affermiano di essere cambiati quando ci confrontiamo con un partner dopo un brutto momento.

La verità è che il cambiamento è un processo costante e inevitabile. La vera difficoltà non è cambiare, ma scegliere cosa cambiare. E per scegliere cosa cambiare bisogna saper ascoltare: gli altri, ma soprattutto noi stessi.

Non ci sarà una società diversa, un mondo diverso, fino a che noi non recupereremo un modo diverso di vivere il nostro tempo. Il senso delle cose ci sfugge eppure non riusciamo a smettere di correre come topi in gabbia. Corriamo e corriamo ma non sappiamo perché. Sappiamo che c’è qualcosa che non va, ma non sappiamo cosa.

Sarà colpa dei politici, della televisione, della moglie, del marito, della crisi, dell’inquinamento, di una società che non funziona. Di tutti tranne che di noi stessi. Eppure ci vorrebbe così poco.

Da 10 anni mi occupo di questi temi, cerco di cambiare, propongo e racconto il cambiamento, ma non mi dedico del tempo, del tempo VERO, per cambiare me stesso. E non parlo delle abitudini impattanti sul pianeta. Parlo di ciò che mi rende oppresso, infelice, schiacciato.

Verona, 2 ottobre 2012

Verona, 2 ottobre 2012

E così ieri sera passeggiavo per Verona da solo. Io, che normalmente non amo stare da solo. Passeggiavo senza meta in una città che non conoscevo e osservano le meraviglie che i nostri antenati hanno creato, giorno dopo giorno, secolo dopo secolo. Una città (almeno nel suo centro storico) di una bellezza disarmante.

Ridevo. Da solo ridevo mentre camminavo con la musica nelle orecchie. Ero convinto di essere in uno scherzo, perché non potevo credere che in una città così poco “spinta” mediaticamente ci fosse così tanta bellezza. Ho camminato per ore riempendomi il cuore, gli occhi e lo spirito.

La musica non mi ha abbandonato mai. E mi chiedevo: perché nessuno mi ha mai detto che Verona è così bella? Come mai, Venezia a parte, non sono mai stato in Veneto? E come mai non dedico almeno un terzo della mia vita a girare questo paese che, nonostante tutto, è spaventosamente bello?

Come posso proporre e raccontare il cambiamento positivo della società se sono oppresso dallo stress e dalla bruttura?

E come mai a volte dimentico la musica?? Spesso non ho tempo per la musica! Per l’arte, per la lettura. Perché devo correre. Criceto in gabbia. Non ho ancora figli, non ho debiti, non ho genitori a carico. MA DOVE CAZZO CORRO?

Oggi è il mio trentacinquesimo compleanno e spero che sia quello del MIO cambiamento. Ora vado a pranzo in un comune virtuoso qui vicino e poi vado a trovare uno dei rappresentanti del Bioregionalismo italiano. Sono entusiasta dei prossimi incontri. Questo viaggio mi sta cambiando la vita. Lo sento, lo vivo. E ne sono felice.

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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19 commenti
  1. giulia
    giulia says:

    Io non so cosa potrei scrivere dopo aver letto tanto entusiasmo. Però una cosa voglio dirla: in questo momento, in questo preciso momento, in cui mi sento schiacciata da una vita che mi sembra bloccata in un continuo correre da una parte all’ altra per niente, leggere questa riflessione è stato rassicurante.
    Vorrei riuscire a darmi il permesso di fermare un Po’ la giornata, quella giornata che io e la MIA migliore amica chiamano “al minuto”, caratterizzata cioè dalla costante sensazione che se perdiamo un minuto, per qualunque micro inconveniente il mondo potrebbe crollare. O per Lo meno il nostro mondo. Ma tu riesci davvero a rassicurarmi. Ecco, volevo dire solo questo.
    Grazie e in bocca al lupo.

    • admin
      admin says:

      Grazie Giulia! Mi onori con le tue parole. Mi raccomando però… trova il tempo di fermarti!

