30 Ago 2018

Io faccio così #222 – Centrocontemporaneo: le antiche botteghe rinascono grazie all'arte

Riaprire le botteghe storiche per favorire la rinascita culturale e sociale del centro storico di Catania. Il progetto di rigenerazione urbana Centrocontemporaneo ha avviato una vera e propria rivoluzione strappando dal degrado il centro catanese e trasformandolo in un luogo vivo e ricco di idee, arte, condivisione e bellezza.

“In un momento in cui tutte le botteghe storiche del centro venivano chiuse, noi abbiamo accettato la sfida e abbiamo provato a riaprirle”. Comincia così il racconto del progetto di rigenerazione urbana Centrocontemporaneo da parte di Alessandro, uno dei fondatori. Il primo passo è stato proprio quello di credere nel cambiamento: dal basso, sostenibile, di lungo periodo.

 

E poi? “Abbiamo cominciato a far aprire i palazzi, per trasformare ogni cortile in un luogo di produzione culturale”, prosegue. Socialità e condivisione sono infatti altri due pilastri di questo percorso che ha pochi eguali in Italia e che ha trasformato in pochi mesi il “quadrilatero dell’arte” del centro storico di Catania in un luogo vivo e frequentato, strappandolo al degrado e restituendolo alla cittadinanza.

 

 

Da questa zona centrale è partita una grande rivoluzione che sta ridefinendo l’idea stessa di città: non più un ammasso di case, strade e negozi che ospita semplicemente i cittadini, ma un organismo con una sua identità, nata grazie all’unione delle tante anime che lo compongono. Il minimo comune denominatore? L’arte!

 

Dal 2013 Centrocontemporaneo lavora per ridisegnare il volto urbano di Catania attraverso pedonalizzazioni, mobilità ciclabile, fiori e piante che abbelliscono i marciapiedi. “Le botteghe che abbiamo fatto riaprire in questi anni rifioriscono di idee, di arte, di musica e di bellezza”. Tantissimi artisti – prevalentemente locali, ma anche provenienti da fuori – si esibiscono coinvolgendo le attività commerciali e gli abitanti del quadrilatero dell’arte.

centrocontemporaneo

La bellezza dunque ha salvato questa porzione di città. Non solo! Ha anche rimesso a nuovo il suo tessuto sociale ed economico: “Sono tutte attività – spiega Nino, un altro dei fondatori – che hanno un’ispirazione di tipo artistico e artigianale e che campano con questo”. Arte e artigianato che garantiscono una fonte di reddito? In Italia (purtroppo!) si vede raramente, ma qui a Catania succede!

 

Il vero obiettivo del Centrocontemporaneo è conquistare la città. Ambizioso certo, ma non impossibile! Come? Attraverso la bellezza condivisa, la partecipazione, il cambiamento dal basso, l’arte, l’artigianalità.

 

Intervista: Daniel Tarozzi
Realizzazione video: Paolo Cignini

 

 

 

Articoli simili
BeeGreen: il festival della sostenibilità a Torino e dintorni

Aquario 2012: sensibilizzare attraverso le arti visive

Bullied to Death: un film su bullismo e omofobia
Bullied to Death: un film su bullismo e omofobia

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Le contraddizioni della transizione ecologica nella voce degli indigeni – #418

|

Migliaia di partecipanti e un manifesto del turismo responsabile: ecco IT.A.CÀ 2021

|

Avete passato un buon Black Friday? Ecco a cosa è servita la vostra “felicità”

|

SUQ, il bazar dei popoli dove l’arte si intreccia con le culture del mondo – #10

|

Mondeggi, la fattoria senza padroni, chiama a raccolta il mondo della permacultura per riprogettarsi

|

Il diritto dei bambini all’aria pulita: le strade scolastiche come antidoto a traffico e inquinamento

|

Fuga dalla città. Una seconda vita sulle colline piacentine

|

Assamil: una delle comunità più giovani d’Italia cresce e cerca una nuova casa