  2. marco
    marco says:

    non ti conosco, ma conosco quello che stai passando. anche perchè ho un pò la tua stessa età e mi è successa proprio la stessa cosa…
    ora ad esempio ho deciso di imparare a suonare uno strumento, e sto imparando a trovare del tempo per me e per le cose che mi fanno stare “meglio”.
    e poi, va bene, anche l’impegno sociale ed ambientale. ma non basta. ognuno di noi merita di godersi anche la propria vita. anche perchè, se si “sta meglio”, si riesce anche a “fare meglio”.
    buon tutto, allora!

  3. Fra
    Fra says:

    “Oggi è il mio trentacinquesimo compleanno e spero che sia quello del MIO cambiamento”. Questo è davvero un buon augurio (non nel senso che come sei ora non vai bene, ma nel senso che se il TUO cambiamento è quello che senti di volere, ti auguro, che piano piano e con l’aiuto e il contributo di ognuno tu possa farlo.
    Buon compleanno (di nuovo) :-)

  4. Achille Loro
    Achille Loro says:

    Ho un sogno
    Sogno che un giorno al Quirinale sieda un Presidente che non ha 80 anni e neppure 40, ma un’età di mezzo, perché qui c’è la Virtù.
    Sogno un Presidente che sia nato in una semplice e povera ma laboriosa famiglia, come lo sono quasi tutte le famiglie degli Italiani.
    Sogno un Presidente che si sia distinto nei banchi di scuola per l’impegno e per il profitto negli studi.
    Sogno un Presidente che abbia frequentato il Liceo Classico perché dalla Cultura greca e latina siamo nati e a questa dobbiamo essere sempre riconoscenti.
    Sogno un Presidente che abbia conseguito una Laurea in Ingegneria perché dimostra il coraggio di intraprendere nuove strade anche se impegnative e difficili. Saprà così raggiungere vittorioso le nuove mete che lo sviluppo tecnologico presenta.
    Sogno un Presidente che abbia una moglie e una famiglia sempre uniti nella buona e nella cattiva sorte, felici e sorridenti per essere testimoni credibili che solo con l’Amore si vincono tutte le battaglie della Vita.
    Sogno un Presidente che abbia lavorato con grande impegno nella Società, solo così potrà possedere le conoscenze necessarie per cambiarla in meglio.
    Sogno un Presidente che non abbia raggiunto i primi posti nel suo ambiente di lavoro perché questi sono riservati a chi non ha scrupoli e appartiene alle poche ricche famiglie della nostra Società.
    Sogno un Presidente che non abbia mai occupato un posto nel nostro Parlamento perché solo così sarà libero di svolgere con Autorità e in piena Libertà il suo compito.
    Sogno un Presidente che firmi solo le leggi che suo padre e sua madre possano comprendere e rispettare, usando il buon senso di un padre e di una madre di famiglia.
    Sogno un Presidente che dopo aver svolto per sette anni il suo incarico lasci il posto a un altro Presidente, sicuro che con la strada da lui tracciata il nuovo Presidente saprà raggiungere ancora più alti traguardi.
    Sogno un Presidente che rinunci a ogni compenso in denaro per il compito da lui svolto, felice e appagato per la gioia di essere al Servizio di una Nazione che ama. Achille Ing. Loro – Altivole (TV)

  5. lorella zanardo
    lorella zanardo says:

    buon Compleanno Daniel. E’ strano, sono le 8 del mattino, la mia giornata è cominciata gia da un po con 2 figli che vanno a scuola; io ho deciso che sarei tornata a letto per leggere mezz’ora, cosa che non mi concedo mai.Riflettevo sul fatto che qs avventura del corpo delle donne mi ha dato moltissimo ma mi ha anche catapultato troppo su di una ribalta, in rete e fisicamente, che mi allontana da me stessa. Mi ritrovo perfettamente in cio che scrivi. Da qualche mese provo esattamente cio che descrivi qui. Io e te siamo diversi per sesso e storia e età però uniti da un sentire.
    Mi chiedo se sia qs il cambiamento in arrivo. VOrrei fosse qs.
    Verona è bella, sì. Sono felice di incontrarti presto. Ti abbraccio forte.

  6. riccardo urbani
    riccardo urbani says:

    Sono assolutamente d’accordo. Io ho cambiato decisamente la mia vita, consapevole, prima in modo timido e via via in modo sempre più deciso che il mondo può cambiare se cambio me stesso.
    Ho lasciato un lavoro sicuro, un mare di abitudini e di sicurezze e dopo 50 anni di ordinaria amministrazione, ora vivo nelle Marche, coltivo la terra ed il web, realizzando un mio sogno, quello di creare una community di famiglie (nel senso moderno del termine) che si danno ospitalità nei loro viaggi. Il mio sogno è che il turismo diventi un’occasione di incontro, di conoscenza con orecchie ed occhi aperti, di scoprire le bellezze della terra grazie a chi vive in quei posti.

  7. Maria Rosa
    Maria Rosa says:

    si, è vero che parlare di cambiamento è cosa assai diversa che essere il cambiamento. Eppure, quando riesco a fermarmi e a sentirmi è tutto così semplice! La vita è in continuo movimento ed io, come te, ne faccio parte, che bello! Il movimento è il motore del cambiamento.Mi riferisco a quel movimento fluido come il miele che va, lasciando la sua dolce traccia, nutrendo… Auguri Daniel ancora oggi e per tutti i giorni della tua magica vita!

  8. Nicola
    Nicola says:

    Sono giunto a questa pagina grazie ad Arianna Editrice. Da oggi seguirò il tuo blog. Sono un trentenne alla spasmodica ricerca di una svolta, di una via di fuga dalla gabbietta. Tanti auguri per i tuoi 35!

  9. Emanuela
    Emanuela says:

    Grazie per questa tua condivisione, e tanti auguri con un po’ di ritardo! ;-)

    Sono assolutamente d’accordo con te per ciò che riguarda la scelta e l’ascolto, ma non per quanto riguarda la colpa. La nostra cultura, che ci piaccia o meno, che sia per noi facile accettarlo o meno, è influenzata dalla religione cattolica che ci invita al mea culpa. Mia santissima colpa… Anche santa l’hanno fatta! Eppure c’è un’enorme differenza tra colpa e… responsabilità.

    Secondo Dostoevskij, l’uomo non vuole in realtà essere libero poiché chiede a qualcuno di “molto potente” di amministrare la propria libertà, togliendosi così la responsabilità di decidere giorno per giorno, volta per volta. Ma, che tu o chi legge siate o no “credenti”, non stiamo parlando solo di Dio; comunemente noi, dando la colpa, riconosciamo un potere in questa fantomatica persona, che sia un politico, un vigile, che sia la maestra o persino una cosa, se non è lo spigolo del letto o la televisione sarà sicuramente l’inquinamento e, naturalmente, la crisi! Quanto potere sta avendo la crisi negli ultimi… scusate non ricordo gli anni… Sarà colpa dell’emozione, o forse dell’età.

    Nessuno e nulla ha questo potere, solo noi stessi, ma non è colpa, non è un potere “superiore”. È Umanità, e la riscopriamo nel momento in cui la gioia di vivere abbraccia la responsabilità dell’essere vivi.

    Buon cammino.

  10. silevainvolo
    silevainvolo says:

    bello è il tuo desiderio di nutrirti di realtà, incontri reali anche se il web ti fa da piccione viaggiatore e porta messaggi. Mi sa siamo tutti accomunati da questa sensazione di non farcela mai, di non essere adeguati. L’obiettivo è vivere la diversità come scelta sempre piu’ consapevole, sentirsi piu’ leggeri responsabili e solidali…io seguiro’ i tuoi viaggi
    valeria

  11. Amedeo
    Amedeo says:

    Daniel, ma tantissimi auguri!

    Mai come in questi giorni avrei potuto apprezzare questo tuo post. Ho solo 24 anni, ma per riuscire a seguire – e seguire bene, portando a casa risultati almeno ottimi – tutto ciò che mi iìsta a cuore, arrivo a dei giorni in cui sono distrutto. Però continuo a correre. Mah.
    Dopo aver avuto la fortuna di partecipare alla 15° edizione di WIN Conference a Roma nei giorni scorsi, ho deciso che:
    - inizierò a correre, due volte a settimana
    - voglio suonare uno strumento: il djembe,.

    Dai, Daniel! Siamo con te!

  12. Alex Ogheri
    Alex Ogheri says:

    Ti ringrazio, una volta tanto fa piacere sentir parlare bene della mia Verona…

    per fortuna, con tutti i nostri problemi di razzismo, di “provincialismo” ecc ecc, c’é ancora qualcuno che si é accorto che ci sono anche delle altre veritá a Verona (e delle persone che non rientrano nelle categorie degli stereotipi,aggiungo)…
    Ciao

  13. flor
    flor says:

    ciao, ho venti anni;quest’anno ho gli esami di stato e come avrete capito ho perso 2 anni di scuola, cmq nn è importanti. stò preparando la tesina sul tema del cambiamento e girando per il web per trovare spunti, sono capitata in questo sito, mi piace! Infatti ho scelto questo argomento perche è un tema che mi riguarda personamente, in quanto la mia vita è stato un continuo cambiamento fin dalla mia nascita e voglio che sia così sempre( cioè sarà sempre così visto che il cambiamento è inevitabile). Non vedo l’ora che arrivi luglio e la fine di quest’ansia! IL PUNTO è che voglio andare all’università fuori città, questo comportebbe un cambiamento. se ci rifletto la cosa mi entusiasma molto; io la vedo come una sorta di apertura verso un nuovo mondo, verso nuovi ambienti e come un’occassione di nuove esperienze; io la desidero questo cambiamento! voglio sentirmi libera e voglio fare esperienze, voglio viaggiare! voglio conoscerere tanti bei posti, voglio vivere la vita!!! andare a studiare fuori costituirebbe un punto di partenza, una sorta di stimolo e un distacco; infatti sono convinta che se nn mi smuovo adesso che posso non lo farò più e menomale che i miei me lo permettono senza problemi. MA alla stesso tempo ho paura! se poi nn mi trovassi bene fuori, se nn mi adattassi al nuovo ambiente? se mi ritrovassi sola? sarei costretta a passare tre anni d’inferno! ( sinceramente non so perchè ho scritto, il commento la invio lo stesso).

    • Daniel Tarozzi
      Daniel Tarozzi says:

      Cara Flor, se andrai fuori avrai qualche difficoltà, magari all’inizio sarai sola, ma è normale. Il cambiamento fa sempre paura, richiede dedizione, passione, sudore. QUel che a volte non consideriamo però, è quanto possa essere ancora più difficile e triste rinunciare ai nostri sogni, al cuore che batte, alla vita che pulsa, alla forza che viene quando superiamo il dolore, le difficoltà. Parti se puoi! E tra tre anni, comunque sarà andata, sarai più forte.

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  1. [...] Della notte passata a Verona ho già scritto. Prima di lasciare il Veneto verso la Lombardia ho avuto ancora il tempo per uno splendido incontro: quello con l’amministrazione virtuosa di Povegliano Veronese. Una giunta in maggioranza al femminile (sindaco, vice-sindaco, assessore), mi ha guidato alla scoperta del suo territorio, mostrandomi l’importanza della valorizzazione delle risorgive (splendidi bacini idrici) e di una politica guidata soprattutto dall’ascolto delle istanze degli abitanti. Non è sempre facile. La stanchezza era molta e veniva nascosta a fatica, ma i risultati sembrano davvero notevoli! Restano poche righe per invitarvi ad ascoltare l’intervista radiofonica rilasciata alla Radio del “Sole 24 Ore” in cui descrivo l’esperienza di alcuni imprenditori del padovano (trovate il mio intervento al minuto 13) e per citare e ringraziare Andrea Tronchin (di Arcipelago Scec), Alessandro Scotti, Marco Pulze e il comitato Opzione Zero, che mi ha illustrato le tante problematiche relative al territorio che sorge sul Brenta, uno splendido corso d’acqua che unisce Padova a Venezia, continuamente minacciato da cementificazioni e inquinamenti. [...]

  2. [...] ricerca, ed eco-sostenibilità la sua fortuna e quella dei paesi serviti dalla sua azienda.Della notte passata a Verona ho già scritto. Prima di lasciare il Veneto verso la Lombardia ho avuto ancora il tempo per uno [...]

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